Territorio & Eventi

A “Cheese” il Gruppo Egea premia la sostenibilità

Scritto da La redazione Venerdì, 20 Set 2019 - 0 Commenti

A Bra due vincitori del premio “Resistenza Casearia" omaggiati stamane con un anno di energia gratis.

Chi dà valore alle eccellenze e tutela l’ambiente merita la migliore energia, quella “buona”, “pulita” e “giusta” che mette al centro le persone e la sostenibilità. Con questo spirito il Gruppo Egea, da sempre impegnato nella promozione di un ampio progetto di valorizzazione ambientale, ha omaggiato con un anno gratuito di energia due dei sei vincitori del premio “Resistenza Casearia”, assegnato venerdì 20 settembre, a Bra, durante l’inaugurazione di “Cheese”.

Il riconoscimento Egea è andato a Daniele Caserotti, premiato dall’Amministratore Delegato del Gruppo PierPaolo Carini, e a Rino Farci, persone che “testardamente” resistono e portano avanti le proprie attività rispettando naturalità, tradizione e gusto. Anche se tutto ciò comporta fatiche, rischi, isolamento. Un impegno che dà valore al loro lavoro ma anche all’intera comunità, perché mantiene vivi il “saper fare”, i paesaggi, il rapporto sano con gli animali e le tecniche tradizionali. 

Questa iniziativa rientra nell’ambito della collaborazione avviata da Egea con “Slow Food”; una collaborazione che, sempre nel contesto di “Cheese”, si è concretizzata con altre azioni particolarmente sostenibili: nel ruolo di “official partner”, Egea illumina ciascuno stand della kermesse braidese con luce totalmente green, prodotta impiegando esclusivamente fonti rinnovabili, occupandosi al contempo della gestione dei servizi ambientali; in parallelo, la multiutility con sede ad Alba, che a “Cheese” è presente con una “casa delle energie” allestita in via Principi di Piemonte, riserva uno sconto in bolletta particolarmente significativo a chi è socio di “Slow Food Italia” o lo diventerà.

Di seguito riportiamo le motivazioni che hanno spinto gli organizzatori di “Cheese” ad assegnare il premio “Resistenza Casearia” anche a Daniele Caserotti e Rino Farci.

 

Daniele Caserotti

Il giovanissimo Daniele Caserotti (18 anni) arriva dall’Istituto San Michele all’Adige, scuola professionale di Trento nata per promuovere l’agricoltura locale. Nella sua piccolissima fattoria, alleva 16 vacche che d’estate porta in malga, ma da quasi un anno è anche il casaro del caseificio turnario di Pejo (Trento). Ogni giorno lavora il latte conferito da 5 allevatori locali e produce con latte crudo e senza l’aggiunta di fermenti selezionati il casòlet, un Presidio Slow Food nato per salvare un modello di gestione collettiva del latte che rischia di scomparire. Il sistema turnario un tempo era diffuso in Trentino Alto Adige, in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, ma oggi resiste solo in tre caseifici, equamente suddivisi in queste tre Regioni. Questo sistema consentiva alle famiglie di caseificare collettivamente quantità di latte ridotte e ancora oggi si adatta a una produzione casearia di piccola scala. Il caseificio turnario si distingue dal modello cooperativo perché i soci conferitori non vendono il latte alla cooperativa, ma ricevono un servizio per cui viene loro riconosciuto un certo quantitativo di prodotto trasformato in base al latte conferito. È un tipo di organizzazione che ricorda la panificazione tradizionale, che avveniva collettivamente in ogni borgata. 

 

Rino Farci (foto che segue)

L’azienda agricola “Fossada” di Rino Farci si trova a Escalaplano, nella parte sud orientale della Sardegna. È un’azienda a conduzione familiare con circa 200 ettari di macchia mediterranea incontaminata dove Rino alleva (e munge a mano!) 400 pecore di razza sarda esclusivamente al pascolo brado. L’azienda di Rino Farci tramanda di generazione in generazione la produzione del formaggio axridda, “il formaggio nell’argilla”.

L’axridda è salito recentemente sull’Arca del Gusto e Slow Food sta lavorando per avviare un Presidio su questo formaggio unico. L’axridda è prodotto esclusivamente con latte di pecora crudo, senza l’aggiunta di alcun fermento. Durante la stagionatura viene trattato in crosta con olio di lentisco, ma la sua principale caratteristica è la cappatura di argilla, che consente una stagionatura più lunga (fino a due o tre anni). Questa tecnica tradizionale era in uso anticamente presso molte famiglie pastorali di Escalaplano che l’hanno tramandata di padre in figlio. Pochissimi la conoscono ancora: Rino è uno dei pochi produttori che, insieme al padre, l’ha riscoperta e continua a praticarla.