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Prodotti agroalimentari: obbligo di etichetta con sede lavorazione e confezionamento

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente il Decreto legislativo che reintroduce l’obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di lavorazione o di confezionamento dei prodotti. A renderlo noto è il viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Andrea Olivero.

Il provvedimento, per l’utilizzo delle etichette già stampate, stabilisce un periodo di transizione di sei mesi, e, nel caso di prodotti immessi in commercio prima dell’entrata in vigore della norma, la loro vendita fino all’esaurimento.

L’imposizione era già prevista in passato dalla Legge italiana, ma ha dovuto essere abrogata dopo il riordino della normativa europea riguardante l’etichettatura alimentare. Il nostro Paese ha deciso di ripristinarla con un paio di obiettivi: garantire la corretta e completa informazione ai consumatori e assicurare una migliore e immediata rintracciabilità degli alimenti da parte degli organi di controllo (Ispettorato Repressione Frodi del Ministero) e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute.

“L’Italia - afferma il viceministro Olivero - ancora una volta dimostra di essere all’avanguardia. Abbiamo mantenuto l’impegno nei confronti dei consumatori e delle tante aziende che hanno chiesto di introdurre di nuovo l’obbligo di indicare lo stabilimento. Tra l’altro, molte di loro in questi mesi hanno continuato a farlo pur non essendo vincolate”.

Una norma necessaria. “Rendere sempre di più chiara e trasparente l’etichetta degli alimenti è la chiave fondamentale per sostenere la competitività delle imprese e migliorare la tutela dei consumatori. I recenti casi di allarme sanitario ci ricordano quanto sia cruciale proseguire su questa strada soprattutto a livello europeo”.

Anche in provincia di Cuneo il Decreto porterà vantaggi?Sicuramente il provvedimento rafforza chi fa della qualità il proprio elemento di forza. L’indicazione dello stabilimento produttivo garantisce al consumatore che un prodotto arrivi effettivamente dal nostro territorio, evitando che possano essere delocalizzate produzioni tipiche dall’alto valore aggiunto. Il Cuneese sta vivendo un periodo di crescita dell’agroalimentare di qualità e questo decreto lo tutela da possibili scippi”.

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