Territorio & Eventi

Con i tajarin artigianali di Mauro Musso ad Alba si coniugano gusto, nutrizione e salute...

Scritto da La redazione Sabato, 7 Lug 2018 - 0 Commenti

Il cinquantenne albese Mauro Musso è noto non solo per la sua incredibile ed effettiva competenza, ma anche per l'estrema libertà dei suoi giudizi circa questa nostra - spesse volte pittoresca, talvolta dilettantesca - fetta di mondo.

“Tutto il mio lavoro è pensato per mantenere la vitalità delle materie prime che formano l'alimento, condizione essenziale per una sana nutrizione che sostenga al meglio la nostra salute quotidiana...”.

“Ho incominciato a fare il pastaio non solo per la mia passione di bimbo per i tajarin fatti in casa, ma soprattutto per trovarmi un lavoro, dopo la mia amara esperienza obbligata nella grande distribuzione: un lavoro che fosse dignitoso, che mi restituisse un'indipendenza mentale e un senso di gratificazione - oserei dire - etica ...”.


Il cinquantenne Mauro Musso di Alba è noto non solo per la sua incredibile ed effettiva competenza, ma anche per l'estrema libertà dei suoi giudizi circa questa nostra - spesse volte pittoresca, talvolta dilettantesca - fetta di mondo.

Meditativo per natura Mauro mi ricorda - nella solenne imponenza della sua stazza e nelle ampie volute della sua barba - una sorta di rude Rasputin gastronomico oppure di un romantico Dostoèvskij dei fornelli.

Sciocchezze a parte, rimando il Lettore al suo sito Internet (www.casadeitajarin.net) per tutti gli approfondimenti necessari a intendere appieno la sua filosofia esistenziale e produttiva, sintetizzabile comunque in pochi punti essenziali

 - la produzione dev'essere principalmente improntata alla ricerca della salute e del benessere del consumatore
- la scelta delle materie prime utilizzate (farine, uova, etc ..) non può prescindere dal raggiungere il più alto livello di salubrità nel prodotto finale
- la nutrizione non può peraltro disgiungersi dal buon gusto, dal piacere di un cibo gradevole e consumato in buona compagnia, principi mediamente sottovalutati, ma indispensabili per favorire la più alta digeribilità.

Sono stato infinite volte ospite da Mauro: da solo e in amicizia oppure con clienti, vale a dire con turisti provenienti da ogni parte del mondo e affascinati tutti dalla gentilezza e dalla serietà di quell'omone, mentre faceva assaggiare loro – per esempio – i suoi tajarin “Nel prato estivo” (alle erbe aromatiche), accompagnati dal umile sostegno di uno squisito burro di alpeggio; le “Casarecce Trio Integralista” (senza uovo e composte dagli sfarinati integrali di Farro “Dicocco”, Segale “Maestra” e Grano Turgido “Khorasan Turanicum”) col “pestato langarolo”, una sorta di pesto nostrale ove le nocciola “tonda gentile” è stata chiamata a dare ma forte da par suo ai liguri pinoli; oppure ancora i “Maccheroni di Grani Turgidi integrali” (anch'essi senza uovo e composti dagli sfarinati di “Khorasan Turanicum” e del siciliano “Paola”) al sugo di ortaggi estivi: melanzane e pomodori su tutti, preparati ad arte da mamma Giuseppina.

Fatevi spiegare direttamente dalla sua sapientissima bocca tutte i particolari circa la sua produzione, sul come si svolge una sua giornata lavorativa, su chi sono i destinatari delle sue specialità (il mercato locale e quello estero: Giappone e U.S.A. in primis), come è meglio e più opportuno abbinare le singole paste a questo o quel sugo: Mauro vi condurrà alla scoperta del suo sapido e fragrantissimo mondo con la lentezza e gentilezza che gli sono proprie, stappando generosamente bottiglie di vino in rapida e studiata successione, concludendo in gloria la vostra degustazione col suo celeberrimo Bunêt, e un delicatissimo distillato dal sentore agrumato

Alla fine della vostra esperienza, dovrete convenire con me che la singolare esperienza gastronomica che avrete appena vissuto (tre o quattro “assaggini” di pasta artigianale per un totale di tre o quattro etti di roba, alzandovi poi da tavola con una singolare sensazione di sazietà e leggerezza...) sarà comunque seconda al piacevole incontro con un personaggio unico.

Il che renderà - grazie a Dio - ancora attuale quel vecchio pensiero del Conte Giovani Nuvoletti Perdomini (già Presidente della prestigiosa Accademia Italiana della Cucina), il quale era solito saggiamente sostenere che “la vera regina della tavola dovrebbe rimanere sempre la conversazione...”.

Per contatti, consultare il sito www.casadeitajarin.net

© Paolo Ferrero (paolo.ferrero@yahoo.com)

(Paolo Ferrero è una Guida turistica abilitata con la passione della letteratura e dell'enogastronomia: per dieci ha gestito un ristorante in provincia d'Asti e ha scritto in passato numerosi libri e articoli dedicati al cibo e al vino del nostro territorio).

(Autore del ritratto a china è il pittore e scultore astigiano Marco Aru).
 

 


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