Cronaca

Asti, la truffa corre sull'on line: 8 denunciati per vendite inesistenti

Scritto da La redazione Mercoledì, 20 Feb 2019 - 0 Commenti

Subito.it e Kijiji.it sono alcuni dei più frequentati siti di annunci online italiani. Offrono la possibilità a chiunque ne abbia bisogno di inserire annunci per diverse categorie di oggetti. Ecco alcuni dei consigli per evitare di cadere nella rete dei truffatori informatici.

Subito.it e Kijiji.it sono alcuni dei più frequentati siti di annunci online italiani. Offrono la possibilità a chiunque ne abbia bisogno di inserire annunci per diverse categorie di oggetti. Con poche parole chiave gli utenti possono non soltanto inserire, ma anche ricercare il prodotto del quale hanno bisogno, connettersi con il soggetto che offre quel determinato prodotto e accordarsi sulle modalità di pagamento e riceverlo. Si tratta di vastissimi negozi online che, pur offrendo un’ampia gamma di servizi, presentano alcune problematiche, prima fra tutte la truffa.

Sono ben 8 le persone denunciate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Asti, nella settimana appena trascorsa, ritenute responsabili di truffe perpetrate a mezzo dei siti riportati, ma anche con altre modalità.

Acquisti di oggetti mai ricevuti, come una consolle per videogiochi pagata 158 euro, un fuoristrada Suzuki per cui era stata versata una caparra di 500 euro, 8000 euro versati ad una fantomatica concessionaria che pubblicizzava su internet la vendita di un’auto Toyota, la locazione sul sito di affitti di case-vacanze “Airbnb” di un appartamento al mare (mai posseduto dall’inserzionista) per 4100 euro, sono solo alcuni degli episodi denunciati presso le Stazioni Carabinieri della provincia e i cui responsabili sono stati individuati grazie alle indagini eseguite dai militari.

La gamma delle truffe poste in essere non si limita ai casi di utilizzo dei siti summenzionati, ma anche a mezzo telefono, come nel caso della Madre Superiora di un Istituto di religiose astigiano, che ha subito il tentativo da parte di due pregiudicati originari di Siracusa, non andato a buon fine, di farsi accreditare 4100 euro, al fine di sbloccare un inesistente contributo da parte dell’ASL di Asti all’Istuituto religioso.

  O ancora l’episodio che ha visto coinvolto un procacciatore di affari torinese, il quale senza il consenso dell’utente sottoscriveva un contratto di fornitura “luce-gas-telefono” apponendo la firma falsa dell’ignaro cittadino truffato.

Ecco alcuni dei consigli per evitare di cadere nella rete dei truffatori informatici:

Leggere con attenzione l’annuncio prima di rispondere e diffidare se è troppo breve e fornisce poche informazioni; Informarsi sull’oggetto che si vuole acquistare. Ad esempio, se le foto sembrano troppo belle per essere vere, è opportuno chiedere l’invio di ulteriori immagini al venditore; Se un oggetto costa poco non sempre è un affare; l’eccessiva differenza tra i prezzi proposti e quelli di mercato è indice di scarsa affidabilità dell’annuncio; Se possibile privilegiare scegli lo scambio a mano; 5. Diffidare da chi chiede di esser contattato al di fuori del sistema offerto dal sito di vendita, per esempio su mail alternative e da chi ha fretta di concludere l’affare proponendo soluzioni non sicure; Proteggere i dati personali e non fornirli mai se non si è assolutamente certi della genuinità del venditore. Data di nascita, coordinate bancarie, codice fiscale sono dati utili per i truffatori; scegliere i metodi di pagamento tracciabili perché sono i più sicuri.