Territorio & Eventi

Auguri Madama Barbera, regina delle colline, per i tuoi 10 anni di Docg!

Scritto da Redazione Martedì, 5 Mar 2019 - 0 Commenti

Il rosso piemontese per eccellenza seduce i palati, attira investimenti, porta l’intero territorio del Monferrato nei mercati più importanti del mondo, 10 anni di Docg ben portati e un grande futuro.

Miracolo Barbera. Altro che vino da vecchia osteria fumosa, vino operaio, generoso ma ruvido, spesso svilito come vino da taglio, così popolare da essere sempre contrapposto alla nobiltà (come non ricordare le note di "Barbera e champagne" di Giorgio Gaber!).

Il rosso piemontese per eccellenza seduce i palati, attira investimenti, porta l’intero territorio del Monferrato nei mercati più importanti del mondo.

Una straordinaria rivalutazione sul finire del ventesimo secolo, che l’ha condotto nell’Olimpo dei grandi vini del mondo.

E oggi festeggiamo i 10 anni della Docg della Barbera d’Asti.

Auguri Madama Barbera!

Auguri meritati sul campo, i tuoi grappoli compatti, blu notte, sono felici di esistere, di finire in bottiglie pregiate che fanno il giro del Pianeta, di accostarsi alle specialità monferrine di tavole meravigliosamente imbandite o di giocare con i sapori dell’orto accanto ai fujot della Bagna Cauda, nella stagione giusta.

Auguri Madama Barbera. Ricordi quando ti imbottigliavano nei “pintoni” e ti sballottavano da un carro all’altro, senza che tu potessi dire la tua. Sei stata anche offesa più volte, ma hai saputo sempre rialzarti, risorgere, sei stata testarda perché hai sempre creduto in te stessa e nelle tue possibilità.

Sei arrivata sin qui senza tanto clamore, anche se la tua vivacità è innata, grazie alla fatica di tanti uomini, contadini che in te hanno creduto sempre, anche quando pareva che il vento spingesse forte verso soluzioni alternative.

C’è chi ha continuato a crederci, a non mollare. Tra i tanti è doveroso ricordare due produttori davvero speciali: Arturo Bersano a Nizza Monferrato e Giacomo Bologna a Rocchetta Tanaro, che da qualche tempo partecipano solo alle “vendemmie del Paradiso”, orgogliosi che la loro opera e le loro idee non siano state disperse.

“Se vuoi bere bene comprati un vigneto” era il motto del pioniere dei vignaioli di Nizza Monferrato: intuisce, così, la necessità di legare il vino alla terra, all’origine delle vigne. Ma ebbe anche l’intuizione di abbinare al vino personaggi del mondo della cultura, lanciando, fin dl 1966, il premio “Paisan vignaiolo”.

Sull’altro versante delle colline, Giacomo Bologna viaggia per il mondo e torna nella sua Rocchetta Tanaro con l’idea di dare alla Barbera una grinta diversa.

Inventa “Il Bricco dell’Uccellone”, finito anche su una tavola del Vaticano, portato da un cardinale piemontese. Era il 1985, “Il Bricco è eccellente, ma l’etichetta mi imbarazza.

Non puoi cambiare il nome?”, dice  il cardinale a Giacomo al telefono. “Mi farò presto perdonare”, rispose Giacomo. Nacque così il Bricco della Bigotta. E lo spedì al Vaticano.

Giacomo lancia “La Monella”, diventando un vulcanico punto di riferimento per tutti coloro che, pur non tradendo le radici, puntano su un modo nuovo modo di essere barberisti.

E quando nel 1986 soffiava forte lo scandalo del metanolo, acquistò uno spazio pubblicitario su “La Stampa” e scrisse “W la Barbera”: uno slogan e una dichiarazione d’amore.

Auguri Madama Barbera, c’è chi ha creduto in te e oggi sono in tanti a scommettere che saprai dare tante soddisfazioni, sono piccoli e grandi produttori, storici vignaioli e giovani promesse che stanno interpretando al meglio il tuo valore, portandoti lontano, sui mercati del mondo, per dare gioia e felicità a palati raffinati, e tu, silenziosa e attenta, sai sprigionare profumi indimenticabili e unici di queste colline monferrine, di cui sei, giustamente, diventata la regina.

Oggi si fa festa qui, al Castello di Costigliole d’Asti, per i tuoi primi 10 ani di Docg: ci sono tutti i massimi esponenti del mondo del vino a parlare di te: professori, vignaioli, studiosi e ricercatori, uomini delle istituzioni. Si parla di passato, presente e futuro e tu un po’ storci il naso, un po’ ti pavoneggi, convinta che sei in grado di fare grandi cose.

La regia è affidata al Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e al suo fantastico e infaticabile presidente, Filippo Mobrici, che per l’occasione ho visto particolarmente emozionato.

In passato, cara Madama Barbera, qualcuno voleva espiantarti per fare spazio al Nebbiolo, più redditizio, ma tu hai resistito a questi pensieri quantomeno assurdi.

Ridimensionarti? Fa venire male al cuore, perché avrebbe significato rinnegare quello che, in definitiva, è il vero valore della viticoltura del Piemonte monferrino, la diversità dei terreni, fattore fondamentale per raccontare l’anima di un territorio, la sua storia agricola e la sua unicità.

Ti sei ribellata, sicura del fatto che solo un territorio che sa valorizzare, difendere e comunicare la sua complessità può davvero avere una prosperità dalla lunga vita e dalle basi solide.

Giuliano Noè, compianto  enologo di Nizza Monferrato, tanti anni dedicati al vino per analizzarlo, degustarlo, domarlo, alla domanda “se il Barbera è solo un grande vitigno da assemblaggio o anche da vinificazione in purezza”, rispondeva semplicemente “La Barbera giusta da sola è un vino splendido e insuperabile!”. Come non essere d’accordo con uno dei più grandi barberologi che siano mai esistiti, padre nobile della Barbera.

Una storia suggestiva e bellissima che viene da lontano, ma tante idee che guardano al futuro.

Evviva Madama Barbera. Oggi puoi tornare a sorridere!

A cura di Andrea Di Bella

Ph © Andrea Di Bella