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Senato, vino e diritto: Piemonte e Veneto a confronto per innovazione sull'impianto

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Il sistema vitivinicolo Piemontese e quello Veneto, si sono incontrati oggi in Senato a Roma in occasione del convegno "Vino e Diritto" promosso dal senatore cheraschese  Michelino Davico (FDL) per un aggiornamento sul diritto vitivinicolo, in particolare, per ragionare sulla necessità di innovare il sistema di autorizzazioni all’impianto.

L’iniziativa promossa da Davico, con il supporto di Alessia Beghini del foro di Verona, ha permesso di compiere un importante passo in avanti nella messa a punto del disegno di legge pensato per favorire la crescita e il rafforzamento delle piccole e medie aziende agricole che rappresentano l’eccellenza della produzione enologica italiana.

Da una parte l’esempio virtuoso delle DOC piemontesi, illustrato da Fabrizio Brignolo, ex - sindaco di Asti, basato sull’introduzione di criteri di priorità volti a favorire la crescita delle aziende piccole e medie, con vocazione biologica, dall’altra le criticità evidenziate dal sistema nazionale in Veneto di cui, dati alla mano, ha dato conto Luca Furegon, dirigente dell’Area Tecnica Avepa.

Ai loro interventi si sono aggiunti gli interessanti contributi di Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato circa l’importanza della tutela del patrimonio vitivinicolo ai fini della prevenzione dello sbilanciamento della produzione nazionale e di Francesco Aversano, esperto in diritto agroalimentare, che ha sottolineato l’importanza del rispetto dei criteri di qualità e degli standard che assicurano la piena sicurezza nella filiera del vino.

I lavori di questo convegno rappresentano il culmine di mesi di approfondimenti con gli esperti e gli operatori del settore vitivinicolo - ha concluso il senatore Davico - Oggi abbiamo unito le forze di due regioni, il Piemonte e il Veneto, che sono tra i motori trainanti dell’intero settore e abbiamo ottenuto alcune preziose indicazioni per completare il nostro disegno di legge in materia. Il tavolo resta aperto per coinvolgere i rappresentanti delle altre regioni e valutare insieme tutte le istanze”.

La parola d’ordine per assicurare un futuro luminoso all’intero comparto vitivinicolo è “qualità”. Per questo, sulla scorta dell’esperienza piemontese, abbiamo creato un DDL che vuole innanzitutto snellire e velocizzare i tempi delle procedure, nonchè, allo stesso tempo, far sì che le nuove autorizzazioni all’impianto non vengano distribuite a pioggia ma vadano piuttosto a rafforzare quelle aziende piccole e medie che hanno le potenzialità necessarie per garantire una produzione di alta qualità -  ha sottolineato Alessia Beghini - Per questo nel testo parliamo di conoscenze e competenze degli imprenditori agricoli garantite da titoli di studio e frequenze a corsi di formazione; poniamo l’accento sul fatto che i terreni dove si andrà ad impiantare nuovi vigneti siano localizzati non in prossimità di grandi arterie viarie, insediamenti industriali o altri siti particolarmente inquinanti. Chiediamo che l’azienda sia in possesso di certificazione biologica o applichi il sistema agricolo integrato, biodinamico, sostenibile e a basso impatto ambientale per la produzione di vino naturale”.

“Dobbiamo tutelare il nostro patrimonio viticolo e prevenire la fuga di ettari di vigneti verso altri territori, come previsto dalla normativa vigente - è quanto ha anticipato il presidente Filippo Mobrici - Nel mio intervento ho sostenutoquanto sia fondamentale non disperdere i nostri vigneti al di fuori della nostra Regione, per prevenire l’impoverimento del nostro patrimonio vitivinicolo”.

 

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