Economia & Lavoro

Alba, 20 brand dei dolci Nestlè in Usa nella "pancia" della Ferrero: è fatta!

Scritto da La redazione Martedì, 16 Gen 2018 - 0 Commenti

Venerdì 19 gennaio dalle 14,30 presso la Camera di Commercio di Asti ultimo appuntamento del ciclo di incontri relativo al workshop “Strategie di co-design per lo sviluppo del Monferrato”.

Il gruppo Ferrero acquisirà da Nestlé il business dolciario statunitense per 2,8 miliardi di dollari cash. Nel 2016 l'attività dolciaria negli Stati Uniti di Nestlé ha generato un fatturato di circa 900 milioni di dollari.

Ferrero acquisirà più di 20 storici brand americani, tra cui marchi di cioccolato iconici come Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets, Wonka e il diritto esclusivo sul marchio Crunch negli Stati Uniti così come i brand di caramelle SweeTarts, LaffyTaffy e Nerds.

Con questa operazione, che sarà completata intorno alla fine del primo trimestre 2018, Ferrero diventerà la terza più grande azienda dolciaria nel mercato statunitense, dove è  già conosciuta soprattutto per i Tic Tac, le praline Ferrero Rocher, e naturalmente la Nutella.

Ferrero acquisirà gli stabilimenti produttivi statunitensi di Nestlé a Bloomington, Franklin Park e Itasca, in Illinois, con i dipendenti collegati alla divisione confectionery, continuando ad operare attraverso gli uffici di Glendale, in California, e le altre sedi proprie in Illinois e in New Jersey. Il gruppo di Alba, che distribuisce i propri prodotti dolciari in 170 Paesi, conta già 30 mila dipendenti in giro per il mondo.

"Siamo entusiasti - afferma Giovanni Ferrero, presidente esecutivo del Gruppo Ferrero - di aver acquisito il business dolciario di Nestlé negli Stati Uniti d'America, che porta con sé un portafoglio eccezionale di marchi iconici ricchi di storia e di grande riconoscibilità".

Con la scomparsa del "grande vecchio e padre" del colosso dolciario piemontese, Michele Ferrero, sta cambiando la strategia espansiva dell'azienda. "Michele ha sempre puntato sulla vlorizzazione dei marchi che hanno fatto grande la Ferrero e l'hanno imposta sui mercati mondiali ma era contrario ad acquisire altri marchi già affermati che alla distanza non fanno crescere il proprio nome ma strutturano e sviluppano i nomi dei marchi storici americani della Nestlè", afferma sotto voce un vecchio ex-consulente della Ferrero, legato ad un mondo che non c'è più.

   


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