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Coldiretti Piemonte: "Bene 80 milioni nella legge di bilancio per le imprese colpite dalla cimice asiatica"

Scritto da Redazione Lunedì, 21 Ott 2019 - 0 Commenti

E’ quanto ha annunciato la ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, che si è anche impegnata a studiare la possibilità di una moratoria sui mutui.

80 milioni di euro nella legge di bilancio in favore delle imprese colpite dal flagello della cimice asiatica. E’ quanto ha annunciato la ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, che si è anche impegnata a studiare la possibilità di una moratoria sui mutui.

“Un primo passo importante per aiutare le nostre imprese – commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale . Una problematica che si è acuita con i cambiamenti climatici che si manifestano, ormai, con una tendenza al surriscaldamento, accentuatasi negli ultimi anni, e con il moltiplicarsi di eventi estremi e sfasamenti stagionali. Già lo scorso anno Coldiretti Piemonte insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università degli Studi di Torino, a Fondazione Agrion e al Gruppo Ferrero hanno istituito un osservatorio per allargare e approfondire la ricerca delle strategie di lotta alla cimice asiatica. L'insetto, infatti, ha trovato in Piemonte un ambiente favorevole alla sua diffusione  ed, in questi ultimi anni, si sono registrati danni ingenti su molte colture, dal nocciolo alla frutta. Gli interventi per l’emergenza vanno ora accompagnati da misure strutturali per superare i ritardi burocratici nella lotta all’insetto killer, ma occorre anche individuare modalità di intervento automatico a livello comunitario di fronte al moltiplicarsi dell’arrivo di parassiti alieni, favoriti dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione degli scambi. In questo contesto – concludono Moncalvo e Rivarossa - serve soprattutto un cambio di passo nelle misure di prevenzione a livello comunitario dove una politica europea troppo permissiva consente, spesso, l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati”.