Territorio & Eventi

Casale Monferrato, passaggio di gestione per la rete idrica situata in zona Salita S. Anna

Scritto da La redazione Mercoledì, 30 Mag 2018 - 0 Commenti

Dal 1 ottobre 2018, 105 contatori del servizio idrico, corrispondenti a circa 220 abitanti residenti in regione S. Anna, passeranno dalla gestione CCAM alla gestione AMC e per tutti loro saranno applicate le tariffe vigenti sul territorio del Comune di Casale Monferrato.

Oggi nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale, alla presenza del sindaco Titti Palazzetti, dell’assessore al bilancio Marco Rossi, dell’assessore ai lavori pubblici Sandro Teruggi, del presidente di AMC (Azienda Multiservizi Casalese) Vincenzo Ottone con il direttore Gabriella Cressano e i rappresentanti del comitato Acqua Equa per Salita Sant’Anna, è stato presentato l’accordo per la gestione, da parte di AMC, della porzione di rete idrica situata in zona Salita S. Anna.

Dal 1 ottobre 2018, 105 contatori del servizio idrico, corrispondenti a circa 220 abitanti residenti in regione S. Anna, passeranno dalla gestione CCAM alla gestione AMC e per tutti loro saranno applicate le tariffe vigenti sul territorio del Comune di Casale Monferrato.

Cenni storici

Anni ’30: il Comune di Casale Monferrato, gestore del Civico Acquedotto Comunale, non era in grado di risolvere il problema delle altimetrie per fornire di acqua potabile le nuove urbanizzazioni il salita s. Anna e allora chiese all’Acquedotto del Monferrato, che nel frattempo stava posando le sue condotte fino al confine del Comune di S. Giorgio, di estendere la rete e la fornitura anche alla regione S. Anna.

1986 - Inquinamento dell’acquedotto di Casale Monferrato: S. Anna è l’unico rione della città a non risentire dei pesanti effetti e l’Acquedotto del Monferrato provvede altresì, con la stesura di una condotta di fortuna, ad assicurare la normalizzazione delle fornitura di acqua ad altre parti della città fino alla realizzazione dei nuovi pozzi e impianti.

Anni ’90: con fondi della Protezione Civile viene realizzato il nuovo acquedotto di Casale Monferrato, due nuovi campi pozzi protetti e una condotta di interconnessione tra le reti dell’Acquedotto del Monferrato e le reti del Comune per assicurare la completa autosufficienza dell’intero sistema, anche in caso di nuova emergenza; contemporaneamente  la gestione del servizio acquedotto della città passa dal Comune alla sua controllata AMC S.P.A., la quale, grazie anche all’interconnessione, inizia a servire i nuovi insediamenti della regione superando così gli impedimenti degli anni ’30.

Prima dell’accordo odierno

Il nucleo originale delle abitazioni servite dall’Acquedotto del Monferrato si trova in una situazione di disparità di trattamento, con le tariffe applicate dal gestore diverse da quelle applicate da AMC al resto della città, ma anche ai nuovi insediamenti della stessa regione S. Anna e questo dà luogo ad una stagione di petizioni, erogazione di rimborsi parziali compensativi a carico, dapprima del Comune e dopo dell’AMC.

Con l’accordo di oggi, gli utenti di regione S. Anna diventano a pieno titolo clienti del sistema casalese di AMC alle stesse condizioni di tariffe e servizio degli altri cittadini casalesi ed il loro riferimento per tutte le pratiche sarà lo sportello di via Orti 2.

L’accordo ha la forma di “Contratto di comodato d’uso gratuito e gestione degli impianti del servizio idrico”, ha una durata breve (3 anni) per permettere ad AMC di perfezionare nel periodo anche il riscatto delle reti e degli impianti, che oggi non sono nella piena disponibilità di CCAM, in attesa di un prossimo pronunciamento giurisdizionale.

Le dichiarazioni

Titti Palazzetti: «Questo accordo rappresenta la soluzione a un problema molto antico, abbiamo “fatto giustizia” grazie all’impegno di tutti, ai cittadini che con serietà hanno portato avanti questo percorso nei modi giusti, senza proclami e accuse così frequenti in un’epoca di social network ma con sostegno costante e grazie a AMC, un vero fiore all’occhiello della nostra città».

Vincenzo Ottone: «Per risolvere questa vicenda, rispetto al passato, è stato importante avere un atteggiamento diverso. Grazie al supporto del Comitato dei residenti di S. Anna questa è una storia di efficienza, diffondere il sistema acqua pubblica necessita di un sistema di accordi per i quali servono tempo e pazienza».

Marco Rossi: «La scelta dell’Amministrazione è che l’acqua rimanga pubblica, un bene primario che deve essere tutelato e garantito alle migliori condizioni possibili».

Sandro Teruggi: «Si sono superate divisioni che oggi non hanno più ragione di esistere».

Aldo Micheletti (portavoce Comitato Acqua Equa per Sant’Anna): «Esprimo a nome del comitato viva soddisfazione; la nostra petizione, presentata nel marzo 2015, è stata esaudita grazie al sindaco Titti Palazzetti e a Vincenzo Ottone che hanno compreso le nostre necessità».

 

 




 

  • Adsense slot ID 9166920842">