Economia & Lavoro

Intesa San Paolo, un semestre 2018 incoraggiante con risultato netto a 2 miliardi 200 milioni (+25%)

Scritto da La redazione Mercoledì, 1 Ago 2018 - 0 Commenti

La dichiarazione del Consigliere Delegato e CEO di Intesa San Paolo, Carlo Messina, in merito ai risultati consolidati della banca al 30 giugno 2018.

La dichiarazione del Consigliere Delegato e CEO di Intesa San Paolo, Carlo Messina, in merito ai risultati consolidati della banca al 30 giugno 2018.

Milano, 1 agosto 2018 – "Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati raggiunti nel primo semestre di quest’anno: la nostra Banca si conferma come una delle più solide e profittevoli in Europa e allo stesso tempo è capace di dare vita al più grande progetto di inclusione economica e di lotta alla povertà nel Paese.

I primi sei mesi del 2018 si chiudono con un utile netto pari a 2,2 miliardi, in crescita del 25% sul primo semestre 2017: si tratta del migliore risultato registrato dal 2008.

Se includiamo la plusvalenza relativa all’accordo con Intrum l’utile netto sale a 2,6 miliardi di euro, un valore pari al 68% dei 3,8 miliardi di utile dello scorso anno. Siamo pertanto nelle condizioni di poter affermare che l’utile netto del 2018 supererà i 3,8 miliardi di utile del 2017.


Con un pay out ratio previsto nel 2018 all’85% confermiamo come priorità la capacità di remunerare in maniera significativa i nostri azionisti, come dimostrato dai 10 miliardi di dividendi distribuiti nel corso del precedente Piano d’Impresa.

La qualità e la solidità dei nostri risultati sono basati sulla crescita dei ricavi più elevata tra le principali banche europee che finora hanno pubblicato i risultati, mentre le commissioni nel semestre sono le migliori di sempre pur in un contesto di mercato complesso.

Ci confermiamo ai vertici delle banche europee per efficienza, con un cost/income al 49%. Abbiamo migliorato in maniera significativa il profilo di rischio senza alcun onere per gli azionisti: considerando la partnership con Intrum in soli sei mesi abbiamo raggiunto il 50% dell’obiettivo previsto nell’arco del Piano per quanto riguarda i Non Performing Loans.


Il Common Equity è in ulteriore aumento e raggiunge il 13,6%; si tratta di un livello di patrimonializzazione solido e ampiamente superiore a quanto previsto dal regolatore.

Intesa Sanpaolo è la banca al servizio del rilancio del Paese, anche grazie alla nostra capacità di lavorare a fianco di tutte le aziende in grado di superare condizioni di temporanea difficoltà: nel solo primo semestre abbiamo aiutato circa 8.000 aziende a tornare in bonis, salvaguardando così circa 40.000 posti di lavoro. Dal 2014 il numero di queste imprese sale a 80.000: una cifra significativa considerato l’impatto positivo generato sull’occupazione – circa 400.000 posti di
lavoro – e sull’indotto.


Siamo il fattore di accelerazione nella crescita dell’economia reale del Paese: nei primi sei mesi del 2018 le erogazioni a medio e lungo termine hanno superato i 25 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo è convinta che il concetto della creazione di valore vada interpretato in una chiave ampia: essere una banca tra le più solide e profittevoli in Europa significa essere il motore dell’economia per il sociale del nostro Paese con un grande progetto per l’inclusione economica e per la lotta alla povertà.

Nel 2018 l’ammontare complessivo dei prestiti che Intesa Sanpaolo farà a soggetti non profit sarà pari a 350 milioni di euro. Il fondo d’impatto che partirà a settembre ci consentirà di erogare 1,2 miliardi di finanziamenti a soggetti con scarso accesso al credito come studenti, ricercatori universitari, donne imprenditrici e start up.

La ripresa in atto in Italia ha visto allo stesso tempo l’aumento degli squilibri sociali e la diffusione di ampie aree di povertà. A sostegno dei più bisognosi abbiamo avviato rilevanti progetti e partnership, che ci consentono già ora di distribuire: 8.200 pasti al giorno; 3.000 posti letto al mese; 3.000 medicinali al mese.

Siamo inoltre i promotori di significative iniziative culturali diffuse sul territorio nazionale: nel solo primo semestre di quest’anno oltre 250.000 visitatori hanno ammirato le collezioni e le mostre allestite presso le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo presenti a Milano, Vicenza e Napoli.

Sono le nostre persone a rendere possibile tutto ciò: voglio ringraziarle per la professionalità e la responsabilità con le quali svolgono il loro lavoro, consentendoci di proseguire nel raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti dal nostro Piano d’Impresa, rendendo Intesa Sanpaolo un’eccellenza nel panorama bancario europeo e motore dell’economia del Paese". 
 
Queste le principali evidenze nei conti -  Intesa Sanpaolo ha segnato nei primi sei mesi del 2018 un utile netto di 2,17 miliardi di euro in crescita rispetto a 1,73 miliardi dello spesso periodo dell'anno scorso, decurtati dai 3,5 miliardi di contributo pubblico per l'acquisto di parte dei due istituti Vicenza e Veneto banca. Nel secondo trimestre l'utile è di 927 milioni. I risultati sono "pienamente in linea con il piano d'impresa 2018-2021, e di un utile netto superiore ai 3,8 miliardi dell'anno scorso", si legge in una nota.

 In sintesi i risultati del semestre particolarmente incoraggianti, perfettamente in linea con l’obiettivo di un risultato netto 2018 in crescita rispetto al 2017 e con gli obiettivi del Piano di Impresa 2018-2021; risultato netto ~€2,2mld (+25% vs 1 sem. 17 pro-forma), il miglior 1° semestre dal 2008; il miglior 1° semestre di sempre per le commissioni e il miglior 1° semestre dal 2008 per i proventi operativi netti; cost/income in calo al 49,0%, tra i migliori in Europa; significativa riduzione delle rettifiche su crediti e del costo del rischio, con una maggiore copertura dei crediti deteriorati; significativa riduzione del portafoglio di crediti deteriorati (-25 mld.), flusso di crediti deteriorati stabile e vicino ai minimi storici; patrimonializzazione solida e in aumento (Common Equity ratio in aumento al 13,6%), ben superiore ai requisiti regolamentari, ai vertici di settore in Europa; focalizzazione su Wealth Management & Protection (che contribuisce per il ~50% al risultato corrente lordo), sostenuto dall’incremento delle attività finanziarie della clientela.
 

 


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