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Trasferimento graduale per l’Oftalmico di Torino

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Il Consiglio regionale appoggia le scelte sull’ospedale Oftalmico di Torino compiute dalla Giunta Chiamparino: alla fine della seduta straordinaria di ieri dedicata a questo tema l’aula ha infatti approvato un ordine del giorno della maggioranza.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, è intervenuto dichiarando chela creazione di una rete oculistica per la città di Torino e l’istituzione di reparti di Oculistica in due grandi ospedali torinesi, che ne erano sprovvisti, porterà a una crescita dell’offerta sanitaria oltre che a un aumento della sicurezza per i pazienti. I direttori delle aziende sanitarie hanno già fatto partire le procedure per l'assunzione di nuovi oculisti, con l’obiettivo di ridurre le liste d'attesa e incrementare i servizi”.

Il trasferimento delle attività presenti all'Oftalmico avverrà in modo graduale, per ridurre al minimo i disagi per i cittadini: inizierà il 18 dicembre e si concluderà entro aprile 2018. Alla Città della Salute, in via Cherasco, sarà attivato un pronto soccorso oculistico aperto 24 ore, mentre sia al San Giovanni Bosco che alla Città della Salute sarà avviata la Chirurgia oculistica complessa. Nella rete entrerà a far parte anche il Maria Vittoria, che vedrà il potenziamento dell'attività pediatrica già esistente.

L'attuale sede dell’Oftalmico di via Juvarra diventerà una Casa della Salute, con servizi di cardiologia, radiologia, diabetologia, ambulatorio infermieristico, centro prelievi, consultori familiari e pediatrici, Prevenzione serena, l’attivazione di 20 posti letto di ospedale di comunità e altri 20 di continuità assistenziale.

Rimarranno anche alcune attività di oculistica, ambulatori dedicati, ortottica e percorso ipovedenti.

Era stata la precedente amministrazione a prevedere la chiusura dell'Oftalmico e a inserirla nel piano di rientro sottoscritto con i Ministeri, che comunque continuano a monitorarne l'attuazione”, ha voluto ricordare Saitta, che ha poi aggiunto che “con la costruzione di questo percorso abbiamo lavorato per evitare gli stessi errori compiuti da chi ci ha preceduto con l’ospedale Valdese, che era stato chiuso senza mantenere i servizi per i cittadini. In questo modo invece viene potenziata l'offerta sanitaria e si dota la città di una nuova struttura per l'assistenza territoriale”.

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