Territorio & Eventi

Asti, una Douja d'Or rinnovata: fra le presenze strategiche il Piemonte Land of Perfection

Scritto da La redazione Mercoledì, 25 Lug 2018 - 0 Commenti

Il presidente Filippo Mobrici: “La Douja d’Or è uno dei concorsi enologici più antichi del nostro Paese, uno dei primi, nato in contemporanea col Vinitaly, oggi tra le manifestazioni vitivinicole più importanti del mondo. Conferma la centralità di Asti quale polo di eccellenza territoriale. Significa, quindi,  promuovere insieme e in modo sinergico con Camera di Commercio di Asti e Onav l’intero Piemonte del vino".

La Douja D’Or, il Concorso enologico  nazionale che si svolgerà ad Asti dal 7 al 16 settembre 2018, si presenta al pubblico con un'edizione rinnovata e con l’apporto sempre più ampio che il territorio piemontese del vino riesce ad esprimere.
Prosegue intanto il "viaggio itinerante" per presentare la manifestazione che vivrà una giornata intensa venerdì prossino 27 luglio.

Infatti in quella giornata la Douja e del Festival delle Sagre sarà in mattinata (ore 11) ospite della Camera di Commercio di Genova nella sede di via Garibaldi 4. Nel pomeriggio (ore 18) spostamento al Golf Club di Salice Terme di Rivanazzano (Pavia) e sarà l'occasione per lanciare  il Premio Douja d'Or di Golf dove si ripeterà la presentazione

Nell'appuntamento del Vino Nazionale di Asti, da sottolineare, il contributo dei produttori piemontesi e soprattutto di "Piemonte Land of Perfection", il Consorzio che promuove e tutela il 90% delle Doc e Docg della regione.

Una presenza questa che, assieme a quella del Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato,  permette di elevare i contenuti oltre che aumentare l’importanza in termini di visibilità e interesse della manifestazione.

A questo proposito incontriamo Filippo Mobrici, presidente di Piemonte Land of Perfection e del Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, a cui chiediamo  “Cosa rappresenta la Douja d’Or per il mondo del vino italiano, per il Piemonte e per il territorio astigiano, in particolare”.

Ecco la risposta del presidente Mobrici: La Douja d’Or è uno dei concorsi enologici più antichi del nostro Paese, uno dei primi, nato in contemporanea col Vinitaly, oggi tra le manifestazioni vitivinicole più importanti del mondo. Ha un grande compito che può sembrare banale, cioè quello di selezionare e premiare vini, ma si deve considerare il fatto che serve a stimolare i produttori per migliorare la qualità". 

"Questo è fondamentale per gli organizzatori, in quanto consente di poter dare ai vini e quindi ai produttori un respiro internazionale, derivante dal fatto che se vuoi vincere un premio devi meritarlo e quindi devi alzare l’asticella della qualità - prosegue Mobrici - Avere questa manifestazione sul territorio piemontese rappresenta una grande opportunità che probabilmente finora è stata, un po’ sottovalutata. La valenza sociale del concorso, di questo Salone, non ha espresso ancora tutto il suo potenziale; occorre fare sistema, creare  sinergie tra i diversi attori del mondo del vino piemontese. Ed è in questa direzione che va la collaborazione di Piemonte Land of Perfection, il consorzio dei consorzi, con l’organizzazione della Douja d’Or. Unendo le forze, ci si augura che in un prossimo futuro si riesca a dare quel valore che merita un evento di questa portata".

"La presenza di Piemonte Land of Perfection - puntualizza - assume diversi significati, tra cui la volontà di investire sull’innalzamento della riconoscibilità del Salone e la conferma della centralità di Asti quale polo di eccellenza territoriale. Significa, quindi,  promuovere insieme e in modo sinergico con Camera di Commercio di Asti e Onav l’intero Piemonte del vino, producendo un effetto di comunicazione strategica che porta ad una maggiore  visibilità della manifestazione e del territorio astigiano anche e soprattutto oltre i confini nazionali".

"Il ruolo dei produttori piemontesi risulta fondamentale ancora una volta, in grado di trainare a tutti gli effetti l’intero Concorso, rappresentandone il 41,7 % dei vini premiati. Da sottolineare anche la presenza delle province piemontesi, che vede salire sul gradino più alto del podio del Concorso di questa edizione 2018 Asti con 52 etichette premiate, seguita da Cuneo con 43 e da Alessandria con 19. Risultati interessanti e molto incoraggianti. Il vino è un grande messaggero di cultura, di tradizioni, di immagine di un popolo. Il Made in Italy è top nel mondo perché abbiamo i grandi vini… il Piemonte si conferma un grande Paese del vino, così come il Monferrato e tutto il territorio di Asti. Dobbiamo solo saper comunicare meglio per sfruttare questa grande opportunità”..

Lei è presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato. Come si posiziona questo vitigno nel panorama enologico internazionale?

La Barbera d’Asti afferma il presidente - viene coltivata per 35 mila ettari nel mondo, di cui 12 mila in Piemonte e 7.500 solo nel territorio del Monferrato. Il fatto che Asti e il Monferrato detengano il primato deve farci capire che siamo in possesso di un tesoro, un’eccellenza che deve costituire una grande opportunità, una forza trainante per crescere. Cinquemila 500  ettari di Barbera d’Asti e 22 milioni di bottiglie prodotte annualmente, di cui il 50% raggiunge i mercati esteri, fanno si che sia la Docg più importante, numericamente,  del Piemonte e il vino rosso italiano più esportato nel mondo. Voglio sottolineare, infine, che attraverso la Barbera portiamo oltre i confini il nome “Asti” e, in questo modo, creiamo una valenza turistica  per la città del vino e per tutto il territorio, riconosciuto dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, assieme a Langhe e Roero”.

Andrea Di Bella

 


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