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Negli Anni Venti da San Marzanotto a New York poi nella Napa Valley per creare la "Trinchero Winery"

Scritto da La redazione Domenica, 3 Giu 2018 - 0 Commenti

All’epoca lo stabilimento dei Trinchero era il più importante per la lavorazione del vino di qualità della California. Nel 1972 un’altra innovazione fa storia, fornendo al consumatore americano uno stile completamente nuovo. diventa il quinto produttore di vino degli Stati Uniti. La superficie complessiva coltivata supera i 5 mila acri e la produzione annua è superiore a 30 milioni di galloni.

La famiglia Trinchero emigra da San Marzanotto d’Asti negli Stati Uniti negli anni Venti stabilendosi a New York dove avvia il commercio di vino.

Mario e il fratello John si spingono a ovest per alcuni mesi e nel dicembre del 1948 vengono raggiunti da Mary, Bob, Vera e Roger. Vivono in un motel della Napa Valley per sette mesi e poi acquistano uno stabilimento abbandonato per la lavorazione del vino, chiamato Casa Sutter.

John Trinchero produceva il vino, Mario si occupava della vendita, mentre il figlio Bob, il più grande, imbottigliava il vino con la madre Mary che, oltre a cucinare i pasti, lavorava più di 10 ore sulla linea di imbottigliamento.

I Trinchero iniziano a produrre un’ampia varietà di vini e aprono le porte dello stabilimento a tutti, anche ai vicini di casa i quali si riforniscono direttamente con barili e bottiglie. L’attività dei Trinchero, quasi una missione, era fondata sullo slogan “Un grande prodotto con un prezzo equo” e in quel periodo il 65% della produzione era venduto in stabilimento.

Bob si diploma nel 1954 e, dopo il servizio militare nell’aeronautica, nel 1958 riprende a lavorare nell’azienda di famiglia; nel 1960 sostituisce lo zio John come “winemaking”. Un prestito bancario gli consente miglioramenti nella produzione del vino; nel contempo sviluppa la sua passione per lo zinfandel. Negli anni Sessanta è avviata la commercializzazione del vino con la vendita di massa, acquisendo sin dal decennio successivo una grande reputazione fra i consumatori.

All’epoca lo stabilimento dei Trinchero era il più importante per la lavorazione del vino di qualità della California. Nel 1968 Bob assaggia uno zinfandel casalingo prodotto con uve cresciute nella Sierra. Entusiasmato dal carattere e dall’intensità di quel vino rosso e robusto, Bob si dà alla vinificazione dello zinfandel.

Nel 1972 un’altra innovazione fa storia, fornendo al consumatore americano uno stile completamente nuovo. Sperimentando il suo "Amador Zinfandel", Bob prova a farlo fermentare come un bianco, il vino incontra il favore dei clienti.

Negli anni Ottanta il vino assume il nome di Zinfandel Bianco, che prodotto dalla Casa Sutter diviene il vino più eccellente e popolare degli Stati Uniti, aumentando la produzione dalle 25.000 casse del 1981 ad oltre 4,5 milioni di casse.

La popolarità della bibita si condensa nello slogan pubblicitario: “leggero, rinfrescante, gustoso, economico e buono: può essere bevuto da solo o con una larga varietà di cibi”.

La Casa Sutter diventa il quinto produttore di vino degli Stati Uniti, la produzione in bottiglia viene inviata in tre magazzini situati nella Contea di Napa; lo stabilimento principale i visitatori possono visitare i giardini, con migliaia di fiori e piante e lo stabilimento. Bob, Roger e Vera Trinchero, insieme ai figli di Vera, Anthony e Robert, portano avanti l’attività dirigendo le operazioni di produzione e di vinificazione e i settori commerciale e marketing.

I Trinchero sono conosciuti anche per il loro impegno per un’agricoltura sostenibile e per la preservazione dell’ambiente. Le loro attività caritatevoli si concentrano sui bambini e sulle famiglie bisognose e sono rivolte anche a sviluppare e sostenere le cure per il cancro al seno.

La Casa Sutter gode di un impatto positivo nella comunità del Napa Valley e nell’intero paese. Le produzioni sono Chardonnay, Sauvignon Blanc, WhitY-Zinfandel, Merlot Bianco, Gewurztraminer, Chenin Blanc, Moscato, Merlot, Cabernet Sauvignon, Zinfandel, Pinot Noir, Shiraz. La superficie complessiva coltivata supera i 5 mila acri e la produzione annua è superiore a 30 milioni di galloni.

Giancarlo Libert  

(dal volume dell’autore L’Emigrazione Piemontese nel Mondo, Chivasso 2009) 


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