Territorio & Eventi

Bra e il Museo Craveri di Storia Naturale: risultato della ricerca di Federico ed Ettore in CentroAmerica

Scritto da La redazione Lunedì, 2 Apr 2018 - 2 Commenti

Nel 1843 Federico si laurea in Chimica e Farmacia a Mexico con una tesi sulla Fermentazione delle sostanze organiche e tre anni dopo è raggiunto dal fratello sacerdote Ettore che però rientra in Italia nel 1849, per occuparsi del Museo che con il padre Angelo (intanto deceduto) aveva avviato a Bra nel 1843.

Continua la collaborazione con lo storico e giornalista Giancarlo Libert, autore di numerosi volumi dedicati all’emigrazione piemontese nel mondo che illustrerà, tratte dai suoi libri, storie di emigranti nei diversi Paesi. Biografie di piemontesi che han saputo mantenere un legame con la terra di origine.

L’autore ha pubblicato una quindicina di volumi di storia dell’emigrazione piemontese e di storia locale tra i quali: Astigiani nella Pampa nel 2005, l’Emigrazione Piemontese nel Mondo nel 2009, Cuneesi nella Pampa nel 2011, Torinesi nella Pampa nel 2014, Alessandrini nella Pampa nel 2015, Canavesani in Argentina e nel Mondo nel 2016, Astigiani in Francia e Piemontesi d’America nel 2016.

È coautore con Orsola Appendino del volume Nonna Rosa. “La roccia delle Langhe” da Cortemilia all’Argentina sulla vita della nonna di Papa Francesco.

Il direttore

Federico Craveri nasce a Torino il 29 luglio 1815. Nel 1835 il padre Angelo, sottosegretario di Stato agli Interni di Carlo Felice, accompagna Federico e l’altro figlio Ettore, a Roma e Napoli e nello stesso anno acquista una casa in Bra, che diventerà poi la sede del futuro Museo Craveri. Federico si iscrive all’Università di Torino e si innamora di una ragazza di nome Elide, che a lui preferisce il conte Decassinis; si trasferisce a Marsiglia e poi a Bordeaux dove si imbarca per il Messico. Nel 1843 si laurea in Chimica e Farmacia a Mexico con una tesi sulla Fermentazione delle sostanze organiche e tre anni dopo è raggiunto dal fratello sacerdote Ettore che però rientra in Italia nel 1849, per occuparsi del Museo che con il padre (intanto deceduto) aveva avviato a Bra nel 1843. Federico in Messico apre un laboratorio per la preparazione dell’acido solforico e, nel 1849, un laboratorio di ricerca sull’estrazione dell’argento a Guanajuato, insegna al Collegio di Medicina S. Hipolito e alla Scuola Agraria di Mexico. Visita Mexico e dintorni, il vulcano Popocatepetl e altri vulcani e la zona archeologica di Teothuiacan e le molte miniere messicane. Tutto ciò che è natura, industria, realtà antropologiche lo interessa.

Tra il 1855 e il 1859 compie i suoi viaggi di esplorazione nell’America del Nord che lo renderanno famoso. Esplora il Golfo della California e la Costa Pacifica dell’America del Nord sino a San Francisco alla ricerca delle isole ricche di guano, visita circa 70 isole, che descrive o rileva topograficamente. Arriva fino in Canada e poi ridiscende negli Stati Uniti visitando le regioni aurifere e l’entroterra di San Francisco, scende a Panama e, attraverso l’istmo, risale a La Havana (Cuba), descrivendo minuziosamente gli aspetti geografici, naturalistici e antropologici dei luoghi visitati nei quattro anni.

Nel 1859, dopo 19 anni di assenza, Federico rientra a Bra; insieme al fratello abita e lavora al Museo.  I fratelli Craveri iniziano nel 1860 le misurazioni meteorologiche. Federico nel 1861 inizia l’insegnamento di Fisica, Chimica e Storia Naturale presso le Scuole Tecniche; parallelamente utilizza le sue conoscenze per svolgere analisi chimiche a favore di ditte, tribunale e privati. Nel 1862 Federico ed Ettore inventano l’Anemometro. Nel 1863 Federico fa parte dei fondatori del Club Alpino Italiano ed è iscritto alla Società Italiana di Scienze Naturali. Nel 1873 inventa l’Eliofotometro. Nel 1875 è nominato Ispettore degli Scavi e Monumenti annessi per la zona di Alba e nel 1876 Cavaliere della Corona d’Italia. Nel 1879 è delegato per la Fillossera nella provincia di Cuneo. Nel 1880 è tra i Fondatori della Associazione Meteorologica Italiana. Federico muore improvvisamente il 14 aprile 1890 e due giorni dopo gli eredi donano il Museo al Comune di Bra. Il Museo fu ampliato nel 1972, copre tutte le branche della Storia Naturale, grazie alle Collezioni, Esposizioni, Pubblicazioni e offre, con diligente impegno, la sua opera didattica e scientifica (tramite la storica stazione meteo, i rilievi ornitologici, la biblioteca multimediale, gli archivi) agli studiosi, agli studenti di ogni grado e al pubblico.  

(dal volume dell’autore L’emigrazione Piemontese nel mondo, Chivasso 2009)


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