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Confindustria Cuneo: l'abolizione dei voucher favorisce illegalità e lavoro nero

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Chi ha voluto eliminarli vuole favorire il lavoro nero, punto. Avevamo lo strumento, certamente da semplificare, per dare una dignità ai cosiddetti ‘lavoretti’ che fanno soprattutto studenti, pensionati e tutti coloro che hanno bisogno di ‘arrotondare’. E, soprattutto, di legalizzare un mondo che altrimenti rischia di tornare nel sommerso. Avevamo l’occasione di far diventare l’Italia un Paese serio, moderno, dove si cerca di eliminare, con gli strumenti in nostro possesso, l’illegalità. Si è optato per l’alternativa: non far lavorare la gente, o farglielo fare in nero”.

Confindustria Cuneo attraverso il presidente, Franco Biraghi, non usa mezzi termini per commentare il via libera del Consiglio dei ministri all’abolizione dei voucher.

Appoggiando quanto affermato dal presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, anche Confindustria Cuneo avrebbe a questo punto preferito, rispetto alla cancellazione, il referendum popolare proposto dalla Cgil.

Si è così andati nella direzione unilaterale e senza nemmeno un ‘dibattito referendario’ di abolire uno strumento che funzionava prima di averne trovato uno nuovo prosegue il leader degli industriali cuneesi - Certo i voucher andavano semplificati, invece si è scelto di non eliminare il lavoro nero e di non dare la possibilità ai giovani, ai pensionati o a chi ha bisogno di avere un secondo impiego di agire in maniera semplice e lecita, eliminando l’unica forma di remunerazione che la legge consentiva, per non cadere nel sommerso, per certi tipi di prestazioni. Parliamoci chiaro: non è che senza i voucher si rinuncia a lavorare quando se ne ha bisogno: ora, semplicemente, si tornerà a farlo in modo illegale. È l’ennesima occasione persa”.

Intanto Luigi Bobba, Sottosegretario al Lavoro, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Voucher. “Forse c’è stato un carico di dialettica su uno strumento che, se guardiamo al complesso totale dei posti di lavoro, riguarda lo 0,77, una piccolissima parte del mercato del lavoro. Certo, gli abusi sicuramente ci sono stati, di fronte ad un referendum forse serve avere una pagina pulita e trovare delle forme che regolino le attività accessorie ed occasionali in modo semplice e chiaro, che non si presti ad abusi. Ricordiamoci però che i problemi veri che riguardano il mercato del lavoro stanno da altre parti”.

Disoccupazione giovanile. “Per abbassare la disoccupazione servono tre cose: innanzitutto bisogna fare in modo che le imprese siano più competitive e crescano. Poi bisogna rendere stabile e duraturo il sistema dei servizi per il lavoro, in modo che le transizioni non diventino un dramma ma invece siano accompagnate. Infine serve un legame più stretto tra scuola e formazione e le imprese”.

Il Servizio civile in Garanzia Giovani: in sei mesi un giovane su tre trova lavoro. “Il ministro Poletti aveva deciso due anni fa di dedicare una parte di risorse del progetto Garanzia giovani anche al servizio civileha affermato Bobba- Circa il 33% di questi 4500 giovani hanno detto che dopo 6 mesi che avevano concluso il loro anno di servizio civile hanno trovato lavoro. Quasi più del 13% invece è tornato a fare un’attività formativa e di studio, questo è interessante perché si tratta dei cosiddetti neet. Il succo della ricerca è che lo strumento del servizio civile è uno strumento formativo e anche una leva per trovare il proprio percorso lavorativo”.

 

 
 
 
   
 

 

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