Cisterna d'Asti sabato "Vita dacant e da Cant'è" e per il 25 aprile: “Lo aspetto ancora con disperata speranza”

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Scritto da La redazione Domenica, 1 Apr 2018 - 0 Commenti

Al Castello di Cisterna d'Asti, organizzato da POLO CITTATTIVA PER L’ASTIGIANO E L’ALBESE, I.C. di San Damiano d’Asti, MUSEO ARTI E MESTIERI DI UN TEMPO DI CISTERNA D’ASTI, FRA PRODUCTION, CORALE DI SANTO STEFANO ROERO,  ISRAT e ASSOCIAZIONE AIMC ASTI, sabato 21 aprile alle ore 16,00 l'appuntamento "Vita dacant e da Cant'è" (Centro Studi Piemontesi).

Giovanni Tesio ne discute con Luciano Bertello.

Se la poesia ha obiettivi, gli obiettivi del "canzoniere" di Giovanni Tesio, Vita dacant e da canté, sono tre o forse quattro: dare voce a una voce che viene di lontano; dare voce alla vita, che è varia e complessa, intricata ma - specie se vista "dacant", ossia di lato - degna di canto; dare voce a una "lingua di poesia" - quella piemontese - che non cessa di "dittare" (ossia di urgere dentro e di dentro); e infine dare voce a una resistenza, che è quella di non arrendersi al negativo, che possiamo pur sempre riscontrare nella nostra esistenza.

PROF. GIOVANNI TESIO: già ordinario di letteratura italiana all’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, sede di Vercelli, ha pubblicato alcuni volumi di saggi, antologie, monografie, curato testi, tra cui la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri (Einaudi). Da più di trent’anni collabora a “La Stampa” e a “Tuttolibri”. È condirettore della collana “Biblioteca del Piemonte Orientale” e della rivista “Letteratura e dialetti”.

PROF. LUCIANO BERTELLO: insegnante, storico e anima del Roero.

Mentre in occasione del 37° anniversario della liberazone mercoledì 25 aprile alle ore 17 Paola Scola presenta “Lo aspetto ancora con disperata speranza” La guerra delle donne (ARABA FENICE):

"Qualcuno mi ha detto di averlo visto nella ritirata, ma nessuno ha saputo dirmi quale fine abbia fatto. Anche se tutte le ricerche hanno dato esito negativo, lo aspetto ancora con disperata speranza".

Le guerre le combattono gli uomini. Al fronte, imbracciando le armi. I soldati muoiono, vengono fatti prigionieri. Nella seconda guerra mondiale subiscono anche indicibili torture. Ma non sono gli unici a patire il dolore di un conflitto. Perchè c'è anche chi rimane a casa. Ed è la guerra delle donne: che soffrono per la partenza di mariti, padri e figli, devono gestire la casa con un minimo di risorse, debbono occuparsi dei genitori anziani di entrambi, talvolta hanno un'attività di famiglia da portare avanti. E, mentre i loro uomini vivono i drammi fra le sabbie di El Alamein o nei ghiacci del Don, fanno tutto questo ricacciando le lacrime in uno scompartimento nascosto del cuore. Perchè la priorità sono i bambini, che spesso il loro papà neppure l'hanno mai visto, e il dolore è un fatto strettamente privato. Sono le storie, per esempio, di Milly, che per settant'anni aspetta, invano, il ritorno del suo Ennio, con la chiave nella porta. Oppure quella di Romana, per tutta la vita addolorata e tormentata dall'assenza del papà. O della mamma di Renè, che non arriva in tempo a salvare il figlio. Racconti di madri, mogli, figli. Presente e memorie che si fondono. E, sullo sfondo, una parola terribile, forse peggiore persino di "morto": DISPERSO.

PAOLA SCOLA: 48 anni, di Ceva, giornalista professionista e redattore del quotidiano "La Stampa", laureata in Lettere classiche (110/110) con una tesi in greco antico sulle "Omelie su San Giovanni" di San Giovanni Crisostomo. A lungo corrispondente prima per il settimanale "L'Unione monregalese" e poi (dal 1991) per "La Stampa", è profondamente legata al territorio. Ha vinto il Premio Igor Man con il quotidiano torinese per le ricerche sull'alluvione '94 e il 1° Premio "Castelgovone" a Finale Ligure per il libro "Eroi nel fango" (Araba Fenice, 2014). Per lo stesso editore ha pubblicato "In prima fila" (2015, terzo posto al Premio Priamar) e collaborato a "I racconti del tre

www.scuolealmuseo.it/blogdidattica/

PER INFORMAZIONI: Scuola Primaria di Cisterna d’Asti Cravanzola Giovanna  e Scuola dell’Infanzia di Cisterna d’Asti Mo Tiziana - 0141979476 — 0141979522

 


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