Cultura & Spettacoli

Cassani CT della Nazionale di ciclismo a Torino

Scritto da La redazione Sabato, 9 Mar 2019 - 0 Commenti

Presentato il libro “Le salite più belle d’Italia. Segreti e preparazione, storie ed eroi” scritto da Davide Cassani e Beppe Conti, giornalista e memoria storica, insieme nella foto.

È sempre un vero piacere sentirlo parlare di ciclismo, ascoltare aneddoti legati a tanti anni di attività in sella e ora Ct della Nazionale, cogliere nel suo sguardo e nel suo aperto sorriso romagnolo segreti e storie di pedalatori eroici, emozioni che solo questo sport riesce ad offrire.

Sto parlando di Davide Cassani, dal 2014 Ct della Nazionale maschile di ciclismo (ex ciclista su strada e commentatore televisivo italiano. Professionista dal 1982 al 1996, vinse due tappe al Giro d'Italia) che ho incontrato al Centro di Produzione Rai di Torino dove ha presentato, con indiscutibile competenza e la consueta eleganza, un interessante e bellissimo libro “Le salite più belle d’Italia. Segreti e preparazione, storie ed eroi” (Rizzoli, 320 pp., 18 euro).

Un volume scritto a quattro mani con il giornalista Beppe Conti. 15 salite più belle raccontate sotto ogni aspetto. Davide ha scritto le sue salite, Beppe Conti tutto il resto.

Un libro che descrive l’amore per la bicicletta attraverso le montagne, dal Colle del Sestriere alla salita dell’Etna, passando dal Colle dell’Agnello alla Fauniera di Pantani, dallo Stelvio con le gesta di Fausto Coppi al Colle delle Finestre con l’impresa di Froome, le Tre Cime di Lavaredo con l’impresa del leggendario Merckx.

“Il ciclismo è uno sport attuale, amato da tutti e seguito da milioni di persone; i corridori sanno trasmettere attraverso la bici qualcosa di emozionante e di irripetibile”, afferma Cassani.

La salita più difficile? "Lo Zoncolan, quasi disumana, senza un metro in cui rifiatare, 15 per cento pendenza media al 15%, rettilinei infiniti e la paura tremenda  di mettere piede a terra perché non ce la fai”.

“Una delle più belle, tra le mie preferite, il Colle delle Finestre, una tappa piemontese che ho nel cuore, perché mi riporta al ciclismo eroico, al ciclismo di una volta”.

Nel libro, Davide ha selezionato 15 percorsi di montagna, pedalati tutti, dalla salita del Sestriere, prima ascesa oltre i 2000 metri nella storia del Giro d’Italia al Colle delle Finestre, amato non solo per la difficoltà estrema.

“Faccio fatica ma mi diverto, spiega il Ct, trovo emozionante  trovarmi lì in cima e godermi quello che mi sta attorno”.

"La bellezza di una salita sta nella storia, nello spettacolo della natura che attraversi, nelle difficoltà dei tornanti che ti vengono in faccia”.

L’incontro va avanti tra ricordi, aneddoti di corsa, attacchi in salita di grandi campioni, accordi, spinte e incubi dei “fuori tempo massimo”.

E arriva un momento clou dell’incontro che vede Davide protagonista, assieme a Chiappucci, nella Coppa Placci del 1992.  L’arrivo era fissato a San Marino, in fondo a una discesa.

E il Ct racconta “Venivo da un 2° posto al Giro dell'Emilia dietro Bugno e un 3° al Romagna. Non avevo nessuna voglia di arrivare ancora 2°. Io e Chiappucci avevamo più o meno lo stesso spunto veloce. Il primo che fosse partito per la volata l’avrebbe persa. Dietro di noi Bruynell (poi Ds di Armstrong) a 50 secondi. In vista del traguardo abbiamo cominciato a rallentare, poi frenare. Guardavo indietro e non vedevo nessuno, solo macchine e moto al seguito. Nessuno dei due voleva rischiare, ci guardavamo in surplace. Muro contro muro quando ad un certo punto, come un’ombra, ho visto passare al mio fianco qualcuno: era Bruynell che andò a vincere, beffandoci. Ma il bello venne il giorno dopo quando Tuttosport intitolò il pezzo “Incredibile finale alla Coppa Placci. Chiappucci – Cassani, due polli”. E Davide ci ride sopra, con tanta autoironia.

(Ph. © Andrea Di Bella).  

E nella chiacchierata non può non parlare di Pantani “Io e Marco, entrambi romagnoli, ci volevamo bene. Tra di noi si parlava il dialetto, lo conoscevo in modo profondo, era un fenomeno. A lui mi legano ricordi speciali”, dice.

”Queste storie ho voluto raccontarle adesso perché sono un cicloamatore, questo libro l’abbiamo scritto a quattro mani con Beppe Conti perchè lui è un cronista perfetto, sa tutto”.

Cassani lascia trasparire in ogni sua parola l’attaccamento per questo sport, la passione per la bicicletta, perché “quando porti la bici al traguardo, dopo una tappa difficile, quando non ce la fai più, anche se arrivi ultimo, sei contento, soddisfatto anche se stremato. Parlare di ciclismo per me vuol dire parlare d’amore”.

A cura di Andrea Di Bella