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VIDEO - Lyon, il Bocuse d'Or ancora nel Nord Europa: vince la Danimarca. Chef Ruggieri 15esimo

Scritto da La redazione Giovedì, 31 Gen 2019 - 0 Commenti

Podio tutto scandinavo, seconda la Svezia e terza la Norvegia con Christian André Pettersen (che si è preparato ad Agliano - Asti, località frequentata tutti gli gli anni dove al "Barbera Fish" presenta piatti a base di merluzzo). Il candidato italiano chiude al 15° posto tra gli applausi. La regia di Enrico Crippa.

Tutto secondo previsioni alla finalissima del Bocuse d'Or 2019, svoltosi a Lyon martedì 29 e ieri, mercoledì 30 gennaio.Trionfa il Nord Europa : vince la Danimarca, davanti alla Svezia, terza si piazza la Norvegia.

L'Italia finisce al 15esimo posto, ma è già un bel risultato su questo palcoscenico della gastronomia internazionale, un vero e preoprio campionato mondiale biennale di cucina iniziato con il suo ideatore Paul Bocuse nel 1987, per la prima volta senza la sua "mente", mancata l'anno scorso.

Alla manifestazione si sono dati battaglia dietro i fornelli  ventiquattro giovani cuochi giovani cuochi provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza di: Marocco, Ungheria, Stati Uniti, Argentina, Norvegia, Cile, Islanda, Brasile, Canada, Italia, Inghilterra, Danimarca, Finlandia, Finlandia, Francia, Singapore, Cina, Belgio, Thailandia, Tunisia, Giappone, Svizzera, Svezia, Australia, Corea del Sud.

Come, si prevedeva, il podio non ha premiato il rappresentante italiano, Martino Ruggieri, vice-chef di Yannick Allenò al "Pavillion Ledoyen" di Parigi. Molti applausi, ma non sufficienti a farlo emergere maggiormente. Ecco il verdetto finale: 1° Danimarca, con trionfo di Kenneth Toft-Hansen; 2° la Svezia, con Sebastian Gibrand; 3° Norvegia, con Christian André Pettersen (che si è preparato ad Agliano - Asti, località frequentata tutti gli gli anni dove al "Barbera Fish" presenta piatti a base di merluzzo). Premi speciali sono stati assegnati a Marocco, Danimarca, Francia e Finlandia.

Martino Ruggieri, pugliese di Martina Franca, 31 enne, ha rappresentato con orgoglio, professionalità e concentrazione l'Italia e tutto il team.

Ha presentato una "Chartreuse a l'Italienne", reinterpretazione di un tradizionale risotto di mare, a forma di farfalla,  con tecniche di camouflage, inno alla natura.

Per la seconda prova, "il gran plateau" lo chef pugliese (che in questi ultimi mesi si è preparato ad Alba (Cuneo), in un'ala del Palacongressi), ha presentato Piazza Italia, così è stato battezzato il vassoio, ispirandosi alle piazze Unesco italiane: reinterpretazione della carne all'italiana in un vivace gioco di modernismo gastronomico.

L’Accademia Bocuse d’Or Italia, dopo questo risultato deve creare una rete di interesse vero. Avere la capacità di creare un concetto "nazionale" e investire a livello centrale cifre importanti per preparare l'Italia ad emergere di più in un settore dove già eccelle ma vive di improvvisazioni, personalismi e scarse risorse.

Occorrono però, interventi finanziari massicci se si è convinti che la cucina italiana sia un mezzo, un fiore all'occhiello, per sviluppare turismo ad altissimo livello.

Foto di Luisa Piazza