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Olimpiadi Invernali 2026, il rammarico dei Giovani Industriali torinesi: "Perchè rinunciare"?

Scritto da La redazione Mercoledì, 19 Set 2018 - 0 Commenti

Le dichiarazioni di Alberto Barberis, Presidente dei Giovani Imprenditori di Torino, sulla mancata candidatura della Città alle Olimpiadi Invernali del 2026.

Le dichiarazioni di Alberto Barberis, Presidente dei Giovani Imprenditori di Torino, sulla mancata candidatura della Città alle Olimpiadi Invernali del 2026:

Arrendersi senza provarci è una tattica che non ci appartiene.

Constatiamo con preoccupazione come, ancora una volta, le istituzioni locali e la politica non comprendano l'importanza delle ricadute sociali che un evento come le Olimpiadi Invernali avrebbe portato con sé. Non parlo solo di noi imprenditori ma soprattutto di quei cittadini che ancora oggi vedi girare in città indossando, con dignità e orgoglio, le divise dei volontari di Torino 2006.

Un orgoglio nato dall’essersi sentiti parte attiva di un’occasione di rilancio dell’immagine della nostra Città, un orgoglio derivante dalla soddisfazione di aver fatto vedere al mondo un territorio spesso ai margini delle cronache.

Quello stesso orgoglio che avrebbe nuovamente permesso a Torino di dimostrare quel coraggio e quella visione strategica che purtroppo manca ormai da troppo tempo.
 
Alla lettura della notizia di esclusione di Torino dalla candidatura, la prima immagine che mi è venuta in mente è il discorso del 1961 in cui l’allora Presidente USA, John Fitzgerald Kennedy, annunciava l’intenzione di portare il primo uomo sulla Luna: “Scegliamo di andare sulla Luna entro dieci anni non perché sia semplice, ma perché è difficile. E perché una meta del genere ci aiuterà ad organizzare e mettere in campo il meglio delle nostre energie ed abilità”.
 
La visione di noi Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale di Torino è proprio questa: Torino doveva avere il coraggio di osare, doveva scegliere di organizzare i Giochi Olimpici Invernali del 2026 proprio perché era un’impresa complessa e, pertanto, avrebbe saputo mettere in campo le tante eccellenze imprenditoriali che costellano questo territorio per raggiungere il risultato. Se davvero vogliamo competere a livello nazionale e internazionale, occasioni come queste devono essere perseguite con convinzione e impegno per dare un futuro da protagonista alla nostra città e a tutti quei giovani che credono nell'imprenditoria.
 
Perché a Torino siamo sempre stati capaci di fare le cose difficili, mentre ora sembra che siamo diventati bravi a rendere difficili le cose semplici.

 


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