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Lyon, dal “ritiro” di Alba alla vetrina ed al clamore del Bocuse d’Or: buona fortuna Italia!

Scritto da La redazione Domenica, 27 Gen 2019 - 0 Commenti

Località, più o meno segreta: Alba. Luogo: Palazzo dei Congressi, piazza Medford. Negli ultimi tempi con l’avvicinarsi dell’evento, si sono stretti anche i ritmi con i quali i componenti azzurri si sono preparati. La nostra visita, clandestina, è avvenuta una quindicina di giorni fa.

A poche ore dall’impegno di Lyon, France, dove le squadre Nazionali di chef si sfideranno per la conquista del titolo mondiale del “Bocuse d’Or”, rivediamo la visita “riservata" effettuata una quindicina di giorni fa nel “ritiro”  di squadra Italia, che da alcuni mesi, si sta preparando alla “gara della vita”.

Località, più o meno segreta: Alba, Città Creativa per la Gastronomia UNESCO. Luogo: Palazzo dei Congressi, piazza Medford.

Negli ultimi tempi con l’avvicinarsi dell’evento, si sono stretti anche i ritmi con i quali i componenti azzurri si sono preparati.

La nostra visita, calndestina, è avvenuta una quindicina di giorni fa.

Con la promessa di non disturbarein alcun modo, l'allenamento, veniamo accompagnati nel grande locale al primo piano. Una parte dello spazio divisa da una tenda, è occupata dagli chef che continuano fare prove di cucina (8 -10 ore al giorno)

Prima impressione: alle pareti una fittissima galleria fotografica di tutti i piatti creati in questo tempo con diverse elaborazioni. Si rimane a bocca aperta. Intanto nella grande cucina allestita, “trafficano” i ragazzi sono l’esperta guida di Enrico Crippa, trainer di questa Nazionale ai Fornelli che con occhio attento e suggerimenti, anche questi silenziosi, procede nei ritocchi e nei dialoghi per migliorare le “opere” che rimarranno modelli ai quali ispirarsi per la realizzazione dei piatti in concorso.

Martino Ruggieri (nella foto), 32 anni, chef pugliese, di Martina Franca, “capitano” del Team Italia per le finali del “Bocuse d’Or”, pare un direttore d’orchestra, munito di frusta e grande colino, lavora su alcuni ingredienti, gli altri quattro componenti sono impegnati in altrettante operazioni che porteranno all’elaborazione del piatto previsto.

Circondati da un silenzio assoluto il lavoro procede veloce, perché nella gara ufficiale i tempi per completare l’impegno del concorso sono precisi (infatti funzionano un paio di cronometri che si arrestano e ripartono una volta stabilito cosa fare).

La lingua ufficiale  della squadra non è l’italiano ma il francese, perché Ruggieri lavora a Parigi e anche gli altri “ragazzi” hanno dimestichezza con questa lingua…

E’ ormai l’ora di pranzo e Crippa, prima di andarsene a “lavorare” nel ristorante “Duomo” della famiglia Ceretto, in piazza Michele Ferrero, ad Alba, dispensa gli ultimi suggerimenti.

Poi nelle ultime settimane sino ad oggi,  il  silenzio si trasformerà in autentico baccano, come è poi avvenuto, per fare in modo che la squadra si abitui al rumore-brusio delle persone che assisteranno alla gara e la concentrazione deve superare gli… agenti esterni.

Quale risultato otterrà il Team Italia non è dato sapere. I piatti in gara a Lyon saranno due: un vassoio di carrè di vitello da latte con cinque cotolette di prima qualità”, seguite da due piatti uguali di “chartreuse di vegetali con crostacei” realizzati almeno con la metà di prodotti vegetali.

Il “Bocuse d’Or”, è per l’Italia ancora un’incognita, perchè solo negli ultimi due anni la cucina italiana, soprattutto gli chef, si è appassionata a questa sfida, mentre, soprattutto per i francesi, e gli chef nordeuropei (Norvegia, Svezia, Danimarca) questo è considerato il concorso culinario per eccellenza.

Ma noi siamo creativi ed anche capaci… Chissà.

Alberto Fumi


 

Vedi anche http://langheroeromonferrato.net/il-piemonte-alla-finale-mondiale-del-bocuse-dor