Territorio & Eventi

Etna - Barolo, sindaco e presidente Enoteca a confronto su "Vini e Territorio Unesco"

Scritto da La redazione Martedì, 4 Set 2018 - 0 Commenti

Intervista esclusiva in Sicilia, nella città di Milo, a Renata Bianco sindaco e Federico Scarzello presidente Enoteca di Barolo in missione nei vigneti alle falde del Vulcano.

Ci troviamo a Milo (Catania), Città del Vino alle pendici dell’Etna, per seguire la Tavola Rotonda “Etna-Barolo, vini e territorio Unesco a confronto”, organizzata dal Comune, in occasione di ViniMilo 2018, 38 esima edizione.

La manifestazione, che si svolge fra fine agosto e inizio settembre, riunisce i migliori produttori siciliani del versante etneo del vino, per una kermesse fatta di degustazioni, cene gourmet, incontri, visite in cantina, che richiama migliaia di appassionati nel suggestivo borgo che guarda il mare a Est e ammira il pennacchio del Vulcano a Ovest.

L’incontro ha visto come relatori, assieme al Sindaco di Milo, Alfio Cosentino, la sindaca di Barolo, Renata Bianco, Federico Scarzello, Presidente dell’Enoteca Regionale del Barolo, Antonio Benanti, Presidente Consorzio di Tutela Etna Doc, Salvatore Gabriele Ragusa, Commissario del Parco dell’Etna, Rosa Spampinato, Agronomo Dirigente del Parco dell’Etna.
Sono intervenuti alcuni sindaci dei Comuni del Parco dell’Etna (nella foto dell’autore Relatori e Sindaci)
.

L’incontro ha messo a confronto due territori Unesco, distanti ma accomunati dalla cultura del vino nonché dall’iscrizione alle Liste dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.  

Il sindaco di Milo Alfio Cosentino ha aperto il convegno ringraziando innanzitutto la sindaca di Barolo, Federica Bianco, per essere intervenuta, ed esordisce soddisfatto “L’Etna del vino si sta muovendo come squadra e spero  che la presenza di tanti sindaci di questo comprensorio, oggi, possa contribuire  all’idea di  fare sistema e a comunicare con efficacia quanto di buono riusciamo a realizzare in questi anni in questo territorio”.

“Essere sindaca di un piccolo borgo come Barolo - ha affermato la sindaca Bianco - al centro del Paesaggio Vitivinicolo Unesco dal 2014, assieme ai territori di Roero e Monferrato, significa superare paletti molto rigorosi, rispettare luoghi, procedure, rendere omogenei i piani regolatori di tutti i comuni inclusi nel Paesaggio tutelato. È un lavoro complesso e metodico. Il nostro territorio ormai è fatto quasi esclusivamente da vigneti con poche altre piantagioni, contrariamente a questo paesaggio terrazzato che ospita oltre ai vigneti vulcanici anche frutteti e orti, agrumi, noccioleti e boschi”.

L’occasione per scambiare un po’ di battute con la sindaca è particolare. Ci incontriamo sul Belvedere, nel meraviglioso scenario di questo piccolo quanto affascinante borgo che guarda la costa di Taormina e le terrazze vitate del Vulcano.

Sindaca, da Barolo a Milo, in Sicilia alle falde dell’Etna: tanta strada ma idee che viaggiano. Come si è concretizzato questo incontro?

Grazie a un interesse del sindaco di Milo, Alfio Cosentino, che mi aveva cercato già l’anno scorso per un’altra manifestazione che loro dicono di aver copiato da Barolo, “A tutta trippa”, un piatto della tradizione piemontese, un minestrone di trippa con le verdure che facciamo cuocere a lungo in un grosso pentolone. Loro fanno, invece, una cena al ristorante con un insieme di piatti a base di trippa. Incontrarci e fare un evento insieme diventava complicato, ma il sindaco non ha desistito e ha pensato di invitarmi per Vini Milo, la manifestazione che, tra fine agosto e settembre, è dedicata ai vini dell’Etna. Forse, l’occasione è più giusta in quanto noi nelle Langhe esprimiamo un territorio vocato al vino e anche loro sull’Etna producono eccellenze  vinicole notevoli. In secondo luogo, siamo entrambi iscritti nella lista dei Patrimoni Unesco. Tante similitudini che ci accomunano”.

Due borghi che forse si “toccano”, nel pensiero, piccoli allo stesso modo. Quale comune denominatore riesce a trovare?

“Credo la “voglia di fare” per il territorio. Entrambi sappiamo di avere grandi risorse, che devono essere coltivate e portate avanti. Non possiamo sederci sugli allori. Qui hanno un territorio di mare e uno di montagna a breve distanza e il turismo è più agevolato. Noi abbiamo un turismo del territorio oltre a quello del vino che stiamo cercando di sviluppare, soprattutto dopo il riconoscimento Unesco, nel 2014. Onori e oneri per la tutela e la conservazione di quanto ci è stato tramandato, bisogna guardare avanti”. 

Sindaca, lontano da Barolo, c’è nostalgia di…    

“In verità è stata troppo veloce questa visita, devo dire che diversi impegni mi hanno trattenuta a Barolo in questo periodo. Una puntata al mare ci voleva proprio in questo periodo ed è davvero affascinante guardare a pochi chilometri questo blu meraviglioso, sentendo profumo di vino. Peccato che nella fretta ho detto “domani torno a casa di corsa”, invece si poteva stare qualche giorno di più… gli impegni ti prendono… poteva starci qualche giorno in più”.

La Città di Torino cerca sinergie turistiche con le Langhe, ci può spiegare cosa sta succedendo? 

Stiamo prendendo consapevolezza che non dobbiamo essere campanilisti, ciascuno può dare qualcosa all’altro, noi abbiamo un territorio di bellezza per un soggiorno tra le vigne e una natura prodiga di enogastronomia, loro, a brevissima distanza, mettono in primo piano la cultura, i musei, l’arte. Creare itinerari che possano coinvolgere le due realtà potrebbe essere un modo per completare un viaggio turistico nelle terre del Piemonte che sanno offrire uno scenario importante da tutti i punti di vista”.

La sindaca è entusiasta di questa visita-lampo, che ritiene molto interessante. Conosce già qualche suo collega siciliano, stringe mani, riceve complimenti, dà appuntamenti.

La Sicilia è piena di magia e l'apporto di idee che vengono dal Piemonte sono strategici. Un’altra riprova è l’intervista a Federico Scarzello, Presidente dell’Enoteca Regionale del Barolo, nonché giovane produttore di Barolo. Presidente, qualche impressione sul territorio dell’Etna

Ero già stato sull’Etna del vino, avevo avuto modo di incontrare alcuni colleghi vignaioli nelle diverse fiere in giro per il mondo. In questo momento di grande successo dei vini dell’Etna la curiosità è tanta e questo versante dei vini bianchi per i barolisti è chiaramente molto interessante, prova ne è che molti colleghi hanno messo piede in Sicilia proprio qui, e questa è una dimostrazione della vicinanza tra i due territori”.

Territori diversi, distanti: c’è una comunanza di idee, di pensiero tra i viticoltori di Langa e quelli dell’Etna?

“C’è una comunanza anche umana di sicuro tra i viticoltori, ne parlavo prima coi sindaci dei paesi del Parco dell’Etna, perché parliamo di territori comuni dal punto di vista idrografico, complicati, complessi, che hanno vissuto anche storie, vicissitudini, momenti di crisi rilevanti. Parliamo di contadini legati profondamente a questi fazzoletti di terra ed è una cosa che mi ha sempre fatto riflettere e che ho sentito molto vicina. Prodotti molto identitari, in quanto tanto il  Nebbiolo da noi, quanto il Carricante e il Nerello Mascalese qui sono profondamenti radicati ed evoluti assieme al territorio, quindi trovo in questo una profonda “vicinanza” di grande interesse”.

La vendemmia è prossima in Piemonte in Sicilia è già avviata, si delineano alcune difficoltà dovute al clima: ci può fare qualche previsione?

In Piemonte siamo alle porte della raccolta delle varietà più precoci…la più importante è il Moscato e malgrado una situazione di partenza particolarmente difficile, dovuta alle abbondanti precipitazioni di primavera, come non si vedeva da tempo, alla fine si è riusciti ad arrivare in vendemmia con delle condizioni sanitarie più che discrete. Ed è molto strano perché ci aspettavamo un’annata più complicata. La vendemmia si decide negli ultimi giorni come sempre perchè le condizioni climatiche devono essere favorevoli, le premesse sono buone  e potrebbero essere ottime. Il Nebbiolo deve ancora rimanere sotto il sole la stagione deve ancora decidere il proprio destino. Però Il fatto che l’uva sia sana con una vegetazione particolarmente sana ci fa ben sperare, anche se i quantitativi saranno inferiori per colpa della  siccità dello scorso anno che ha penalizzato la produzione. Nelle parti più esposte vediamo qualche grappolo di uva in meno però il fatto di non essere andati in stress idrico darà una discreta resa e forse per questo non ci saranno grossi problemi”. 

Cosa si prova a trovarsi su questi terrazzamenti, vicini al mare ma distanti dai crinali di Langa 

La cosa più avvincente e forse il motivo per cui alcuni produttori piemontesi si sono avvicinati all’Etna è questa sfida col terreno vulcanico, l’opposto esatto del nostro terroir, questa terra nera, minerale, che dà l’idea di opulenza, di ricchezza. Il senso della fertilità è molto vivo, con questa terra nera puoi farci quello che vuoi! E nasce naturalmente un senso di curiosità, quasi di sfida”. 

Il momento del mercato del Barolo: lo stato di fatto e quali prospettive

“Questo è un momento di particolare interesse per il Barolo, e in questo farei un parallelo col territorio etneo che sta vivendo anch’esso un periodo di straordinario successo. Un momento che va coltivato, ed è  proprio oggi in questo momento che tutti noi siamo chiamati a investire per tenere alto il livello qualitativo delle uve; il nostro territorio lo sta facendo egregiamente; viviamo, forse, un po’ la speculazione che sul mercato ci mette un po’ in difficoltà, con i terreni che sono diventati stellari e i piccoli produttori stanno soffrendo”.

A proposito, questo viene visto come un allarme,  un qualcosa di negativo o un segno di progresso?

“È chiaro che i produttori di piccole dimensioni che hanno qualche ambizione di sviluppo si sentono tarpate le ali, perché a quei livelli non possono mai arrivare,  ma nello stesso tempo è un’attestazione di prestigio perché se un vigneto viene pagato a certi livelli vuol dire che, vero o falso, il prestigio di quella zona  ha assunto livelli molto importanti, mondiali. Risultati straordinari che nel giro di una generazione sono arrivati grazie al lavoro straordinario di uomini, alla condivisione, agli sforzi che tutto il territorio ha  fatto in questi anni. Questo è un grande merito!

Dove si può arrivare, esiste ancora un percorso da percorrere?”
“Questo è complicato da prevedere. Il gotha dei vini mondiali più che cavalcato va mantenuto; bisogna tenere le posizioni conquistate, avere i piedi per terra, fare qualità. Devo dire che se la Langa riesce a mantenere le posizioni conquistate, senza euforia, può andare molto lontano. Oggi c’è un interesse turistico, enogastronomico, profondamente  legato ai prodotti di eccellenza del territorio e se riusciremo a mantenere alta l’offerta qualitativa potremo percorrere ancora molta strada e ottenere grandi risultati”.

Presidente, voi produttori di Langa state mietendo successi da anni ormai, quale consigli potrebbe dare a un viticoltore dell’Etna per cogliere più ampiamente le opportunità

Ritengo che sarebbe difficile per me consigliare un viticoltore dell’Etna, perché è lui che conosce il suo territorio ed è custode del suo vitigno. Anche qui stanno crescendo i prezzi dei vigneti, i prezzi dell’uva; non bisogna farsi tentare dai guadagni, esclusivamente dal fine economico, occorre crederci: il valore aggiunto di un territorio è fatto dai produttori e sono passi pesanti e complicati, fatti di sacrifici; bisogna provarci, mettere la faccia sull’etichetta anche su poche bottiglie. È un momento particolarmente felice ed è una sfida che vale la pena di cogliere”.

Andrea Di Bella


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