Cronaca

Asti,smembrata banda che agiva fra astigiano e cuneese: 136 colpi in 4 mesi

Scritto da La redazione Giovedì, 17 Mag 2018 - 0 Commenti

Sette le misure cautelari eseguite nell'ambito dell'indagine coordinata dal pm di Asti Simona Macciò. In cinque sono finiti in carcere, mentre nei confronti di altri due è stato disposto l'obbligo di dimora. Gli indagati, in tutto, sono dodici: italiani, ma anche albanesi e marocchini.

Si è conclusa ieri un'operazione dei carabinieri (battezzata Bazar), volta a bloccare una banda di ladri. Gli indagati, in tutto, sono dodici: italiani, ma anche albanesi e marocchini.

Agivano di notte, tra le province di Asti e di Cuneo, prendendo di mira condomini e palazzi con garage interrati. Sono 136 i furti, tra gennaio e aprile, di cui è accusata la banda smantellata oggi dai carabinieri.

Sette le misure cautelari eseguite nell'ambito dell'indagine coordinata dal pm di Asti Simona Macciò. In cinque sono finiti in carcere, mentre nei confronti di altri due è stato disposto l'obbligo di dimora. Gli indagati, in tutto, sono dodici: italiani, ma anche albanesi e marocchini.

Zona dell'operazione, coordinata dal capitano Alessandro Guglielmo con la partecipazione di una trentina di militari dell'Arma è stata:  Asti- Alba e Nizza Monferrato. La banda che agiva tra le due e le tre della notte, per spostarsi usava auto rubate negli stessi garage. 

La banda è accusata del furto di sette auto, decine di biciclette, attrezzature da carpenteria e giardinaggio, ma anche generi alimentari. Articoli, per un valore complessivo di circa 100mila euro, che poi rivendevano in tre garage del centro di Asti o al Balon di Torino, il mercato delle Pulci di Porta Palazzo.

“La merce rubata ha detto il capitano Gugliemoserviva per comprare droga ed in particolare  cocaina  e hashish”. 

Gli arrestati sono sette: cinque in carcere e due agli arresti domiciliari. Nella caserma di via Delle Corse  i derubati hanno la possibilità di recuperare parte della refurtiva.  

Gli autori dei colpi, tutti disoccupati, prima di entrare in azione erano soliti consumare cocaina e hashish. Uno di loro gestiva una officina meccanica illegale (foto Ansa).

l. g.

 


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