Territorio & Eventi

Le eccellenze di Torino-Langhe-Roero insieme per promuovere l'enogastronomia

Scritto da La redazione Domenica, 15 Apr 2018 - 0 Commenti

Conoscere le nobili colline del vino di Langhe e Roero, le tavole imbandite di prodotti straordinari che il Paesaggio vitivinicolo Unesco riesce a esprimere, dalla cultura e sapori della cucina ai tesori del palato che si chiamano Barolo, Barbaresco, Roero, Dolcetto, Arneis, Moscato e Barolo Chinato, Spumante.

È stata presentato nei giorni scorsi alle OGR -  Officine Grandi Riparazioni – di Torino, il Piano congiunto di promozione internazionale “Torino e Langhe e Roero”. Si tratta di un ampio progetto ideato dalle ATL Turismo Torino e Provincia e Langhe e Roero - con il contributo di Fondazione CRT, Città di Torino, Sagat, Città di Alba e Bra - che vede Torino e il territorio di Langa e Roero insieme sotto il claim “Langhe Roero and Turismo Torino Together”.

Obiettivo? Presentare i due territori uniti sui mercati internazionali, come opportunità di viaggio– promuovendo il brand turistico Torino e le Langhe - al fine di incrementare i flussi turistici.

Londra, Cannes, San Pietroburgo, New York, Stoccolma e gli Emirati Arabi: queste le prossime mete di un Road Show istituzionale alla volta di mercati strategici collegati direttamente con l’aereo o il treno, con una serie di azioni mirate.

Un viaggio che mette al centro, oltre all’arte e alla cultura dei due territori, anche il patrimonio enogastronomico. Il format prevede, infatti, uno storytelling dei luoghi in location esclusive che valorizzino il concetto di “eccellenza delle destinazioni” con, a seguire, degustazioni di prodotti tipici alla presenza di uno chef o di un "ambasciatore del territorio".

Ecco quindi che i due cuori si uniscono per partire in un Itinerario alla volta di mercati strategici collegati direttamente con l’aereo o il treno, con una serie di azioni mirate, al fine di stimolare l’attenzione di operatori turistici del settore, media e opinion leader.

E prima di partire per le storiche terre del Piemonte sabaudo e conoscere le nobili colline del vino di Langhe e Roero, ecco le tavole imbandite di prodotti straordinari che il Paesaggio vitivinicolo Unesco riesce a esprimere, dalla cultura e sapori della cucina ai tesori del palato che si chiamano Barolo, Barbaresco, Roero, Dolcetto, Arneis, Moscato e Barolo Chinato, Spumante.

Come resistere alle tentazioni di Tartufi e Gianduiotti, Tajarin e Brasati, Bolliti misti e Formaggi d’alpeggio, Bonèt e Nocciole, Salsiccia di Bra, Amaretti e Bicerin? Le tavole internazionali profumeranno di colline piemontesi. Il cuore pulsante della “Regione del vino”, Langhe e Roero, batterà forte, trasmetterà emozioni e fatiche di una terra eloquente, selvaggia e gentile, ondulata e feconda, tagliata da valli e sentieri, punteggiata da Borghi silenziosi e imponenti Castelli.

Da Bra ad Alba, da Canale a Serralunga, da Neive a Monforte, si percepisce una segreta bellezza che invade le cucine di semplici osterie e ristoranti stellati. Ovunque ti trovi è aperto l’uscio di una bottega che ti invita ad assaggiare i sapori locali, un piatto di agnolotti fumanti accompagnato da un immancabile calice di rosso profumato e una fetta prelibata di torta di nocciole se non una pesca al vino di una dolcezza infinita.

Questi sono i luoghi di Fenoglio e di Pavese, di Cavour. Paesi nascosti, case di pietra, panorami inaspettati dietro ogni collina. Certo, ormai si viene in certi posti solo attirati da una cucina famosa, di tendenza. L’enogastronomia è il piatto forte di certi angoli nascosti, ma occorre avvicinarsi con maggiore sentimento su questi questi bricchi, bisogna percorrere a piedi questi sentieri, respirare l’aria insolita e diversa, calpestare la terra gialla tra i filari, farsi avvolgere dalle nebbie autunnali.

In questi luoghi devi venire senza fretta, andare di paese in paese, a sentire l’odore dell’erba o il profumo del mosto, mescolarsi con i colori delle piante, assorbire atmosfere e sensazioni. E poi fermarsi in qualche insolita osteria, perché ovunque la buona cucina è la regola. E di sicuro, col vino che c’è, non si rimane a bocca asciutta.

E cosa dire delle prelibatezze di Torino? Beh qui sono nati i “gianduiotti”, nel 1865, dalla “pasta Gianduia”, nata mescolando al cioccolato la nocciola “tonda e gentile” delle Langhe tritata; continua con successo il rito del “bicerin”, miscela di cioccolata, caffè e crema di latte, servita in bicchieri di vetro, con un manico metallico per evitare ai clienti di scottarsi le dita.

A proposito, scriveva Alexandre Dumas, che soggiornò a Torino nel 1852, che ”fra le cose belle e buone della città c’è il bicerin,  un’eccellente bevanda che si serve in tutti i caffè ad un prezzo relativamente basso”. E la tradizione continua nelle storiche pasticcerie del capoluogo subalpino.

Torino è la capitale del Vermouth (arrivato dall'astigiano), il vinum absinthites, citato già nel 1763 alla Pharmacopea Taurinensis. Qui nasce la storia del Caffè, nel 1895, quando Luigi Lavazza, monferrino, apre in via San Tommaso la prima drogheria con torrefazione.

Le panetterie artigianali si tramandano ancora la ricetta dei “grissini”, che leggenda vuole siano stati messi a punto dal fornaio torinese Antonio Brunero, a fine Seicento, per contribuire alla guarigione del giovane e malaticcio Vittorio Amedeo II.

Torino ospita Terra Madre Salone del Gusto, che Slow Food organizza ogni due anni, affermandosi ancora di più come capitale gastronomica d’Italia. Non una kermesse del cibo all’insegna della sagra paesana, bensì una ricerca di qualità, di prodotti di nicchia, di piccoli produttori che portano avanti cultura e tradizione. Quel cibo “buono”, “pulito” e “giusto” che Carlin Petrini ha riproposto in termini di scienza gastronomica.

E una curiosità per i viaggiatori: la Michelin ha diffuso 12 mila copie di "Guide Vert Weekend Michelin Turin Langhe Roero & Monferrato"  in distribuzione in tutti i paesi francofoni (Francia, Svizzera, Canada, Benelux) e nei punti vendita italiani serviti dal marchio, catene librarie (Feltrinelli, Mondadori, Autogrill, Giunti) e nelle edicole. Il mondo del turismo è interessato al Piemonte!

A cura di Andrea Di Bella

Nella foto di Paolo Pallaro le Langhe: in primo piano castello di Perno e sulla destra Castello di Castiglione Falletto.

 

 

 

 


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