Scuola & Formazione

Casale, i valori dello sport buono al Sacro Cuore International School

Scritto da La redazione Martedì, 9 Apr 2019 - 0 Commenti

Al termine della mattinata era palpabile il fatto che il tema trattato sia di grande importanza per le Istituzioni locali, per le società sportive e ormai sempre più per i genitori dei ragazzi che fanno sport.

Temi importanti e grande affluenza di pubblico sabato scorso 6 aprile al Sacro Cuore International School per la prima edizione del convegno “Sport è Inclusione”: al termine della mattinata era palpabile il fatto che il tema trattato sia di grande importanza per le Istituzioni locali, per le società sportive e ormai sempre più per i genitori dei ragazzi che fanno sport.

Una piccola realtà come la nostra, hanno ricordato nei loro interventi Daria Carmi, assessore al Turimo e alle Manifestazioni del Comune di Casale e Federico Riboldi, vicepresidente della Provincia di Alessandria, sono ai primi posti nella classifica delle città italiane per percentuale di cittadini che praticano sport all’interno di società sportive, e sono tra le poche città ad avere quasi tutte le strutture necessarie per praticare qualsiasi tipo di sport. Senza contare che siamo una delle rare realtà che possono contare su una scuola secondaria inferiore e una secondaria superiore a indirizzo sportivo.

Il giornalista Dario Calemme ha invitato gli ospiti della mattinata a spiegare al pubblico cosa significa nella loro esperienza inclusività nello sport: Giulia Collanzuol, Event Manager di Junior Basket ha presentato il progetto “Study&Play”, un contest che si rivolge alle scuole del territorio proprio a tema, i ragazzi delle scuole di ogni ordine della città si sono infatti impegnate a creare un video contro l’esclusione e il razzismo.

Giampiero Aceto, vicepresidente di Canottieri Casale, ha sottolineato l’importanza di avere una società dalla grande storia alle spalle ma proiettata nel futuro per permettere ai suoi sportivi di allenarsi al meglio, mentre Pier Paolo Cornaglia, Campione Mondiale di Karate e Presidente di Na Ka Ryu Casale ha fatto riflettere i presenti sul senso ultimo dello sport, ovvero educare i giovani che vi si avvicinano, fin da piccoli, cercando anche facendo sforzi da parte della società di far partecipare tutti, anche i ragazzi che per svariati motivi si vergognavano di approcciarsi al tatami. Cornaglia ci ha anche accennato un bellissimo progetto che sanno sviluppando insieme a un loro giovane atleta e alla sua famiglia, per permettere a ragazzi che hanno subito incidenti di portare avanti un percorso riabilitativo con la Na Ka Riu.  

Paolo Pensa di Le Tre Rose Nere, e Salvatore Caci,  ex atleta paralimpico di tennis tavolo e ora allenatore e giocatore dell’ASD Refrancore, hanno fatto riflettere e commuovere il pubblico: Pensa ha raccontato la bella storia di integrazione e immigrazione della sua squadra a dir poco multietnica e Caci, dopo un excursus coinvolgente sulla sua vita,  ha fatto immaginare all’audience cosa può significare trovarsi, italiano, tra centinaia di atleti di nazioni diverse, ad entrare in stadio per la cerimonia di inizio delle Paraolimpiadi.

“Una mattinata densa di soddisfazione, essere stati promotori di un pensiero comune a tante società sportive del Casalese e forse essere la candela che accenderà il motore di tante altre scuole ci ha lusingato e commosso. Ho conosciuto storie incredibili si atleti e allenatori da ammirare, ringrazio gli organizzatori e relatori con tutto il cuore e invito chi non ha potuto presenziare a sentire la registrazione di Radio Vand’a.”, dice la madre di una studentessa del Sacro Cuore International School.

L’idea di un convegno incentrato su un tema così importante è nata dalla scuola internazionale di Casale Monferrato che negli ultimi anni, accanto all’ormai consolidata attenzione verso le lingue straniere, ha sviluppato un percorso di studi dedicato allo sport, a partire dalla scuola primaria con collaborazioni e partnership con i maggiori gruppi sportivi del territorio, fino a creare nel 2018 la Scuola Secondaria ad Indirizzo Sportivo, unica scuola di questo genere nel nord-est e una delle sei in tutto il resto del Paese.

Dice Sanzio Evangelisti, presidente dell’Ente che gestisce la scuola: “Siamo molto contenti della partecipazione odierna e dei contenuti messi in luce dai nostri ospiti. Ecco perché lo sport è inclusione, è fondato sul fairplay, l'impegno individuale prende forma in un contesto di reciprocità e adesione a regole. In questo senso, lo sport è aperto a tutti e ogni sportivo condivide sinceramente le emozioni di chi gioca con lui, a prescindere dai risultati e dalle prestazioni del singolo. E' una palestra per conoscere i propri limiti e accettare quelli degli altri. Si soffre e si gioisce insieme per una sconfitta o una vittoria, ma ciò che rimane è la consapevolezza di aver giocato. Poi si impara a condividere anche altre emozioni; per esempio l'ebbrezza di una discesa con gli sci, o un panorama da una cresta durante un’escursione. Sono esperienze che fanno crescere e uniscono e non necessariamente sono finalizzate al raggiungimento di un risultato sportivo.”