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Divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati, proroga ordinanza

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Il Ministero della salute ha prorogato di 12 mesi l’Ordinanza 13 giugno 2016 recante: «Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati».

Il persistere di numerosi episodi, accertati da approfondimenti diagnostici eseguiti dagli Istituti zooprofilattici sperimentali territorialmente competenti, relativi ad avvelenamenti e decessi di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati nell'ambiente ha determinato la necessità e l'urgenza di confermare le misure di salvaguardia e prevenzione

La presenza di veleni o sostanze tossiche abbandonate rappresenta un serio rischio non solo per gli animali domestici o per il patrimonio faunistico, ivi comprese le specie in via d'estinzione; ma anche per la popolazione umana, in particolare per i bambini, ed è anche causa di contaminazione ambientale.

L'adozione delle precedenti ordinanze ha consentito un controllo maggiore del fenomeno portando ad una significativa riduzione degli episodi di avvelenamento e all’individuazione dei responsabili, perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti, rappresentando dunque un deterrente per il perpetrarsi di ulteriori atti criminosi.

Quando un cane o un animale domestico muore per un boccone avvelenato, il proprietario deve segnalarlo all’Asl competente territorialmente.

Per difendersi da questi crimini i consigli sono: usare il guinzaglio, scegliere aree curate e pulite, segnalare alle Autorità sanitarie eventuali carcasse di animali.

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