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Il novese Dellachà, i fiammiferi dalle porte di Torino a Buenos Aires

Scritto da La redazione Lunedì, 21 Mag 2018 - 0 Commenti

Il Dellachà a Barracas al Sud, calle Patagones, aveva pure costruito, su proprio progetto, una fabbrica di cappelli, inaugurata nel 1889, che fu la più importante dell’epoca in Argentina. In fabbrica venivano prodotti 5500 cappelli al giorno ed erano occupati 430 dipendenti di ambo i sessi.

Gaetano Dellachà nacque a Novi Ligure (Alessandria), trasferendosi ben presto a Moncalieri (Torino) dove lavorò presso una fabbrica di fiammiferi avviata dal fratello Ambrogio.

Diversi industriali italiani avevano aperto piccole fabbriche a Moncalieri e nei paesi vicini, in quanto queste località, pur non dotate della materia prima (la fosforite) potevano avvalersi dei circoli finanziari ed industriali francesi.


Nel 1845 il genovese Francesco Lavaggi aveva aperto a Trofarello una fabbrica. Ambrogio Dellachà nella stessa epoca, attratto dalla ferrovia e dal mercato del bestiame, arriva a Moncalieri. Sin dal 1848 infatti la ferrovia collegava Torino a Moncalieri e dal 1853 a Genova; qui arrivava la fosforite proveniente dal Magreb: dalle carcasse degli animali si ricavavano il nero d’ossa e le pelli scamosciate per filtrare i vapori di fosforo.

Gaetano Dellachà ben presto assunse la direzione della fabbrica, in quanto il fratello Ambrogio doveva assentarsi frequentemente per motivi commerciali esportando anche in Argentina.

Nel 1882 Gaetano si recò a Buenos Aires aprendo dapprima una filiale dedita anche all’import-export di materie prime e di cappelli in feltro, successivamente avviò uno stabilimento produttivo a Barracas al Sud.

Il 1° gennaio 1889, fonda la Compañia General de Fosforos costituita con la fusione delle fabbriche dei Fratelli Dellachà, di Bolondo, Lavigne e Cia e di F. Lavaggi e figlio. La nuova società avviò la costruzione di un piccolo stabilimento grafico a Barracas al Nord, nel 1893 una fabbrica di fiammiferi con una sezione tipolitografica a Montevideo in Uruguay. La società era tra le più importanti attività industriali operanti alla fine del secolo XIX in Argentina.

Venivano prodotte le scatole per i cerini, avvisi, manifesti, immagini sacre ed etichette e scatole per sigarette. Nella fabbrica di Barracas al Nord erano impiegate oltre 800 persone di cui 1/3 italiane. Nel 1896 la produzione complessiva di fiammiferi superò i 124 milioni di scatole e tre anni dopo tutte le attività vennero riunite ad Avellaneda, mantenendo a Barracas al Nord l’attività litografica.


La continua crescita portò alla costruzione di altre fabbriche anche a Paranà. Nei primi anni del ‘900 la società aveva già ridotto l’attività lavorativa a otto ore, istituendo una cassa di mutuo soccorso amministrata dagli operai e aprendo anche una scuola che contava 500 alunni di ambo i sessi.

Il Dellachà a Barracas al Sud, calle Patagones, aveva pure costruito, su proprio progetto, una fabbrica di cappelli, inaugurata nel 1889, che fu la più importante dell’epoca in Argentina.

In questa fabbrica venivano prodotti 5500 cappelli al giorno ed erano occupati 430 dipendenti di ambo i sessi, la maggior parte italiani o argentini di origine italiana. La fabbrica ottenne diplomi d’onore e medaglie d’oro in varie esposizioni e distinzioni speciali da parte dell’Unione industriale argentina, della quale Dellachà fu membro molto attivo occupando incarichi di rilievo all’interno  della  stessa  entità.  Il Dellachà  fu  il  primo  a  produrre  in Argentina i cappelli di feltro.
Giancarlo Libert

(tratto dal volume dell’autore Alessandrini nella Pampa, Chivasso 2015)

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