Economia & Lavoro

Saluzzo, per Confagricoltura le difficoltà della filiera biologica nella frutticoltura

Scritto da La redazione Sabato, 24 Feb 2018 - 0 Commenti

Le principali difficoltà della filiera biologica con riferimenti particolari a Pomacee e Drupacee e alle corrette modalità di utilizzo dei prodotti fitofarmaci registrati per il biologico.

Numerose aziende agricole hanno preso parte al seminario “Frutticoltura: approfondimenti tecnici su disciplinari di lotta biologica e integrata” che si è svolto lunedì scorso nell’ufficio di zona di Confagricoltura a Saluzzo (Cuneo).

L’incontro, rivolto in particolare a giovani imprenditori e tecnici agricoli, rientra nell’ambito del FEASR Direzione Agricoltura Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – Misura 1 – Operazione 1.2.1-1 “Attività dimostrative e di informazione in campo”.

Il pomeriggio si è aperto con i saluti del direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio, che ha effettuato poi una panoramica dell’evoluzione bio nel settore a livello nazionale, facendo un approfondimento sui disciplinari di produzione biologica e integrata.

A seguire, il tecnico Nicolas Anghilante ha illustrato, invece, le principali difficoltà della filiera biologica con riferimenti particolari a Pomacee e Drupacee e alle corrette modalità di utilizzo dei prodotti fitofarmaci registrati per il biologico. “È fondamentale il ruolo dell’imprenditore nelle attività di autocontrolloha detto l’agrotecnico di Confagricoltura Cuneo - i monitoraggi in campo, ad esempio, devono essere svolti, oltre che da parte del servizio tecnico, anche dall’agricoltore in prima persona in quanto nessuno meglio di lui conosce le caratteristiche del proprio frutteto”.

A Graziano Vittone, responsabile tecnico di Agrion, è toccato invece il compito di sottolineare le criticità della filiera del bio a livello fitopatologico, con l’illustrazione delle tecniche di lotta più efficaci per meglio contenere alcune avversità. Dettagliata, ad esempio, la spiegazione delle diversità esistenti da questo punto di vista tra agricoltura integrata e quella biologica e di quali sono i mezzi tecnici a disposizione delle aziende.

A chiudere l'incontro è intervenuto Enrico Surra, agrotecnico e docente presso l’Istituto Tecnico Agrario di Verzuolo, che ha spiegato il processo di certificazione biologica a partire dalla Notifica passando per il PAP ed arrivando alla relazione tecnica aziendale (Dichiarazione di Impegno), che l’azienda agricola deve provvedere a compilare e mantenere aggiornata anno per anno.

Questo documento, infatti, fornisce all’ente di certificazione il quadro generale che gli consente di valutare se le varie tutele messe in atto dall’azienda siano sufficienti a garantire un prodotto non a rischio di contaminazione con agenti esterni.


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