Cultura & Spettacoli

Felizzano, il concerto dell'Epifania con la Ghironda di Asti e i Laeti Cantores di Canelli

Scritto da La redazione Martedì, 8 Gen 2019 - 0 Commenti

Scritta per i predicatori divenne un testo di lettura spirituale per tutti perché riuscì a fondere la cultura erudita con quella tradizionale Le fonti principali utilizzate da Jacopo da Varagine sono quelle del Nuovo Testamento e le citazioni dei predicatori che lo hanno preceduto.

La “Legenda aurea- canti e musiche del Natale nel Medioevo”, presentata lo scorso 9 dicembre a Revigliasco d’Asti, è stata riproposta a Felizzano (Alessandria), in occasione dell’Epifania.

Il concerto, a cura del Gruppo di musica antica La Ghironda di Asti e dei Laeti Cantores di Canelli, si è tenuto nella Chiesa di San Michele.
Ad organizzarlo l’Associazione FelizzanOltre.

Il tema del concerto è legato ad un antico testo, la Legenda Aurea, raccolta medioevale composta in latino da Jacopo da Varagine.
Frate domenicano e vescovo di Genova, Jacopo si dedicò a quest’opera a partire circa dall’anno 1260 fino alla morte avvenuta nel 1298.
Colto teologo fu, prima di tutto, un predicatore con il compito di spiegare ai fedeli il senso delle feste che ritmano l’anno liturgico e rimandano ai grandi eventi della vita di Cristo e della Vergine intrecciati con le vite dei santi Quest’opera, tradotta poi in volgare e in diverse lingue, è una monumentale antologia di storie di santi alternate ad episodi della vita di Nostro Signore.

Scritta per i predicatori divenne un testo di lettura spirituale per tutti perché riuscì a fondere la cultura erudita con quella tradizionale Le fonti principali utilizzate da Jacopo da Varagine sono quelle del Nuovo Testamento e le citazioni dei predicatori che lo hanno preceduto, ma per illuminare le numerose zone d'ombra rimaste, l'autore domenicano ha fatto ricorso, con una certa prudenza, anche ai racconti apocrifi che, sebbene non riconosciuti dalla Chiesa, vennero sempre tollerati ed ebbero libera espressione nell’arte.

La parte strumentale è stata affidata al Gruppo La Ghironda diretto da Florio Michielon che, da oltre trent'anni, si occupa di ricerca e divulgazione della musica medioevale e rinascimentale. Le melodie sono state eseguite con l'utilizzo di copie fedeli degli strumenti dell'epoca quali ghironda, liuti, viella da braccio, flauti, citerna, pive, percussioni antiche.

I canti sono stati curati dal  Coro Laeti Cantores di Canelli, diretto da Orietta Lanero, la cui attività spazia prevalentemente nel campo della musica sacra a cappella con particolare attenzione alla formazione del repertorio che comprende brani di rara esecuzione