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Il Prosciutto Crudo Cuneo Dop in vetrina al Salone del Gusto

Scritto da La redazione Mercoledì, 26 Set 2018 - 0 Commenti

Presentato il sistema qualità della DOP e l’etichettatura elettronica di ogni singolo prosciutto. Ottima la sinergia con la Molini Bongiovanni di Cambiano che ha servito panini e focacce speciali in abbinamento al prosciutto.

È calato il sipario sul Salone del Gusto – Terra Madre 2018. Sempre di grande valore gli spunti che caratterizzano la kermesse di Slow Food, dal tema conduttore “Food for change” al grido d’allarme lanciato da Carlin Petrini durante la manifestazione.

“Difendiamo il suolo e i nostri borghi per salvare l’enogastronomia italiana”. Lo stand del Consorzio di tutela e promozione del Crudo di Cuneo ha riscosso grande attenzione e successo: più di 100 kg di prosciutto offerti in degustazione e tante informazioni fornite ai consumatori.

Il prosciutto è stato servito in abbinamento a pane e focaccia prodotti con farine speciali della Molini Bongiovanni spa di Cambiano (Torino). Nell’ambito della conferenza organizzata domenica scorsa, nell’area convegni della Regione Piemonte è stato presentato il particolare sistema qualità del prosciutto Crudo di Cuneo e l’etichettatura elettronica. Alla conferenza ha partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura Giorgio Ferrero, oltre a numerose altre personalità del settore.

L’etichettatura dei prodotti alimentari è oggetto di grande dibattito e contesa negli ambienti politici e del settore da alcuni decenni. L’indicazione in etichetta dell’origine del prodotto è senz’altro il principale oggetto del contendereha affermato Chiara Astesana, presidente del Consorzio di Tutela e Promozione del Crudo di Cuneo nell’aprire i lavori - Tale contesa ha visto, nella generalità dei casi, il Nord Europa confrontarsi con il Sud Europa sulla opportunità/necessità di indicare in etichetta l’origine del prodotto o delle materie prime che lo compongono. L’etichetta rappresenta infatti il primo mezzo di comunicazione verso il consumatore, soprattutto per i prodotti confezionati".

Un po’ diverso è il caso dei prodotti che vengono serviti al banco, come ad esempio il prosciutto o i salumi. Il prosciutto Crudo di Cuneo DOP è venduto, al momento, solo nelle salumerie e macellerie tradizionali con taglio al banco. Nella fattispecie si ha un prosciutto con origine ben definita dal disciplinare di produzione e controllata da Ente terzo.

"Il problema che ci siamo posti come Consorzio di Tutela e Promozione della DOP - prosegue la Astesana - era come comunicare in modo completo e trasparente al consumatore ‘la storia’ del prosciutto che va ad acquistare. Tenendo conto che non si può chiedere al consumatore di conoscere tutti i disciplinari delle diverse produzioni DOP, ci siamo resi conto che occorreva implementare uno strumento che consentisse di utilizzare la base dati costituita dal sistema qualità della DOP stessa e di trasferirli al consumatore”.

“Ogni prosciutto viene posto sul mercato con apposita carta d’identità e relativo QR code che contiene tutte le informazioni sulla tracciabilità del prodotto ha aggiunto Giovanni Battista Testa, segretario del Consorzio -. Il QR code viene esposto nel punto vendita e può essere letto dal consumatore con un semplice click del proprio smartphone o altro dispositivo. Esso contiene le seguenti principali informazioni: dove è nato e dove è stato allevato il suino, cosa ha mangiato, dove è stato trasformato, dove sono state salate le cosce e per quanto tempo è stato stagionato il prosciutto. In questo modo la tracciabilità è certa, completa e messa in vetrina”.

In chiusura della conferenza ha preso la parola l’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero: “Porgo un elogio al Consorzio e in particolare alla presidente Chiara Astesana per la tenacia e determinazione con le quali è stato portato avanti il progetto di qualificazione e valorizzazione del prosciutto Crudo di Cuneo. L’area di produzione del Crudo di Cuneo DOP, costituita dalle province di Cuneo e Asti e da 54 comuni della provincia di Torino, produce oltre un milione di suini pesanti ogni anno".

"Fino a qualche anno fa neppure una coscia era stagionata in loco e il valore aggiunto della trasformazione finiva tutto in altre regioni. Per cui ha concluso Ferrero vi incoraggio a proseguire nella vostra missione, a coinvolgere nuovi soggetti nella trasformazione e a far crescere sempre di più la produzione di questo straordinario prodotto”.

Giovanni Battista Testa

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