Cronaca

Asti, reinserimento e serenità per gli ex occupanti di Via Orfanotrofio

Scritto da La redazione Martedì, 10 Lug 2018 - 0 Commenti

Le famiglie occupanti l’ex mutua di Asti, perfettamente integrate in comunità, ora cercano lavoro.

Dal 18 aprile sono ospiti a Casa Arata di Sessant (AT), sotto la cura della Cooperativa Arborvitae, le tre famiglie marocchine che dal 2010, causa perdita del  lavoro, avevano occupato i locali della ex mutua di Asti in via Orfanotrofio, un tempo sede di uffici, sale prenotazioni e visite della Asl e che diventerà sede di una Casa di Riposo.

Le famiglie, avevano lasciato spontaneamente l’edificio, dopo lo sgombero concordato con l’ufficiale giudiziario e il Comune che, principalmente nella persona dell’assessore ai Servizi sociali Mariangela Cotto, ha visto un interlocutore attento e sensibile.

Per la prima volta Arborvitae si è trovata ad accogliere persone che arrivavano da un’occupazione abusiva e si pensava ci fossero diverse criticità, in realtà si è capito che tutto si modifica a seconda del contesto nel quale si svolge.

La vita in comunità per queste tre famiglie marocchine di cinque adulti con quattro bambini dai 5 agli 11 anni, segue ritmi di piacevole quotidianità, sono educati, collaborativi, parlano perfettamente la lingua, partecipano a progetti di agricoltura sociale (pulizia e cura degli orti), collaborando  al bisogno, anche alla cura degli orti per gli anziani.

Ogni giorno si recano al Centro per l’impiego con il supporto degli operatori che si adoperano anche per la ricerca casa.

I bambini frequentano regolarmente le scuole (materna, elementare e medie) con ottimi risultati. Le donne hanno esperienza come badanti o assistenti per pulizia e gli uomini hanno un passato di ambulanti e agricoltori.

Le situazioni di provenienza delle famiglie sono indubbiamente di disagio, la mamma con bambina (ospitate nella specializzata Casa Martino) sta ritrovando una tranquillità che pensava perduta per sempre e i nuclei stanno recuperando una serenità e unità  familiare da tutelare, soprattutto per i minori coinvolti.

Un vero caso in cui dall’illegalità nascono energie propositive per la rinascita.
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Il presidente della Cooperativa, Marco Burdese si dichiara “soddisfatto, dopo un’iniziale preoccupazione per la complessità della situazione, perfettamente arginata anche grazie all’impegno profuso dall’amministrazione comunale”.       
 


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