Economia & Lavoro

L’alfiere del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che ha dato scacco matto al mercato

Scritto da La redazione Giovedì, 12 Lug 2018 - 0 Commenti

I progetti e le strategie di Filippo Mobrici presidente dell’Associazione dal 2014.

Il vino piemontese continua a crescere. Un ruolo sempre più importante per numero di bottiglie e di fatturato è “stimolato” dai Consorzi che raccogliendo i produttori permettono economie di scala ed una promozione del prodotto che si sta rivelando vincente.

Personaggio proiettato dai Soci a condurre un importante Consorzio, giunto al suo secondo mandato triennale (scadrà nel 2019) è Filippo Mobrici, 52enne, agronomo, responsabile vitivinicolo di un marchio con sede a Nizza Monferrato, nell’astigiano, incarico che ricopre dal 1997.

Alla conoscenza del vigneto abbina un’esperienza di degustatore di vino che utilizza quando partecipa alle Commissioni di Certificazione per l’idoneità ai Doc e Docg.

Con Mobrici il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, con sede nel Castello di Costigliole d’Asti, in questi ultimi anni ha scalato i vertici della produzione del fatturato con segni positivi all’export (60 milioni di bottiglie).

“Abbiamo lavorato prima in favore del rilancio in grande stile della Barbera D’Asti sviluppando poi il Nizza – dice soddisfatto – In questi ultimi anni ci siamo dedicati allo sviluppo del Ruchè di Castagnole Monferrato (siamo vicini al milione di bottiglie prodotte) con un buon successo. E recentemente fra i vitigni autoctoni sono emersi l’Albugnano, il Freisa, il Grignolino, il Terre Alfieri. Non lasciamo indietro nessuno. Conta molto la squadra che abbiamo messo in campo perché è con il contributo collettivo che stiamo facendo dei vini astigiani e monferrini un’eccellenza invidiata in tutto il mondo. Un onore per me rappresentare  uno dei più grandi Consorzi piemontesi”.

Come non bastasse da oltre un anno è stato eletto al vertice di Piemonte Land of Perfection, “il Consorzio dei Consorzi della Regione”.

Il “Barbera d’Asti e Vini del Monferrato” sta mostrando una vivacità non comune. Siete in costante movimento (305 soci e 3.200 aziende che producono Barbera d’Asti).

“Sono contento che ve ne siate accorti – conferma Mobrici – il nostro obbiettivo è quello di vendere al meglio la produzione dei Soci consorziati. Siamo attenti ai vini autoctoni che non vanno considerati “minori” ma valorizzati. Per questo con gli Ian d’Agata abbiao creato “Indigena” e stiamo lavorando molto sul progetto-vino Collisioni”.

La vostra è una vera mission…

“Non può essere che così” prosegue il presidente. Il nostro vino è al centro di ogni iniziativa sul territorio e fuori. Ricordo che qui ci troviamo nel cuore dei Paesaggi vitivinicoli Patrimonio dell’Umanità”.

Avete accentuato molto la vostra presenza nelle manifestazioni culturali e dello spettacolo. Ricordo le più recenti: Monferrato on stage, Collisioni, AstiMusica senza dimenticare il CapodAsti 2018 insieme al Consorzio dell'Asti Docg.

“Il Consorzio opera ormai su mercati nazionali ed internazionali con diversi strumenti di promozione – precisa Mobrici – perché Barbera d’Asti e Vini del Monferrato sono unici per territorio e produzione. Tenete presente che per la promozione siamo partiti con una dotazione di 300mila euro arrivando nel 2018 a 3milioni per le denominazioni tutelate nei mercati extra-UE attraverso l’OCM Vino e in quelli UE compresa Italia con il supporto dei fondi PSR e Camere di Commercio, così ripartiti: 2.400mila all’attività promozionale delle aziende e 600mila per le attività istituzionali”.

Nel parlare con Filippo Mobrici ci si rende conto che l’entusiasmo del presidente è contagioso ed il Consorzio del Vino Barbera d’Asti e Vini del Monferrato che ha compiuto 70 anni appare giovane e dinamico pronto a nuovo sfide.

Alberto Fumi


 

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