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Casale M.to, la corsa a Capitale Italiana della Cultura 2020 è ancora aperta

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Sono rimaste in 31 le città in lizza per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020 e Casale Monferrato è una di loro. In un primo momento erano state in 46 a rispondere al bando del Mibact (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) ma, in seguito alla scadenza dei termini per la presentazione del dossier di candidatura del mese scorso, è stata effettuata una prima scrematura che ha escluso quindici candidate.

Assieme a Casale Monferrato ci sono Agrigento, Bellano, Benevento, Bitonto, Ceglie Messapica, Cuneo, Fasano, Foligno, Gallipoli, Lanciano, Macerata, Merano, Messina, Montepulciano, Noto, Nuoro, Oristano, Parma, Piacenza, Pietrasanta, Pieve di Cadore, Prato, Ragusa, Ravello, Reggio Emilia, Scandiano, Telese Terme, Teramo, Treviso e Vibo Valentia.

Entro il 15 novembre una giuria di sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica, di nomina ministeriale, selezionerà le dieci città finaliste che saranno quindi invitate a un incontro di presentazione pubblica e approfondimento.

La Capitale Italiana della Cultura 2020 sarà scelta in seguito a questi incontri entro il 31 gennaio 2018. Per lei in premio il marchio nazionale e un milione di euro in esclusione dal patto di stabilità. Il dossier della candidatura di Casale Monferrato è visionabile sul sito www.comune.casale.monferrato.al.it.

Approfondimento - Le dichiarazioni delle autorità

Sindaco Titti Palazzetti: "Spero che questa prima affermazione convinca i casalesi non solo della validità della candidatura ma soprattutto delle enormi potenzialità che Casale e il Monferrato racchiudono in loro. È necessario ritrovare fiducia nelle nostre capacità e nei tesori del nostro territorio per essere capaci di futuro. Il nostro sogno continua".

Assessore alla Cultura Daria Carmi: "Il Ministero ha accettato il nostro dossier di candidatura. Ora parteciperemo a tutti i convegni dedicati al tema - il primo già il 13 ottobre a Lucca - cercando di fare rete con le altre città e istituzioni. Per noi la promozione di Casale e del Monferrato è iniziata da tempo, questa nuova avventura rappresenta un’ulteriore possibilità di studio e crescita fuori dal territorio. La nostra consapevolezza di essere una città piccola ma non una periferia culturale è già cresciuta molto. Come abbiamo scritto nel dossier “Una Capitale non si inventa, piuttosto si riscopre e si racconta”: Casale e il Monferrato sono un autentico gioiello da scoprire e con questa convinzione andremo avanti facendo tutto il possibile per entrare fra le dieci finaliste".

Onorevole Cristina Bargero: "Casale Monferrato merita di essere Capitale Italiana della Cultura 2020 sia per il suo patrimonio artistico, architettonico e per la sua lunga tradizione culturale, legata alla sua storia di Capitale del Monferrato, ma soprattutto per il capitale sociale e immateriale che ha saputo dimostrare in diversi momenti della sua storia, da ultimo quello della vicenda Eternit. Casale Monferrato Capitale della Cultura sarebbe il segnale di una città che non si arrende ma sa rinascere".

Onorevole Fabio Lavagno: "Una candidatura di questo tipo rappresenta un'ambizione grande, ma non mal riposta come dimostra questo primo momento di selezione. La strada perché Casale insieme al Monferrato possa essere davvero dichiarata Capitale Italiana della Cultura 2020, é decisamente lunga e faticosa. Una scelta dell'Amministrazione che ci impegniamo a sostenere. Raggiungere il risultato è a questo punto importante, non per un titolo, ma per le ricadute che un simile obiettivo può rappresentare sul territorio non solo in termini promozionali ma di crescita complessiva".

 

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