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Asti, i rapporti fra aleramici e la Sicilia: il Monferrato nella storia secolare dell'isola

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La presenza degli Aleramici in Sicilia in epoca medievale, ha tenuto banco venerdì scorso all'UniAstiss Polo Univrsitario Rita Levi-Montalcini.

Un approfondimento storico condotto da Roberto Maestri presidente dell'associazione culturale "Marchesi del Monferrato" che ha avviato il progetto "Aleramici in Sicilia", patrocinato dalla Regione Piemonte in compagnia di Regione Sicilia e Regione Liguria per mettere in luce il ruolo centrale dei nobili di Monferrato in terra siciliana dove personaggi e opere hanno lasciato testimonianze significative.

L’incontro di Asti rappresenta quindi un’importante occasione per promuovere un percorso di rilievo europeo: nel corso dei secoli gli Aleramici si confrontarono con Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi… conservando una loro identità ma dimostrandosi sempre aperti al confronto con altre culture.

L’appuntamento è una tappa di un percorso che si svilupperà, nei prossimi mesi, fra Piemonte, Sicilia e Liguria, offrendo quindi spunti di approfondimento tra terre, lontane geograficamente ma, con importanti punti di contatto non solo storici.

Ha aperto i lavori Roberto Maestri che ha raccontato come procedono i lavori di ricerca in proposito: "I legami tra gli Aleramici e la Sicilia, sono più complessi ed articolati quanto potrebbe apparire ad una prima analisi superficiale".

"I collegamenti - prosegue -  risalgono all’XI secolo, quando nobili, coloni e soldati provenienti dalla Marca Aleramica (comprendente il Monferrato, le Langhe e il Savonese), e piccole aree occidentali della Lombardia e dell’Emilia, raggiungono la Sicilia. Il processo migratorio assume particolare rilievo per la presenza degli esponenti di alcune importanti famiglie feudali Aleramiche: i del Vasto, gli Agliano, i Del Carretto, gli Incisa; oltre alla presenza, per esigenze militari e diplomatiche, dei Marchesi di Monferrato. Nel corso della seconda metà del XIV secolo si verificò un ulteriore flusso migratorio che coinvolse l’Alessandrino, il Tortonese e l’Oltrepò".

Con questi stimoli è poi nato un dibattito sostenuto da Efrem Bovo, giornalista, responsabile dell'Associazione Monferrato 1050 nata per ricordare che il 23 marzo del 967 nasceva "la terra di Aleramo" assegnata dall'imperatore Ottone I che, prendendo spunto dall'invasione aleramica in Sicilia nei secoli, ha fatto emergere come in tempi attuali il Monferrato debba rafforzarsi nell'intrattenere rapporti più stretti per far conoscere le proprie eccellenze e rinverdire un passato culturalmente e storicamente ricco.

"Cosa emerge dalle informazioni storico-scientifiche che ci fa meditare e spingere nello stimolare iniziative - afferma Loretta Bologna, assessore al turismo di Asti -  è che dobbiamo promuovere un massiccio programma per aprire sempre più Asti al mondo esterno".

Un'altra novità che ha creato interesse, nelle parole di Maestri, è stato l'apporto aleramico nello sviluppo della vite e quindi dei vini nel Medio Evo.

"Asti è la citta del vino - racconta Renato Goria, presidente della Camera di Commercio di Asti - e con la Douja d'Or concorso per i migliori vini italiani con alti punteggi per raggiungere livelli eccellenti ed ottenere i riconoscimenti, cerchiamo di promuovere al meglio la città, il suo territorio e le ricchezze culturali. Certo dobbiamo incrementare gli sforzi se vogliamo fare del Monferrato la terra che ha fatto la Storia non solo italiana ma anche europea".

"Bisogna lavorare intensamente e in equipe - interviene Luca Rossi, consigliere delegato al turismo della Provincia di Alessandria - dobbiamo affrancarci e far conoscere davvero il Monferrato rinverdendo la ricca storia italiana che è presente non solo in Sicilia".

Un esempio di giovani che si spostano per cercare soluzioni di reddito è stato raccontato da Sasha Bartolo, campione italiano di nuoto - salvamento, laureato in Scienze Motorie, divenuto "un monferrino trasferito a Lampedusa": "Una scelta felice l'essere finito in un'isola dell'isola: ho portato la mia organizzazione in un luogo stupendo per accogliere i visitatori -  turisti. Una conferma che tra le nostre terre c'è un legame profondo pur nelle diverse tradizioni".

Ha tratto le conclusioni sulla storia aleramica in Sicilia, Francesco Scalfari, direttore del Polo Universitario Astigiano: "Ci stiamo rendendo sempre più conto che il Monferrato ed i suoi protagonisti hanno rappresentato un'opportunità in vari territori dell'Europa per uno sviluppo culturale d'elite. Vorrei che tutti gli abitanti del nostro territorio - ha sottolineato il presidente pro tempore di Monferrato 1050 - sentissero l'orgoglio per la propria terra e le proprie origini ed avessere uno scatto per iniziative che rafforzino le considerazioni che nonostante sette secoli di storia paiono ancora giacere nel limbo dei ricordi". 

Il progetto non intende limitarsi alla riscoperta e alla valorizzazione dei legami storici tra i territori, ma auspica di diventare anche un’opportunità per lo sviluppo di progetti in ambito turistico ed enogastronomico (in particolare riguardanti il vino) sotto l’egida dei siti UNESCO paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e della Palermo Arabo-Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale; è inoltre importante ricordare che Palermo è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura 2018.

Giovedì 23 novembre alle ore 17,00 si svolgerà presso la Chiesa di San Giuseppe ad Alba la conferenza “Gli Aleramici, dalle Langhe alla Sicilia” organizzato dall'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.  Per informazioni: tel. 0173293163 – info@paesaggivitivinicoli.it

 

Foto concessa da Max Carcione

a. fu.

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