Cronaca

Barge, uccisa per 3 euro! Omicidio di Anna Piccato: confessa l'uomo fermato

Scritto da La redazione Venerdì, 8 Feb 2019 - 0 Commenti

Ha confessato le sue responsabilità Daniele Ermanno Bianco, l’uomo fermato dagli inquirenti poche ore dopo i fatti. L’arma usata per commettere l’efferato omicidio, al momento non rinvenuta, sarebbe stata una pesante chiave inglese della quale l’uomo si sarebbe disfatto...

A distanza di due settimane dal ritrovamento del corpo senza vita della signora Anna PICCATO, brutalmente assassinata nei Giardini di Annonay del comune Barge (Cuneo) la mattina del 23 gennaio scorso, ha confessato le sue responsabilità Daniele Ermanno BIANCO, l’uomo fermato dagli inquirenti poche ore dopo i fatti.

Determinanti sono stati gli esiti degli accertamenti eseguiti dagli inquirenti nelle ore e nei giorni successivi all’omicidio, che seppure non esclusivamente orientati a concentrare le attenzioni investigative sulla posizione del Bianco, bensì finalizzati a verificare l’eventuale esistenza di responsabilità di persone terze.

Questi accertamenti hanno inevitabilmente ricondotto l’attenzione sull’uomo fermato, aggravandone sempre più il quadro indiziario.

Tra le molteplici attività svolte si segnalano: l’escussione di circa 180 persone della zona che a vario titolo intrattenevano rapporti con la vittima o che quella mattina si trovavano nell’area di interesse investigativo; l’approfondito esame della scena del crimine e delle tracce rinvenute.

L’acquisizione e lo studio di una quindicina di video tratti da sistemi di videosorveglianza privati; l’esito positivo della comparazione degli esami biologici eseguiti dal perito incaricato dalla Procura di Cuneo su oggetti e capi di abbigliamento repertati sulla scena dell’omicidio e altri in possesso del sospettato.

Quanto a questo ultimo punto è ormai possibile sostenere che il Bianco, ben prima di decidere di confessare ammettendo le sue responsabilità, avesse materialmente apposto la propria “firma” sull’omicidio; incontrovertibili sono stati infatti i match biologici che hanno documentato la presenza di tracce ematiche della povera Anna PICCATO su capi di abbigliamento e manufatti di proprietà dell’arrestato.

Tutto questo, sommato alle numerose incongruenze e alle continue ritrattazioni fornite dal Bianco in merito allo svolgersi dei suoi impegni nella mattinata dell’omicidio, lo hanno inchiodato alle proprie responsabilità.

L’arma usata per commettere l’efferato omicidio, al momento non rinvenuta, sarebbe stata una pesante chiave inglese della quale l’uomo si sarebbe disfatto subito dopo unitamente ad un giubbotto che indossava quella mattina, gettandoli entrambi in un cassonetto, poco prima dell’arrivo del camion della nettezza urbana.

Nel corso dell’ultimo interrogatorio reso, l’uomo ha sostenuto di attraversare un momento di grave difficoltà economica, circostanza che lo ha spinto a decidere di rapinare la signora Anna PICCATO nella speranza di potere così recuperare qualche soldo. In definitiva, nella mattinata del 23 gennaio 2019 BIANCO ha atteso la donna dopo che quest’ultima aveva finito di consumare il caffè in un bar del paese.

Dopo averla seguita, l’ha fermata in via Giolitti colpendola una prima volta con una chiave inglese, stordendola.
Approfittando dello stato di impotenza della signora, l’ha trascinata lungo il giardino, finendola con altri colpi alla nuca (il medico legale, durante l’autopsia, ne ha contati 10).

Dopo averle sfilato il giubbotto ed essersi verosimilmente appropriato di tre euro (l’unica somma di denaro che la vittima aveva con sé) Bianco si è allontanato in direzione del centro paese, dove ha prelevato lo zaino che aveva precedentemente nascosto nel sottoscala di un’abitazione e vi ha riposto la chiave inglese. 

Lungo il tragitto per recarsi in un bar (all’interno del quale ha consumato una birra), l'uomo si è accorto di essersi macchiato di sangue il giubbotto arancione che indossava. In quel momento ha estratto la chiave inglese dallo zaino, l’ha avvolta all’interno del giaccone e, approfittando del fatto che in quel momento stava iniziando la raccolta dei rifiuti, ha gettato il tutto all’interno di un cassonetto.

In seguito si è recato in altri esercizi commerciali di Barge ed è rientrato nella sua abitazione dove si è cambiato gli abiti ed è ripartito per Pinerolo, dove è rimasto tutta la giornata prima di venire rintracciato. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a chiarire tutti gli aspetti della vicenda.