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Lettera sulla sanità astigiana firmata Saitta, Ferrero e Motta

Scritto da La redazione Venerdì, 15 Mar 2019 - 0 Commenti

"Riteniamo che alcune polemiche fine a se stesse non vadano certo nell’interesse dei pazienti ma gettino soltanto discredito su una struttura come l’ospedale di Asti, dove operano con impegno e capacità grandi professionisti". Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile redazione La Stampa,

ci sembra opportuno intervenire in seguito ad alcune affermazioni del tutto fuorvianti sulla situazione della sanità ad Asti, sulle sue prospettive future e sul ruolo della Regione Piemonte in questi anni.

Occorre innanzitutto ricordare in quale situazione si trovasse la sanità piemontese nel 2014, all’inizio del mandato Chiamparino: pre-commissariata dal Governo, con un quadro economico drammatico in cui mancavano i bilanci delle Asl dei due anni precedenti, senza la possibilità di sostituire il personale sanitario andato in pensione e senza la possibilità di effettuare investimenti di ogni genere.

Solo il lavoro di questi cinque anni ci ha permesso di riportare ordine nei conti, attraverso la riduzione degli sprechi e il miglioramento dell’organizzazione dei servizi, e quindi di uscire dal piano di rientro imposto dal Governo.

L’uscita ha consentito lo sblocco delle assunzioni di medici e infermieri, per cui lentamente si sta tornando ai livelli precedenti al commissariamento, e la ripresa degli investimenti sugli ospedali, pensiamo ai parchi della Salute di Torino e Novara, all’ospedale di Verduno, al presidio sanitario della Valle Belbo.

Tutto questo coniugando la qualità delle prestazioni: a gennaio il Ministero della Salute ha assegnato alla sanità piemontese il primo posto in Italia per il livello dell’assistenza erogata, secondo la graduatoria della “Griglia Lea”.

Non si può dunque che ringraziare tutto il personale che lavora nel sistema sanitario piemontese, per la grande capacità e professionalità dimostrata in questi anni che hanno richiesto impegno e grandi sacrifici.

In questo quadro la sanità astigiana continuerà ad essere anche in futuro una delle eccellenze della sanità regionale, grazie anche al lavoro di potenziamento fatto negli ultimi cinque anni.

L’ospedale può contare su reparti come Cardiologia, Ostetricia e Ginecologia, Medicina interna e altri della medesima importanza, il cui valore è ampiamente riconosciuto anche al di fuori dei confini provinciali.

Dal 2016 è dotato di un nuovo Centro di Senologia e ha attivato la possibilità per i pazienti di pagare i ticket e ritirare i referti on line. I servizi informatici attualmente in funzione non sono minimamente a rischio e sono stati prorogati fino al 2020 e con un risparmio annuale per la sanità pubblica di oltre 200mila euro annui, a parità di qualità.

Lo stesso discorso vale per il laboratorio analisi, la cui attività non è in discussione: la revisione della rete regionale, è bene precisarlo, non ha infatti riguardato in alcun modo i punti prelievo e i servizi per il cittadino, che sono stati mantenuti nel numero e nella dislocazione precedente, né il personale impiegato nei laboratori.

L’Asl di Asti è poi impegnata nel piano di riduzione dei tempi di attesa per visite ed esami varato dalla Giunta regionale, i cui primi risultati si vedranno a partire dai prossimi mesi. In quest’ottica l’Asl sta lavorando per migliorare il sistema del “tempo zero” che consente l’accesso diretto, senza dimenticare però che si tratta di una risorsa e di uno strumento che ha dimostrato ampiamente la sua utilità.

Ricordiamo, ad esempio, provvedimenti come l’apertura al pomeriggio delle sedute per Oculistica e Dermatologia e la riserva del mercoledì per i cittadini della provincia che servono a rispondere in maniera più appropriata alle esigenze dei pazienti.

In tutto l’Astigiano sono state attivate in questi anni 11 nuove piazzole per l’atterraggio notturno dell’elisoccorso 118 e sono partiti i progetti per l’avvio o l’ampliamento di 6 Case della Salute.  

Come non sottolineare, infine, l’importante investimento sul polo sanitario della Valle Belbo, il cui cantiere era bloccato perché la precedente amministrazione regionale, è bene non dimenticarlo, aveva revocato i fondi. La Giunta regionale ha stanziato 28 milioni di euro che serviranno finalmente a completare l’opera.

Ci pare evidente, dunque, come in questi anni la Regione Piemonte abbia dedicato massima attenzione nella tutela e nello sviluppo della sanità ad Asti e nel territorio dell’Asl di competenza.

Riteniamo invece che alcune polemiche fine a se stesse non vadano certo nell’interesse dei pazienti ma gettino soltanto discredito su una struttura come l’ospedale di Asti, dove operano con impegno e capacità grandi professionisti.

Antonio Saitta – assessore Sanità Regione Piemonte

Giorgio Ferrero – assessore Agricoltura Regione Piemonte

Angela Motta – vicepresidente Consiglio regionale Piemonte