Salute & Ambiente

CambiAMO Asti scrive: "Fermiamo il depauperamento del nostro Ospedale"

Scritto da La redazione Sabato, 16 Mar 2019 - 0 Commenti

Pensionamenti: si parla di circa 200 pensionamenti nei prossimi mesi. Come si pensa di sopperire alla mancanza di personale, a cominciare dagli infermieri?

Riceviamo e pubblichiamo
 

Alla cortese attenzione del Direttore

I giornali locali riportano, in questi giorni, ampi servizi sulla situazione ospedaliera: dall’affollamento del Pronto Soccorso, alle code all’alba per le visite a Tempo Zero e alle lunghe liste di attesa per la diagnostica e per gli interventi.

Purtroppo non sono novità ma problematiche che si ripresentano periodicamente e, in alcuni casi con maggiore intensità, in particolari periodi dell’anno.

Premetto che considero la sanità né di destra né di sinistra. In una logica di assistenza universale tutti i cittadini sono uguali di fronte al bisogno di tutela della salute ma la carenza di personale, i macchinari vetusti, un’organizzazione non all’altezza delle richieste penalizzano sicuramente i cittadini più deboli, quelli che, ad esempio, non hanno le possibilità economiche per curarsi con visite private e ricoveri in cliniche costose.

Nel 2014, quando la Giunta Regionale deliberò il ridimensionamento del nostro Ospedale, con la riduzione di Reparti e di specialità, fui tra gli organizzatori di un movimento di protesta in opposizione a quelle scelte.

Si mobilitarono in tanti, allora.

Furono raccolte 35mila firme e la cancellazione di alcune importanti specialità venne fermata.

Da allora, tuttavia, il depauperamento del nostro Ospedale è continuato in modo lento ma strisciante.

Un esempio per tutti è la questione dell’informatica e del Laboratorio Analisi su cui ha già scritto la collega Amasio.

Ma ci sono molte altre questioni che toccano da vicino la vita dei cittadini e sulle quali, nonostante una lettera di altri due colleghi consiglieri (Anselmo e Passarino) non c’è stato cenno di risposta da parte di nessuno.

Sono convinta che solo una mobilitazione corale (come fu nel 2014)  possa smuovere dalle poltrone coloro che dovrebbero occuparsi della Sanità .

Mi riferisco al Direttore Generale ma anche al Sindaco e all’assessore Cotto, una volta attivissima sentinella del mercoledì in ospedale e, oggi, stranamente  silente.

E pensare che all’atto dell’insediamento della Giunta Rasero era stato istituito un apposito assessorato alla Sanità, affidato a lei, con il compito di monitorare la situazione ed essere la voce dei cittadini nei confronti della dirigenza sanitaria.

Credo che sia ora che qualcuno, se c’è, batta un colpo e dia risposte ad alcuni semplici ma fondamentali quesiti:

Quando verranno indetti i concorsi per i posti di Primario resisi vacanti? Si può ragionevolmente pensare che un Primario facente funzione possa avere la stessa efficacia organizzativa di un Primario a tutti gli effetti?

Quando arriveranno risposte e scelte efficaci sul tempo zero? O dobbiamo rassegnarci al FarWest mattutino al piano -1 del Massaja perché non si ha il coraggio di ammettere che occorre ripristinare “agende di prenotazione” per tutte le specialità?

Liste di attesa : sia per la diagnostica che per gli interventi i tempi sono biblici. Come si pensa di accelerare per dare risposte efficaci ai cittadini?

Pensionamenti: si parla di circa 200 pensionamenti nei prossimi mesi. Come si pensa di sopperire alla mancanza di personale, a cominciare dagli infermieri?

Un’ultima considerazione.

Sono sempre più numerosi gli episodi di “maleducazione” da parte di utenti nei confronti di medici e infermieri.

Risposte e provvedimenti veri servirebbero anche a diminuire livelli di aggressività non più tollerabili nei confronti degli operatori.

Angela Quaglia - consigliere comunale CambiAMO Asti  

Asti. 14 marzo 2019

 

Nella foto di Luciana Monticone la zona prenotazioni dell'Ospedale Cardinal Massaia