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Asti, chiusa la prima edizione di Gastronomix: una settimana di cooking lab, masterclass e degustazioni

Scritto da La redazione Lunedì, 25 Feb 2019 - 0 Commenti

Un'esperienza straordinaria per gli chef e i giornalisti internazionali, che non solo hanno avuto l'occasione di imparare le caratteristiche e la storia di vitigni e denominazioni mai assaggiati prima, ma hanno potuto apprezzare la gastronomicità dei vini del territorio.

La prima edizione di Gastronomix si è conclusa, sabato scorso, dopo una settimana intensa di cooking lab, masterclass e degustazioni tematiche volte a far conoscere i grandi vini del Monferrato e del Canavese e le tante eccellenze food piemontesi a chef e esperti di tutta Europa.

Iniziativa del Consorzio Barbera D'Asti e Vini del Monferrato - in collaborazione con il Consorzio Vini DOCG Caluso, il Consorzio Riso di Baraggia e il Progetto Wine & Food di Collisioni, Gastronomix ha permesso di creare vere e proprie “collisioni” culinarie e vinicole scaturite dalle diverse esperienze di cucina a confronto.

Sono arrivati in Piemonte 35 ospiti tra chef, sommelier e esperti da una decina di paesi Europei, e sono stati coinvolti 10 chef del terrirorio, 18 produttori di vino del Monferrato e altrettanti del Canavese.

Il programma di Gastronomix è iniziato lunedì 18 febbraio con le prime due giornate nel Canavese e nel Vercellese dedicate all’Erbaluce di Caluso Docg e al riso di Baraggia biellese e vercellese Dop.

Martedì 19 febbraio, nel pomeriggio, gli ospiti si sono spostati ad Asti dove è iniziato il primo dei tre appuntamenti di cooking lab, proseguiti anche il 20 e 21 febbraio.

Ogni sera presso "l'Enoteca La Buta" e "Osteria il Podestà", tre grandi chef del territorio si sono espressi nella preparazione di piatti d'autore a base di prodotti tipici piemontesi, per un totale di ben nove preparazioni presentate nei laboratori e assaggiate alle cene.

A condurre i lab e i seminari il wine-writer Ian D'Agata coadiuvato da importanti stelle della Regione Piemonte: Gian Piero Vivalda (Due Stelle Michelin) che ha preparato ravioli alla fonduta di Raschera dop Inalpi, gli "stellati" astigiani Walter Ferretto, Mariuccia Ferrero, Massimiliano Musso e ancora Andrea Ribaldone, Enrico Trova, Flavio Costa e Gabriele Boffa con piatti quali Cubo di sottopaletta al Barbera, Bagna Cauda tradizionale monferrina e Riso di Baraggia al Castelmagno della Cialancia.

Momenti estremamente riusciti, soprattutto grazie all'entusiasmo dei grandi chef del territorio e alla collaborazione con l'Associazione Albergatori e Ristoratori astigiani; show-cooking che hanno creato uno scambio di domande e curiosità, sia tecniche che didattiche, legate non solo al piatto, ma anche alle materie prime, all'esperienza degli chef piemontesi e agli abbinamenti ideali come i grandi vini del Monferrato e del Canavese.

Gli ospiti internazionali hanno espresso la volontà di ospitare nei loro ristoranti in Europa gli chef piemontesi e i produttori del Monferrato, proponendo nelle maggiori Capitali europee cene con prodotti e vini regionali rivisitati secondo la tradizione e la creatività di cucine lontane da quella piemontese.

Non sono mancate le masterclass dedicate ai grandi vini del territorio. Nella sessione “monferrina” dell’evento sono state assaggiate oltre venti differenti etichette, abbinate a prodotti del territorio: primo tra tutti, il Riso di Baraggia, partner del progetto, e poi i salumi, i formaggi freschi e stagionati, la carne Fassona piemontese battuta al coltello, i grissini e le “lingue di suocera” le paste di meliga e la colomba pasquale, il cioccolato, la grappa e altro ancora.

Tra gli incontri svoltisi ad Asti, particolarmente significativi e costruttivi sono stati gli eventi di confronto e di scambio di esperienze tra chef del 20 e 21 febbraio.

Ogni chef ha raccontato il suo percorso, la sua formazione e la sua filosofia in cucina. Joe Barza, chef libanese, grandissima personalità culinaria, ma anche televisiva, ha raccontato di un tempo in cui essere chef non era ancora essere una star e, anzi, chi intraprendeva questo tipo di mestiere doveva scontrarsi con un pregiudizio sociale molto radicato, soprattutto nel Medio Oriente.

Dopo un lungo percorso, che l’ha portato ad affermarsi all’estero, Barza ha spiegato: ho provato la cucina di tutto il mondo, gli ingredienti e le materie prime dei posti in cui ho lavorato e, finalmente, ho sentito il bisogno di tornare alle origini, di affermare e far conoscere al mondo la mia tradizione e la cucina del mio Paese”, a dimostrazione di come il cibo sia anche, e soprattutto, cultura.

L'ungherese Adam Pohner ha raccontato ai presenti di come la cultura enogastronomica si fosse impoverita durante il comunismo per la centralizzazione e l'abbassamento qualitativo delle materie prime. Gunnar Forssell, decano della cucina svedese, ha portato, con la sua esperienza, un po’ di storia del suo Paese: “per lungo tempo, a causa del monopolio e del forte controllo sugli alcolici, si andava nei ristoranti solamente per bere, non esisteva una cultura del buon cibo” e ha proseguito “sono gli chef, oggi, che hanno il compito, soprattutto in Svezia, di educare il cliente ad apprezzare la buona cucina, i prodotti e i grandi vini come quelli del Piemonte”.

Sono stati numerosi gli chef che hanno preso la parola a Gastronomix, confermando un panorama della ristorazione europea intraprendente e pronto allo scambio. A tal proposito da segnalare è la “coppia” di colleghi da The Hague, nei Paesi Bassi: lo chef Bob Staal e la sommelier Priscilla Van der Voort, che gestiscono il locale Waterproef con un approccio innovativo e internazionale e soprattutto con grande attenzione all’abbinamento cibo-vino.

Una nuova generazione che comprende l’importanza della cultura dell’enogastronomia e se ne fa ambasciatrice, per cercare di innovare senza perdere la tradizione, come ha spiegato il norvegese Christopher Haatuft, inventore – come l’hanno definito – della cucina neo-fiordica: “la verità è che quando inventi qualcosa sei libero di fare quello che vuoi”.

Spunti sono venuti anche dal confronto con gli chef piemontesi: condiviso e apprezzato il pensiero di Andrea Ribaldone, che la cucina sia innanzitutto sostanza, sia ingredienti, cotture e sapore – in contrapposizione alla moderna tendenza social all’immagine e all’apparenza prima di tutto.

Grande è stato l’apprezzamento degli ospiti internazionali per i vini del Monferrato. Già estimatori della Barbera d'Asti, vino altamente gastronomico presente nei ristoranti di tutta Europa, gli ospiti l’hanno più volte richiesta in degustazione in abbinamento alla presentazione di affettati e formaggi del territorio, confermando le sue caratteristiche di vino versatile e di buona acidità.

Chef, sommelier ed esperti hanno potuto conoscere la grande ricchezza di vitigni autoctoni e denominazioni offerte dal Monferrato: il Ruchè ha visto l'attenzione e la curiosità di tutti i partecipanti all'evento per la sua peculiarità aromatica e il suo sapore secco, al punto che lo chef svedese Gunnar Forssell lo ha voluto nella cena che ha cucinato, venerdì scorso 22 febbraio "all'Angolo del Beato" per il pubblico astigiano, in abbinamento al Salmone del Nord da lui preparato.

Una grande scoperta per Charlie Tayler (nella foto di Marco Basso), lo chef impegnato nella seconda cena aperta al pubblico, di scena sabato, 23 febbraio, allo stellato "Ca' Vittoria" di Tigliole, è stata la Freisa d'Asti, un vino estremamente affascinante che lo chef londinese di Mayfair ha voluto abbinare alla sua portata principale: l'anatra della Cornovaglia.

Un'esperienza straordinaria per gli chef e i giornalisti internazionali, che non solo hanno avuto l'occasione di imparare le caratteristiche e la storia di vitigni e denominazioni mai assaggiati prima, ma hanno potuto apprezzare la gastronomicità dei vini del territorio, le loro potenzialità in cucina e sulle tavole ad accompagnare prodotti italiani e internazionali.

"Con Gastronomix - commenta Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato - abbiamo creato qualcosa di veramente nuovo che sono certo diventerà una vetrina di visibilità importante per tutto il Monferrato. Il ringraziamento va ai produttori del consorzio e ai ristoratori del nostro territorio coinvolti nell'evento. Ma la macchina non si ferma. Già sono previste cene con i nostri vini e prodotti tipici a Copenaghen Berlino e Stoccolma. Presto vi aggiorneremo sulle novità."

Un confronto di alto livello tra professionisti di vino e food che, dato il successo di questa prima edizione di Gastronomix ad Asti, tutti gli attori coinvolti, piemontesi e internazionali, si augurano possa continuare gettando le basi per una nuova edizione ancora più ricca e coinvolgente che possa fare tesoro di questa prima riuscita esperienza.