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Molte le preoccupazioni sul futuro dell'Ospedale di Asti...

Scritto da La redazione Mercoledì, 13 Giu 2018 - 0 Commenti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Salutiamo la dott. Ida.Grossi che ha lasciato in questi giorni il delicato incarico di Direttore Generale dell’ASL AT e diamo il benvenuto al nuovo Direttore Generale, dott.Alparone.  

Ci auguriamo di incontrarlo presto, sia per conoscerlo che per sottoporgli alcune preoccupazioni (non solo nostre) sul futuro del nostro ospedale.

Quando, nel novembre 2014, la Delibera Regionale aveva ipotizzato il pesante ridimensionamento del Cardinal Massaja ci mobilitammo in tanti per riuscire a salvare la qualità del nostro servizio sanitario.

Molti ricorderanno che, a quel tempo, erano ben 14 le specialità che avrebbero dovuto “sparire” o  “essere ridimensionate “dal panorama astigiano a favore ( probabilmente) dell’area alessandrina.

Nel documento si faceva riferimento a Gastroenterologia, Malattie infettive, Radioterapia, Dermatologia, Psicologia clinica, Maxillo-facciale, Pneumologia, Chirurgia vascolare, Diabetologia, Dietologia,  una Medicina e della chiusura dei posti letto all’ospedale di Nizza.

La mobilitazione portò ad una raccolta di oltre 35mila firme e a momenti di dibattito pubblico molto partecipati.

A distanza di 4 anni da allora possiamo dire che, nonostante il ridimensionamento di alcune strutture e all’eliminazione dei posti letto a Nizza senza potenziamento ad Asti, alcuni settori hanno conservato la qualità che li ha contraddistinti e l’ospedale ha mantenuto una buona credibilità nei confronti dei cittadini che riconoscono ai medici e agli infermieri competenza e disponibilità.

Di problemi, però, ne restano.

E per questo ci auguriamo di potere al più presto incontrare il nuovo Direttore Generale per sollecitare la sua attenzione su alcuni temi in particolare:

1)Tempi di attesa: restano un’ emergenza costante, sia per l’attesa di interventi chirurgici sia per l’attesa di prestazioni diagnostiche. Sul fronte cataratta siamo sempre a circa due anni di attesa; tempi lunghi anche per urologia ( prostata) e per interventi minori di chirurgia generale ( ernie, tunnel carpale ecc.); attese anche per interventi di Otorino.

Giustamente  viene garantita la priorità su tutte le neoplasie ma il resto degli interventi ( che pure creano non poco disagio alle persone) slitta a tempi lunghi.

Anche per alcuni esami diagnostici ( ecografie e risonanze) ci sono tempi lunghissimi di attesa.

Sappiamo che la ragione è la mancanza di anestesisti che, però, non è stata fronteggiata con un’azione strategica. Semplicemente, quando le liste d’attesa si fanno più lunghe del solito, si ricorre a prestazioni aggiuntive ( temporanee) che riducono di un po’ i tempi di attesa, i quali, tuttavia, ritorneranno poi ad essere quelli di prima non appena le prestazioni aggiuntive termineranno.

La nostra preoccupazione è aumentata dal fatto che, con l’estate e le ferie del personale, i tempi di attesa aumentino ancora, costringendo gli astigiani che necessitano di cure ad aspettare ancora di più o a trovare altre soluzioni ( a pagamento) o in altre strutture.

2) Chirurgia Vascolare- Una struttura d’eccellenza istituita su impulso del prof. Gaita e mirabilmente guidata dal dott. Gaggiano fino a qualche tempo fa.

Un servizio indispensabile sia per il rapporto con l’interventistica cardiologica che per il Pronto soccorso.

Ad oggi, però, non è dato sapere se verrà bandito un concorso per coprire il posto del dott. Gaggiano o se dovremo rassegnarci ad avere solo ambulatori diagnostici senza interventistica.

3) Tempo zero: come più volte sottolineato, per diverse specialità,  ad oggi i cittadini possono solo usufruire del tempo zero ( con tutti i disagi che comporta, in termini di tempo e di attesa) senza la possibilità di fruire di un’agenda di prenotazione alternativa ( prenotazione di data e ora).

4) Digitalizzazione/ Informatizzazione: dopo tante discussioni siamo ancora in “sospeso” e probabilmente dovrà essere prorogato di un anno il contratto in scadenza a luglio.
5) Malattie Infettive: il reparto ( un’eccellenza del nostro Ospedale) è stato mantenuto ma sarebbe utile ( e di immagine) una maggiore presenza del Primario,  impegnato anche altrove.

6) Cronicità :Nei prossimi anni , con l’invecchiamento progressivo della popolazione, le cronicità saranno sempre più numerose e complesse. Per questo riteniamo sia indispensabile potenziare i servizi a domicilio ( prelievi, diagnostica, servizi infermieristici) intensificando l’attività delle Unità territoriali, per non incorrere nel “collasso” dei servizi ospedalieri.

E mentre valutiamo positivamente, come efficiente e gradito ai cittadini, il servizio svolto da Amos ( ormai divenuto una struttura imprescindibile per il sud Piemonte) non possiamo non rilevare come molti servizi, un tempo complementari al settore pubblico, siano oggi stati delegati interamente a tale Società  ma con garanzie inferiori, per il personale, sia dal punto di vista economico che da quello della continuità lavorativa.

7) Dirigenza ;Con il pensionamento del Direttore di Presidio e la fresca nomina dei due Direttori che comporranno la nuova “squadra” del Direttore Generale, la sanità astigiana attraversa un nuovo momento difficile e delicato.

Ci auguriamo che le scelte che verranno operate vadano nel senso della risoluzione delle criticità  elencate: noi saremo vigili osservatori così come in passato, stimolando Lei, sig, Direttore Generale, il Sindaco della città con l’ assessore delegato e i rappresentanti della nostra Provincia a livello Regionale.

Restiamo in attesa di un auspicabile incontro.

Asti, 12 giugno 2018


Angela Quaglia

Beppe Passarino

Michele Anselmo

Massimo Cerruti

Davide Giargia

Giorgio Spata

Martina Veneto

Maria Ferlisi

Giuseppe Dolce


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