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Il Lions Club Carrù-Dogliani ha incontrato il comandante dei Nas di Alessandria, Asti e Cuneo

Scritto da La redazione Domenica, 17 Mar 2019 - 0 Commenti

A ricevere il tenente colonnello Biagio Fabrizio Carillo il presidente del Lions Club Carrù-Dogliani, Raffaele Sasso, assieme all’officer distrettuale Rossella Chiarena e un nutrito gruppo di soci.

Il Lions Club Carrù-Dogliani, ha ospitato nella propria sede, dell’Agriturismo “La Pieve” di Dogliani, il tenente colonnello Biagio Fabrizio Carillo - accompagnato dalla sig.ra Vanna - comandante dei Nas di Alessandria, Asti e Cuneo, e apprezzato scrittore sia di romanzi “noir”, sia di trattati di criminologia e manuali di investigazioni.

A ricevere l’ospite, il presidente del Lions Club Carrù-Dogliani, Raffaele Sasso, assieme all’officer distrettuale Rossella Chiarena e un nutrito gruppo di soci.

«Sono onorato di avere come ospite il ten. col. dei Carabinieri Biagio Fabrizio Carillo – ha detto il presidente Raffaele Sasso, accogliendolo – perché è un vero amico. Una persona che ho conosciuto qualche anno or sono, quando comandava la stazione di Mombasiglio. Ho seguito, nel tempo tutta la sua carriera, non solo nell’Arma, ma anche nel mondo della scrittura, condividendone emozioni e gioia, a cominciare da quando superò le prove e gli esami per diventare ufficiale. Dopo aver comandato la Compagnia di Fossano, col grado di maggiore, prestò servizio a Roma, all’Istituto superiore di Tecniche Investigative dell’Arma, per occuparsi di formazione dei migliori investigatori dei Carabinieri, ossia quelli appartenenti ai Ros e alle sezioni anticrimine, ai nuclei investigativi e operativi dei Comandi provinciali e di Compagnia di tutta Italia. Poi la sua passione per la scrittura. Il ten. col. Carillo ben rappresenta il nostro territorio, nel seguito di quanti hanno portato lontano il nome della nostra provincia. Come il presidente Einaudi, cui ho dedicato questo mio anno di presidenza».

È seguito quindi l’intervento dell’ufficiale, che ha ripercorso il suo cammino, sia nell’Arma, che nel mondo dei libri “noir”: «Ho trasferito nei romanzi, quanto appreso nelle investigazioni e nel settore criminale, senza però riportare vicende autobiografiche. E grazie anche al giornalista-scrittore Massimo Tallone, conosciuto a Fossano, è nato il personaggio di Lola, protagonista di tutti i primi sei libri. I romanzi, distribuiti dal quotidiano “La Stampa” e da altri giornali del Nord Italia, hanno avuto successo e ci hanno fatto conoscere».

Quindi ha aggiunto: «La criminologia è importante non solo perché serve all’investigatore per contrastare i delitti, ma anche per capirne le ragioni. E nella mia attività mi sono sempre preoccupato non solo di trovare le responsabilità, ma anche di vagliare cosa potesse escluderle, al fine di non incolpare innocenti. Perchè se non si è sicuri, è necessario continuare le indagini sino a quando non si abbiano prove concrete. E, nel caso che emerga l’innocenza, ammetterlo».

La serata si è conclusa con l’augurio al brillante ufficiale di altri successi nella carriera e nel mondo dell’editoria e la consegna, da parte del presidente Raffaele Sasso, del gagliardetto del Club.