Cronaca

Liberato imprenditore di Moretta rapito a fine marzo in Nigeria

Scritto da Redazione Giovedì, 11 Apr 2019 - 0 Commenti

Liberato dai servizi segreti dopo 13 giorni di prigionia. A dare l'allarme è stata la moglie, una donna nigeriana, che ha chiamato un amico italiano della coppia. A sua volta l'uomo ha contattato le Autorità italiane e immediate sono iniziate le attività dell'Aise che ha attivato una collaborazione con l'intelligence nigeriana che viene definita "molto buona".

L'imprenditore italiano Sergio Favalli, rapito in Nigeria il 30 marzo, è stato liberato. La Procura di Roma lo ascolterà appena rientrerà in Italia. Sul sequestro il pm Sergio Colaiocco ha aperto un fascicolo d'indagine per sequestro di persona con finalità di terrorismo.

Favalli, originario di Moretta, nel Cuneese, era stato prelevato il 30 marzo mentre andava in auto da Abuja a Kaduna dove risiedeva da molti anni. Nelle indagini che hanno portato alla liberazione la Procura di Roma aveva delegato i carabinieri del Ros. Nella stessa area è stato sequestrato in passato Don Maurizio Pallù in seguito anche lui liberato.

E' stato sequestrato mentre era in taxi Favalli liberato questa mattina in Nigeria grazie al lavoro degli uomini dell'Aise che fin dai momenti successivi al rapimento hanno seguito la vicenda. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, Favalli era sulla strada tra Abuja a Kaduna quando i sequestratori hanno bloccato il taxi.

A dare l'allarme è stata la moglie, una donna nigeriana, che ha chiamato un amico italiano della coppia. A sua volta l'uomo ha contattato le Autorità italiane e immediate sono iniziate le attività dell'Aise che ha attivato una collaborazione con l'intelligence nigeriana che viene definita "molto buona".

La notizia del suo sequestro non era stata resta nota, probabilmente per non destare troppo clamore e ostacolare così l’operato dei servizi italiani. 

I risultati sono arrivati dopo 13 giorni: Favalli è stato liberato questa mattina e in serata sarà in Italia. Un successo per gli uomini dell'intelligence esterna guidati dal generale Luciano Carta che segue quello ottenuto con la liberazione in Siria di Sergio Zanotti, rapito nell'aprile del 2016, e quello arrivato con l'arresto di Cesare Battisti in Bolivia grazie al contributo fondamentale proprio dell'Aise.