Scuola & Formazione

Mondovì, Cri e Anpas insieme per insegnare le prime norme del soccorso

Scritto da La redazione Venerdì, 23 Feb 2018 - 0 Commenti

Presentato il progetto che coinvolgerà studenti e genitori delle Scuole Medie.

Sala delle Conferenze, “Luigi Scimè” del Comune di Mondovì, al completo mercoledì pomeriggio, con autorità, dirigenti, insegnanti, sindaci e tanti giovani in servizio nelle sei Associazioni di volontariato che stanno lavorando insieme per realizzare il progetto “A scuola di Primo Soccorso & Open Day del Soccorso”.

Ovvero la Croce Rossa Italiana – Comitato di Mondovì e 5 altre Associazioni aderenti all’Anpas, l’Associazione volontari del Soccorso di Dogliani, l’Associazione volontari del Soccorso di Clavesana, la Croce Bianca di Ceva, la Croce Bianca di Fossano e la Croce Bianca di Garessio.

Progetto in due tempi: il primo con le lezioni nelle scuole e il secondo, sabato 19 e domenica 20 maggio, con la due giorni di dimostrazioni, in piazza della Repubblica, a Mondovì.

A presentare gli intervenuti, il giornalista Raffaele Sasso: Davide Gasparino, medico dell’emergenza territoriale, istruttore BLS e ACLS; Viviana Beltrandi, presidente Comitato CRI Mondovì; Giuseppe Bessone, volontario, monitore di Primo Soccorso e delegato Giovani del Comitato CRI di Mondovì; Nadia Carena, volontaria Croce Bianca di Ceva e Istruttore e Paolo Badino, volontario del soccorso di Clavesana e vice coordinatore provinciale Anpas.

In sala i rappresentanti delle diverse Forze di Polizia, il capitano Sara D’Addio, comandante la Compagnia della GdF di Mondovì, il mar. Maggiore Paolo Cozza, comandante della stazione carabinieri di Mondovì, il sostituto commissario Angelo Di Palma, comandante della sottosezione della Polizia Stradale di Mondovi, in rappresentanza anche del questore, di Cuneo, Giuseppe Pagano, S.lla Giuliana Turco ispettrice del Corpo delle Infermiere Volontarie e capo monitore di Primo soccorso, accompagnata da S.lla Gisella Curti, vice ispettrice e monitore di Primo soccorso

Prima della visione di un breve filmato per spiegare come intervenire, in caso di una persona colta per strada da un malore, sono intervenuti per un saluto, il sindaco di Mondovì, Paolo Adriano, il vice presidente della Fondazione CRC, Ezio Raviola, in rappresentanza del presidente, Giandomenico Genta e il consigliere della Banca Alpi Marittime, Fabrizio Clerico, in rappresentanza del presidente, Gianni Cappa.

Viviana Beltrandi - «Il comitato CRI di Mondovì, ben consapevole della necessità di sensibilizzazione alle problematiche del soccorso ha unito, per la prima volta, le sue forze a quelle delle altre 5 associazioni di volontariato per realizzare un unico progetto e ottenere un grande risultato: rendere i nostri ragazzi protagonisti e moltiplicatori sociali della diffusione dei temi del soccorso laico». Quindi ha spiegato lo slogan del progetto: “Saper essere, saper fare, saper far fare”.

Davide Gasparino – Ha posto l’accento sulla consapevolezza di quanto si sta realizzando: «Secondo l'O.M.S., l’insegnamento della “Rianimazione cardio polmonare” (RCP) agli scolari, dovrebbe iniziare prima della pubertà (all’incirca verso i 12 anni). In modo che tutti possano essere raggiunti. I ragazzi condividono le loro conoscenze in materia, con amici e familiari, e agiscono da moltiplicatori della “Rianimazione cardio polmonare”. In Italia oltre 60.000 persone sono colpite ogni anno da arresto cardiaco e solo il 5-7% viene salvato. Potrebbero essere molte di più se, chi è presente all'insorgere dell'evento, praticasse la rianimazione cardiopolmonare, prima dell'arrivo dell'ambulanza. Se poi le persone intorno al paziente disponessero di un defibrillatore semiautomatico, le possibilità di sopravvivenza aumenterebbero fino a triplicare. Da qui l’esigenza di insegnare ai ragazzi, gli adulti di domani, il percorso formativo che diventi parte del loro bagaglio culturale, come previsto dalla legge sulla Buona Scuola».

Giuseppe Bessone - Ha invece elencato, con l’ausilio di una cartina, le scuole dove verranno svolte le lezioni agli studenti, con l’invio, nella prima fase, di materiale audiovisivo e questionari, alle famiglie. Nella seconda, verranno tenute lezioni frontali e prove partiche su manichini, con una serie di domande, al termine della formazione, cui i ragazzi risponderanno, utilizzando un tablet.

Nadia Carena - È entrata nel merito della due giorni in piazza, utilizzando una serie di slides con la spiegazione di come verranno preparate le diverse postazioni, con gruppi formati da 20 a 50 bambini di Scuole diverse, con diverse tappe, riguardanti attività di primo soccorso e la consegna di un pezzo di un puzzle, che verrà composto al termine del percorso. A concludere, la premiazione dei partecipanti.

Infine Paolo Badino - Si è soffermato sugli aspetti e sull’allestimento del “Cittadella del soccorso” aperta nella giornata di domenica 20 maggio, al mattino e delle “soccorsiadi”. Vale a dire il confronto di quanto appreso da parte di tutti i ragazzi coinvolti.

Nelle foto parte di quanti hanno collaborato alla stesura di filmati e progetto


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