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La bellezza vista da scuola alla ribalta della Festa della Cittadinanza astigiana

Scritto da La redazione Venerdì, 24 Mag 2019 - 0 Commenti

Una Festa della cittadinanza riuscita, grazie all’interpretazione che le insegnanti e le classi han saputo allestire in questi mesi, con la collaborazione dell’”officina” del Servizio Istruzione della Città.

Con una entrée da maestro, nella platea, il redivivo conte Vittorio Alfieri ha accolto i giovani partecipanti alla quarta Festa della Cittadinanza astigiana, nel Teatro a lui dedicato.

Appena più in là della collocazione originale, il giovedì della Fiera, di tradizione la giornata degli astigiani, è tornata questa interessante iniziativa rivolta agli alunni della quinta delle scuole primarie cittadine per proporre valori di integrazione e cittadinanza.

Ogni anno un tema da rappresentare, in questa Festa  ora alla sua quinta edizione, che ha aggiunto un nuovo tassello alla riflessione avviata dal Consiglio  dei ragazzi, sui beni comuni per la città. Ma pure  un’occasione curiosa per ripassare cultura, storia, vita quotidiana, nella contemporaneità del suo cittadino più celebrato Vittorio Alfieri.

Ha rivolto un saluto ai presenti il Sindaco Maurizio Rasero “Ci tenevo a essere qui con voi e dirvi di essere orgogliosi della nostra città e  di quanto possiamo fare per renderla bella, migliore, grazie ai promemoria che oggi ci lascerete”.

E bellezza infatti era il tema declinato dai lavori delle 11 classi partecipanti.  E ci sono riusciti in un caleidoscopio di musica, proposte, interpretazioni.

Si inizia con i sonetti di Alfieri presentati dalle quinte della primaria G. Ferraris perché “l’arte che io scelsi è un bel  mestier”. Poi a passeggiar per la città, con la riscoperta dei tesori della antica Chiesa della Trinità, spiegata nel lavoro della primaria Cavour, ma con un… regret  “lì, come una bella voce che non canta, come una persona attiva, costretta a stare ferma” e      quindi la proposta di renderla più aperta al pubblico, perché “la bellezza rinfranca lo spirito”. Come il tratto di Van Gogh, abilmente tirato in ballo dalla primaria Pascoli con la significativa rivisitazione artistica dei  luoghi più evocativi della città.

Pareva a chi era lì di assistere a un crescendo.

Con il richiamo alla “civicness” della quinta  B della primaria Baussano, il “senso civico” esplorato nella sua dimensione umanistica  e di convivenza, di conoscenza del tessuto cittadino, le sue strade, per tradursi nella proposta di denominare appositamente l’antico decumano che attraversa la città da est a ovest.  Ma la  scuola di via Croce Verde era presente, eccezionalmente, anche con la sua terza B, anche questa radicata nel Consiglio dei Ragazzi, ospiti e compagni del piedibus casa scuola, quasi a dire che la bellezza è proprio… andare a scuola a piedi.

“Parlo arabo, parlo cinese?”, non è il rimprovero di una maestra: dalla quinta della primaria Gramsci il richiamo vero, semplice, concreto, alla multiculturalità più evidente, che si esprime e cresce nella scuola.

Allora “la bellezza siamo noi”, e a cantarlo sono gli allievi delle due quinte della primaria Savio col quel ritornello che invita “è tempo di unire le nostre mani, se siamo persi se siamo lontani, colori diversi dell’arcobaleno, cambiamo noi stessi  per un mondo più umano”.

Al termine sarà il giovane Ashraf a interpretare al flauto l’inno… di Mameli. Sulla lunghezza d’onda anche gli alunni della Salvo D’Acquisto, questa volta stando però “sulle ali del mondo”, dalla colonna di quel Peter Pan che si rifiuta di crescere ma fuor di favola già guarda “al destino del mondo”.   

Dalle arie più orecchiabili, di Jovannotti  (bella, come una mattina), Gianna Nannini (bello e impossibile), Cocciante (bella senz’anima) ci siamo rivisti nei gesti quotidiani, spontanei che senza che nessuno se ne accorga dicono tanto di “bello o brutto”. Come i gesti che dicono  la buona e la mala educazione, percepita dal vivo… con quell’automobilista che non è passato inosservato, che sfreccia davanti alla  scuola Oberdan di Portacomaro stazione vantandosi e mostrando il dito…  Sì, è vero, la bellezza è anche stare sicuri.

“Sono certa”, dirà l’assessore all’Istruzione e alle Politiche giovanili Elisa Pietragalla, presente a tutta la mattinata con indosso la maglietta del Consiglio cittadino dei ragazzi “che oggi abbiate scoperto qualche cosa di nuovo della nostra città: amici, la bellezza delle arti, il richiamo a luoghi meno conosciuti. E ho sentito anche proposte”.  Ha ricordato l’iniziativa Porte aperte che permette a ogni classe di realizzare una visita guidata al palazzo più illustre della Città, il Municipio.

A tenere con spontaneità la scena “Vittorio Alfieri”, a misura della platea che aveva di fronte: elegante, stralunato, bizzarro, burbero, simpatico, un po’ pop come il bravo Aldo Delaude ha saputo incarnare.

Hanno portato un saluto ai giovanissimi studenti Saveria Ciprotti, Garante per l’infanzia e l’adolescenza del Comune, Martina Gado dell’Ufficio scolastico territoriale e il consigliere Paride Candelaresi  presidente della Commissione Cultura.

A ricordo dell’iniziativa a tutti i ragazzi di quinta è stato donato un simpatico attestato realizzato graficamente dal cultore di storia locale Gianfranco Monaca. Certamente da incorniciare.

Una Festa della cittadinanza quindi riuscita, grazie all’interpretazione che le insegnanti e le classi han saputo allestire in questi mesi, con la collaborazione dell’”officina” del Servizio Istruzione della Città.