Scuola & Formazione

Casa a misura di donna, dagli studenti del Giobert di Asti lo sviluppo di un’idea sensibile

Scritto da La redazione Venerdì, 9 Mar 2018 - 0 Commenti

Un bell’esempio di come la scuola “virtuosa” possa interpretare la sua didattica, guardando alla pratica discesa sul campo, dove è sempre più richiesta una professionalità tecnica, nutrita di sensibilità e di uno sguardo adulto agli eventi e alla complessità della vita degli uomini e delle donne.

Quando si dice “Casa a misura d’uomo”, parafrasando, per parità di genere, si potrebbe pensare una “Casa a misura di donna”?

A questa impresa si sono dedicati gli studenti delle classi 4^ e 5^A CAT dell’ Istituto G.A. Giobert, coordinati dal professor Carlo Roggero.

L’idea, nata da una sinergia tra Assessorati alle Politiche Sociali, all’Istruzione, alle Pari Opportunità e alle Infrastrutture della Città aveva preso forma in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e si è tradotta in un progetto di “casa rifugio”.

Si trattava di conciliare e immaginare, quindi riflettere e dare forma a un pensiero, che creasse spazi di accoglienza per alleviare storie  segnate da una sofferenza. Perché esiste anche quella, ed è bene parlarne. 

Non si sono persi d’animo gli studenti, che si sono accordati con le intenzioni del progetto. Ne è venuta fuori una Casa circondata da verde esterno, con tanti piccoli mini alloggi, spazi e servizi comuni, laboratori e zone fitness, sala giochi per bambini e locale interconfessionale. Al centro della struttura una piazzetta interna con spazi e siepature verdi con gazebo e panchine.

Tentativo riuscito? Certamente una bella base di discussione, meritevole di essere approfondita, per i ragionamenti e le scelte compiute.

Giunta al completo alla presentazione in Municipio, con il Sindaco Maurizio Rasero a constatare “con quanta serietà e professionalità gli studenti abbiano costruito il progetto, partendo da una riflessione profonda sul concetto di violenza di genere. E arrivare compiutamente alla redazione vera e propria di un elaborato progettuale”.

Un bell’esempio quindi di come la scuola “virtuosa” possa interpretare la sua didattica, guardando alla pratica discesa sul campo, dove è sempre più richiesta una professionalità tecnica, nutrita di sensibilità e di uno sguardo adulto agli eventi e alla complessità della vita degli uomini e delle donne. Che ci fanno compagnia.

Tavole del progetto sono visibili per tutto il mese di marzo a Palazzo Mandela piazza Catena 3, ingresso Assessorato Lavori pubblici (2°piano).

g. r.


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