Salute & Ambiente

Asti, pazienti cronici e fragili: quali i modelli organizzativi nella rete

Scritto da La redazione Domenica, 14 Ott 2018 - 0 Commenti

Oggi i pazienti cronici rappresentano il 30% della popolazione, attingendo, però, al 75% della spesa totale: questo dato chiarisce quanto la sfida stia nella gestione della quotidianità e non solo dell’urgenza, attraverso un percorso di prevenzione, programmazione e controllo, in una sola parola di "Presa in Carico totale".

Un pomeriggio dedicato alle cronicità, e molto partecipato, quello venerdì scorso, all’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, nell’ambito del convegno “la Sfida delle Cronicità”, alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta, del Vice Presidente del Consiglio regionale, Angela Motta e del Direttore Generale ASL Asti, Mario Alparone.

Sulla necessità di integrare gli interventi socio-sanitari ha insistito Angela Motta, Vicepresidente del Consiglio Regionale, nei saluti iniziali. “A luglio - ha ricordato - abbiamo approvato il Piano sulle Cronicità che si propone una diversa presa in carico dei pazienti, privilegiando il territorio e la domiciliarità (decisiva importanza assumerà la figura del medico di base), affidando agli ospedali le urgenze e l’alta specialità. Sarà importante avere risorse, competenze, personale formato, ma anche la volontà di far lavorare insieme i vari servizi”.

Oggi i pazienti cronici rappresentano il 30% della popolazione, attingendo, però, al 75% della spesa totale: questo dato chiarisce quanto la sfida stia nella gestione della quotidianità e non solo dell’urgenza, attraverso un percorso di prevenzione, programmazione e controllo, in una sola parola di Presa in Carico totale.

Afferma il Direttore generale, ASL Asti Mario Alparone: “Il ruolo del Sistema sanitario deve garantire un approccio che sia proattivo, non più reattivo, in grado di rispondere al paziente ben prima che si presenti il fenomeno acuto e mettendo l’eccellenza clinica ospedaliera al servizio del territorio in percorsi di presa in carico. Questo non solo in visione di una gestione ottimizzata della salute del paziente, ma anche di sostenibilità e corretta allocazione delle risorse. Il futuro della Sanita è la Rete tra i diversi agenti, dai Medici di Medicina Generale, alle eccellenze ospedaliere, agli operatori sul territorio, alle farmacie, alle associazioni di volontariato, che coinvolga il paziente in maniera totalitaria".

"Se pensiamo di gestire i servizi sanitari in un’ottica "Ospedalo-centrica" abbiamo già perso la nostra sfida - conclude il direttore  Team affiatati, accoglienti ed entusiasti ben consapevoli di quanto sia necessario, oltre ad un’adeguata terapia, non ‘perdere di vista la persona’nella sua integrità, sono la chiave di svolta, la risposta concreta per una sanità a dimensione di tutti.”

Nelle conclusioni, l’assessore Antonio Saitta, sottolinea: “Per affrontare le sfide della Cronicità, la Regione Piemonte lavora ad un nuovo modello di presa in carico dei pazienti, in grado di tenere conto delle esigenze di salute e del progressivo invecchiamento della popolazione: sull'intero territorio piemontese stiamo realizzando la rete delle Case della Salute e sviluppando la sanità digitale con il Fascicolo sanitario elettronico che va esteso ad una fascia sempre più ampia di utenti. Ad Asti ho avuto modo di verificare molte buone pratiche in tema della cronicità e voglio ringraziare quanti ci lavorano e ci credono, a cominciare da Ida Grossi che ha posto le basi di un cambiamento al quale Mario Alparone sta dando continuità, ma soprattutto ad ogni operatore della sanità astigiana per l'impegno, la  passione, i sacrifici". 

"Sono convinto - prosegue - che le esperienze sperimentate in questo territorio possano essere esportate con successo anche in altre realtà simili: rappresentano l'attuazione concreta della programmazione regionale, con obiettivi che si affiancano a quelli delle reti già esistenti, come quella oncologica e quella endocrino-diabetologica, ai centri per i disturbi cognitivi e le demenze, alla farmacia dei servizi". 

"L'impegno partito nel 2014 con tanta fatica è quello di rimodulare completamente l'offerta sanitaria con il potenziamento dell'assistenza territoriale, servizi come l'infermiere di comunità e la telemedicina, e con l'avvio di percorsi di cura individuali che rimettano al centro la persona, destinando agli ospedali il compito di occuparsi delle urgenze e dell'alta specializzazione - conclude Saitta -  La riduzione delle liste d’attesa e le nuove assunzioni di personale medico ed infermieristico sono tra le priorità dei prossimi mesi, per riconfermare i traguardi che ci sono riconosciuti a livello nazionale, come emerge dal monitoraggio della “Griglia Lea” che vede il Piemonte al terzo posto.”

Nella foto da sx: Mario Alparone, Antonio Saitta, Angela Motta
 
 

 


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