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Novi Ligure: il "mal dell’esca" si può prevenire!

Scritto da La redazione Giovedì, 14 Mar 2019 - 0 Commenti

Al Convegno ”Non abbocchiamo all’esca”, organizzato dal Consorzio Tutela del Gavi hanno partecipato oltre 200 viticoltori, tecnici, studenti, vivaisti da tutta Italia, dimostrando l’interesse e l’attualità di un tema  - quello delle Malattie del legno - che condiziona il lavoro in vigna.

Il Focus internazionale “Non abbocchiamo all’esca” ha riunito a Villa Pomela, Novi Ligure (Alessandria), duecento persone tra viticoltori, tecnici, studenti e vivaisti che sono intervenuti per ascoltare i maggiori esperti internazionali  delle Malattie del legno, invitati dal Consorzio Tutela del Gavi.

Il seminario dedicato al Mal dell’esca ha evidenziato come non si possano affrontare queste patologie con un’unica tecnica di cura, ma come sia necessario approcciare piuttosto il problema “a sistema” considerando tutti gli aspetti agronomici: scelte di impianto, terreni vocati, barbatelle e porta innesti selezionati, gestione del vigore del vigneto.

Senza trascurare evidentemente l’impatto di un clima sempre più imprevedibile nelle ultime stagioni.

Problemi condivisi da tanti produttori che in Italia, tra Mal dell’Esca e Flavescenza Dorata rischiano il 10% del proprio vigneto all’anno.

La buona notizia è che il Mal dell’esca – da definire meglio al plurale perché si tratta di una serie di patogeni che colpiscono vigne sempre più giovani -  si può prevenire.

Attraverso delle scelte e tecniche vivaistiche oculate e soprattutto recuperando la professionalità, il saper fare in vigna, in particolare nelle delicate operazioni di potatura, perché la malattia si manifesta molto più spesso quando ci sono tagli errati.

Il grande patrimonio costituito dal “Vigneto Italia” va tutelato attraverso una conoscenza approfondita delle tecniche di potatura, perché non si hanno ancora abbastanza dati concordi sull’efficacia dei vari prodotti curativi e preventivi. Anche la recente introduzione della tecnica di dendrochirurgia, ovvero l’asportazione dalla pianta del legno malato, pur restituendo segnali incoraggianti  non fornisce dati di lungo periodo.

Il Convegno, inoltre, ha confermato la maggiore sensibilità di alcuni vitigni alle Malattie del Legno rispetto ad altri, in particolare Croatina e Bonarda, mentre al contrario il Nebbiolo risulta meno suscettibile alla patologia.

“Sono veramente soddisfatto – sottolinea orgoglioso Roberto Ghio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi - della giornata appena trascorsa: che questo incontro internazionale abbia attratto la curiosità di tutto il territorio piemontese e oltre, e che sia stato così partecipato. Gavi e la sua denominazione diventano un luogo di confronto per tutti i tecnici e i produttori, un centro di cultura e di dibattito sulla vite e la viticoltura, come il Consorzio Tutela si è prefissato. Bene quindi che fossero presenti in aula tanti giovani e studenti delle scuole del territorio pronti ad ascoltare gli aggiornamenti su queste patologie”.

Ecco gli illustri relatori (nella foto Roberto Ghio, ultimo a destra, e alcuni relatori) moderati da Costanza Fregoni, delle Donne della Vite e responsabile di Horta s.r.l. presenti questa mattina: da Firenze, la prof.ssa Laura Mugnai del DAGRI, Dipartimento Di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali; dalla Svizzera il Dr. Olivier Viret, Responsabile del Centre de compétence cultures spéciales (DEIS) (DGAV), dalla Francia Marc Birebent, Presidente di Worldwide Vineyards, gli italiani Simonit&Sirch preparatori d’uva e il dott. Eugenio Sartori di Vivai cooperativi Rauscedo. Hanno portato le loro esperienze anche Davide Ferrarese (VignaVeritas) Consulente viticolo del Consorzio tutela del Gavi e Matteo Ascheri, in qualità di produttore e di Presidente del Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

A cura di ANDREA DI BELLA