Cultura & Spettacoli

Giornata Internazionale ONU, la Pace vista con gli occhi delle donne che la raccontano

Scritto da La redazione Domenica, 23 Set 2018 - 0 Commenti

​​​​​​​Alla Fondazione Einaudi di Torino venerdì mattina il convegno “Non cessare mai di coltivare la pace”  Memorial Ernesto Teodoro Moneta unico premio Nobel per la Pace italiano. Premiate Anastasia Basso, Silvia De Michelis, Alessia Rastelli e Hella Colleoni.

I giornalisti e il tema della pace, visto con gli occhi disincatati, ma attenti, di tre giovani donne che vivono quotidianamente a contatto con le contraddizioni in settori o territori dove quella parola ha un senso disperato e ineluttabile.

E' questo il senso, il messaggio che la Commissione ha riconosciuto assegnando il “Premio Steli di Pace” nato da un'idea e dalla collaborazione fra l'Ujce (Unione Giornalisti e Comunicatori Europei) ed il Gus (Gruppo Uffici Stampa) Piemonte.

Non a caso anche la scelta di data (21 settembre) e luogo (la sede della Fondazione Luigi Einaudi) per accogliere e festeggiare l'attività professionale di donne “messaggere di pace” in un mondo che a parole condivide ma che all'atto pratico fa di tutto per mantenere alto il livello della tensione.

Il 21 settembre, venerdì scorso, è stata celebrata la Giornata Internazionale della Pace istituita dall'Onu a fine 1981, un momento di riflessione per ripensare alla condotta di ciascuno di noi (compresi i potenti della Terra) dispensatori di liti quotidiane dentro e fuori l'ambiente familiare.

Fra le tante iniziative andate in scena nella giornata, si è inserito il richiamo alla comunicazione che gli operatori dei Media fanno nel raccontare vicende soggette alle “fake news” o a “verità limitate”.

Così a Palazzo d'Azeglio, sede della Fondazione Luigi Einaudi, ci si è ritrovati anche nel nome di Ernesto Teodoro Moneta, giornalista milanese, figura scomparsa dai radar dei personaggi che “hanno fatto la storia”, unico italiano insignito del “Premio Nobel per la Pace” nel 1907.

Sul significato della Giornata, dopo la presentazione di Alberto Fumi, presidente dell'Ujce, è intervenuto Terenzio Cozzi, Professore Emerito dell'Università di Torino, nonché Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione, seguito da Stefano Tallia, Segretario Generale dell'Associazione Stampa Subalpina. Ha chiuso, gli interventi Ezio Ercole, Vice Presidente Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

E' toccato poi ad Efrem Bovo, Presidente del GUS Piemonte, entrare nel merito delle scelte che hanno portato a definire il volto dei vincitori. Come dicevamo, giornata e premio toccatoa tre giovani donne.

“La scelta è andata a tre lavori - conferma Bovo – simbolo di un percorso di costruzione di Pace e la Commissione ha voluto dare un pubblico riconoscimento anche come stimolo a proseguire in questa opera meritoria di informare in modo serio e concreto cosa sta accadendo attorno o lontano a noi”.

Così gli “Steli di Pace” sono stati assegnati a: Alessia Rastelli (Corriere della Sera), Silvia De Michelis (Editore Gruppo Abele) e Anastasia Basso (Telepace).

Il profilo delle premiate

Alessia Rastelli, marchigiana, laureata in Letteratura Italiana alla Normale di Pisa, lavora a Corriere della Sera dal 2005: la Commissione ha valutato “molto divulgativo una cultura di pace il servizio “Caro nemico abbracciamoci” del 15 luglio 2018, dove racconta di Tony Kamara e Leonard Massaquoi – Sierra Leone ma sottolinea anche il lavoro dell'Associazione Rondine dove i giovani frequentano Master con i “nemici” dove formare “facilitatori di Pace” e nuovi leader per i loro Paesi.

Silvia De Michelis, dopo la Laurea in Giurisprudenza e Master in Criminologia Forense, dal 2014 è dottoranda nel Dipartimento Sviluppo Internazionale e Studiper la Pace all'Università di Bradford in Inghilterra. “La sua attività di ricerca s'incentrasul tema del ruolo dei Media nei conflitti con particolare attenzione alle politiche di intervento umanitario. E' autrice con Nanni Salio del libro “Giornalismo di Pace”- Edizioni Gruppo Abele.

Motivazione: “Ancora oggi, sia il giornalismo che la democrazia sono costantemente minacciati da imponenti mutamenti sociali che spaziano dalla tecnologia dell'informazione all'economia globale. L'adozione di una prospettiva su quale missione i media dovrebbero svolgere in una democrazia, conduce ad addentrarci all'interno di un livello di normative, al di là di scenari di fatto, verso valori ed obbiettivi”

Anastasia Basso, nata a Cusco, adottata e residente in Italia dal 1989, laurea in Lettere all'Università di Milano e si specializza in Teoria e Metodi della Comunicazione. Nel 2014 si trasferisce in Israele e nei territori palestinesi dove inizia a collaborare con Telepace Holy Land TV come video-giornalista occupandosi di servizi e reportage con particolare attenzione ai temi sociali.

Un riconoscimento a parte (una Spiga di Grano in Argento), dedicato alla memoria del Nobel Italiano Ernesto Teodoro Moneta. è stato attribuito a Hella Colleoni, imprenditrice italo-tunisina, impegnata, al di là del Mediterraneo, ricordiamolo Mare Nostrum, impegnata da anni sul fronte del lavoro e dell'occupazione e della promozione del dialogo continuo fra Italia e Tunisia.

Un quartetto al femminile ad esaltarne il ruolo primario della donna, casualmente simbolo della Pace e della Cooperazione.

Luciana Monticone

Vedi anche il servizio televisivo https://www.rete7.cloud/un-premio-per-le-donne-che-raccontano-la-guerra/
e
https://www.ujce.eu/steli-di-pace-alla-fondazione-einaudi

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