Salute & Ambiente

Asti, Inner Weel, Soroptimist e Zonta riunite per "il cuore delle donne"

Scritto da La redazione Giovedì, 28 Feb 2019 - 0 Commenti

Al Cascinale Nuovo di Isola d'Asti, si è parlato della patologia cardiovascolare nelle donne. Interventi del primario Marco Scaglione, che insieme a Antonino Buscemi e la giovane collega Martina Pianelli hanno risposto alle domande delle socie.

Titolo e oratori molto interessanti e aspettative rispettate. Mercoledì scorso presso il salone del ristorante “il Cascinale nuovo” di Isola d’Asti

Inner Wheel, Soroptimist e Zonta, i tre Club di servizio al femminile - presieduti rispettivamente da Donatella Testa Gianuzzi, Franca Giovanna Varvello, e Marina Lanaro Saracco - hanno organizzato una serata speciale che ha coinvolto ed interessato per oltre un’ora di conferenza gli oltre cento intervenuti.

A ricordare il tema dell’Interclub la dottoressa Daniela Timon, past president del Soroptimist Club di Asti:Si parla di cuore - Medicina di Genere - La patologia Cardiovascolare nelle donne”. 

A rompere il ghiaccio il primario del reparto di cardiologia dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti, il rotariano Marco Scaglione che ha risposto alla domanda in modo dettagliato ed esaustivo:

“Aritmia è donna?”. Ancora un rotariano, il cardiologo Antonino Buscemi, è entrato nello specifico con “I fattori di rischio e la cardiopatia ischemica nel mondo femminile” mentre l’avvincente serata si è conclusa con “Le patologie cardiache appannaggio delle donne” tema trattato dalla giovane cardiologa del nosocomio astigiano Martina Pianelli.

Molto applaudita e partecipata, la serata si è conclusa con una serie di domande rivolte agli oratori dalle socie presenti dei tre Club.

Nella foto: Gli oratori della serata con le tre presidenti dei Club e il maestro del Palio Antonio Guarene (il primo a sinistra) autore del libro “50 anni di Palio & altro” che è stato il gradito omaggio per i relatori della serata e che è stato editato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Asti dall’Assessore Gianfranco Imerito, anche grazie al contributo dei tre Club.