Cronaca

Debito per acquisto droga, sequestrato ad Acqui: ha rischiato di morire

Scritto da La redazione Lunedì, 5 Feb 2018 - 0 Commenti

La vittima ha chiesto a madre e fratello di saldare il debito, ma il ritardo dei suoi famigliari ha fatto infuriare il capo della banda che ha ordinato di dargli fuoco con una tanica di benzina. Picchiato anche con un tubo di gomma e minacciato di morte, il cittadino marocchino era stato costretto a chiamare più volte la madre e il fratello per convincerli a pagare il riscatto di 9 mila euro.

Hanno sequestrato un uomo di 31 anni, "reo" di non avere dato il denaro pattuito per la vendita di una partita di cocaina, e hanno minacciato di dargli fuoco, terrorizzando i suoi famigliari. Per quest'accusa quattro trafficanti di droga marocchini sono stati arrestati dai carabinieri di Alessandria, al termine di un'indagine coordinata dal sostituto procuratore Enrico Arnaldi Di Balme della DDA (Direzione distrettuale antimafia) di Torino.

La vittima, loro connazionale, era appena uscita dal carcere, raccontando di essersi "redento" e di essersi disfatto della droga. Il "capo", però, voleva 1.800 euro e ha organizzato il sequestro: all'uscita da un bar di Acqui, il "debitore" è stato incappucciato e portato in auto in un appartamento di Alessandria, dove è stato tenuto prigioniero, picchiato e minacciato.

La vittima ha chiesto a madre e fratello di saldare il debito, ma il ritardo dei suoi famigliari ha fatto infuriare il capo della banda che ha ordinato di dargli fuoco con una tanica di benzina. Picchiato anche con un tubo di gomma e minacciato di morte, il cittadino marocchino era stato costretto a chiamare più volte la madre e il fratello per convincerli a pagare il riscatto di 9 mila euro. Tanto, secondo i suoi aguzzini, la vittima avrebbe dovuto restituire per una partita di cocaina non venduta e mai restituita.

Una minaccia che i quattro avrebbero forse concretizzato se la vittima non fosse riuscita a scappare mentre due dei sequestratori lo stavano trasferendo in un altro alloggio. L’uomo, dopo essersi divincolato dalla presa, era fuggito a piedi fino in viale Brigata Ravenna dove era riuscito a nascondersi nel garage di un condominio dietro il distributore di benzina.

Con il cellulare aveva poi allertato il 112.  La vittima, consapevole di essere braccata dai suoi sequestratori, e letteralmente terrorizzata, era rimasta rintanata nel suo nascondiglio anche alla vista dei lampeggianti dei Carabinieri, che già da tempo lo stavano cercando.

Forse spaventato dall’idea di veder sbucare i sequestratori dietro quelle auto, l’uomo alla fine si era convinto a uscire dal nascondiglio solo alla vista di un Carabiniere del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo che aveva incontrato in passato.

E stamane una trentina di Carabinieri, alcuni arrivati in supporto dalle cinque Compagnie dell’Alessandrino, stamattina, all'alba si sono presentati nelle abitazioni dove sapevano di trovare i quattro. Supportati da un’altra ventina di militari pronti a intervenire dal Comando provinciale, i Carabinieri hanno fatto irruzione in un alloggio in via Milano dove sono stati rintracciati due degli arrestati, in un appartamento in via Mazzini e in un altro alloggio in via 1821.

Perquisiti anche altri due appartamenti al quartiere Cristo di Alessandria, i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi anche di un altro cittadino marocchino di 21 anni, sorpreso in flagranza con 9 dosi di cocaina e rinchiuso nelle camere di sicurezza del Comando provinciale per detenzione di stupefacenti.


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