Politica & Istituzioni

Il "Giorno del Ricordo", 10 febbraio: è ora di comprendere anche questa tragedia

Scritto da La redazione Domenica, 10 Feb 2019 - 0 Commenti

Ricordare una pagina oscura per rendere giustizia a quanti hanno sofferto e per capire la storia. non solo dell’orrore delle foibe, ma anche dell’esodo di circa 350 mila istriani, fiumani e giuliano-dalmati dalle loro terre, annesse, nel secondo dopo guerra, all’Jugoslavia di allora dal maresciallo Tito.

“Giorno del Ricordo”, per fare memoria non solo dell’orrore delle foibe, ma anche dell’esodo di circa 350 mila istriani, fiumani e giuliano-dalmati dalle loro terre, annesse, nel secondo dopo guerra, all’Jugoslavia di allora dal maresciallo Tito.

Ricorre ogni 10 febbraio e l’istituzionalizzazione di questa giornata, avvenuta con una legge del 2004, è stata fondamentale per tutte le comunità degli esuli.

E’stata una svolta”, commenta Marino Micich, direttore dell'Archivio Museo storico di Fiume, a Roma, e segretario della Società di studi fiumani. "Finalmente - dice - le amministrazioni possono dedicare uno spazio a quella vicenda storica e molti operatori culturali promuovono iniziative su questi temi".

"Celebrare la Giornata del Ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana", ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la commemorazione, ieri,  al Quirinale.

"Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente. Mentre, infatti, sul territorio italiano la conclusione del conflitto contro i nazifascisti sanciva la fine dell'oppressione - ha proseguito il capo dello Stato - e il graduale ritorno alla libertà e alla democrazia, un destino di ulteriore sofferenza attendeva gli italiani nelle zone occupate dalle truppe jugoslave".

vaticannews.it