Cultura & Spettacoli

Anselmo Conrotto Winery, cocconatese in California sin dai primi del Novecento

Scritto da La redazione Sabato, 16 Mar 2019 - 0 Commenti

Nel 1911 Anselmo Conrotto torna in Italia dalla California per compiere il servizio militare negli alpini; dopo due anni rientra a Cocconato, si sposa con Rosa Conti e poi ritorna a Gilroy nel 1914.

Prosegue la collaborazione con lo storico e giornalista Giancarlo Libert, autore di numerosi volumi dedicati all’emigrazione piemontese nel mondo che illustrerà, tratte dai suoi libri, storie di emigranti nei diversi Paesi. Biografie di piemontesi che han saputo mantenere un legame con la terra di origine.

Il direttore

 

Anselmo Conrotto nasce a Cocconato (Asti) il 6 marzo 1890; suo padre Battista era un piccolo agricoltore e il giovane Anselmo sembrava dover proseguire la sua attività.

Anselmo venuto a conoscenza delle importanti opportunità che poteva riservargli la California, con due dei cinque fratelli, Giacinto e Pietro, giunge nel 1906 a Gilroy nella Contea di Santa Clara.

Inizia a lavorare con i fratelli nelle aziende della zona, che stavano trasformando i terreni in coltivazioni di frutta e vigneti; nel 1919 ben 98.152 acri furono piantati con alberi da frutto e 2.850 acri convertiti in vigneti.

La produzione delle prugne nella contea diventò ben presto la più importante di tutti gli Stati Uniti.

L’attività vitivinicola nella Contea di Santa Clara era stata avviata nei primi anni del XIX secolo nella Missione di Santa Clara, a San José dagli spagnoli e dai gesuiti italiani; nel 1850 immigranti francesi come Paul Masson, Mirassou e Almaden fondarono aziende commerciali.

Il centro della produzione vitivinicola era nel nord-ovest, nella zona oggi conosciuta come Silicon Valley, ma dalla fine del secolo essa si spostò verso la valle intorno a Gilroy.

Nel 1896 infatti si erano stabiliti gli inglesi ed i tedeschi e nel 1915 arrivarono gli italiani dalla penisola di San Francisco.

Nel 1911 Anselmo Conrotto torna in Italia per compiere il servizio militare negli alpini; dopo due anni rientra a Cocconato, si sposa con Rosa Conti e poi ritorna a Gilroy nel 1914.

Anselmo riprende a lavorare presso un’azienda del luogo e con due soci italiani inizia l’attività nel campo vitivinicolo; con i profitti acquista una casa a Gilroy.

La Casa Conrotto inizia a crescere e nel 1923 raggiunge una produzione di 650 tonnellate di uva e 200 tonnellate di prugne.

Dopo il periodo del Proibizionismo i Conrotto acquisiscono nuovi locali, ampliati nel 1937, per la fermentazione delle uve e per lo stoccaggio dei vini. Nel 1938 la capacità era di 134.000 galloni.

Nella zona di Gilroy furono fondate anche altre aziende vitivinicole come la A. Bertero (1906), la Cesare Roffinella  (1910), la Edoardo Scagliotti (1912) e la F.lli Cassa (1935). A Morgan Hill furono fondate la Marchetti Winery (circa 1900), la Camillo Colombano (1923) e la Emilio Guglielmo (1925).

(dal volume dell’autore L’Emigrazione Piemontese nel Mondo, Chivasso 2009)

 

L’autore ha pubblicato una quindicina di volumi di storia dell’emigrazione piemontese e di storia locale tra i quali: Astigiani nella Pampa nel 2005, l’Emigrazione Piemontese nel Mondo nel 2009, Cuneesi nella Pampa nel 2011, Torinesi nella Pampa nel 2014, Alessandrini nella Pampa nel 2015, Canavesani in Argentina e nel Mondo nel 2016, Astigiani in Francia e Piemontesi d’America nel 2016.

È coautore con Orsola Appendino del volume Nonna Rosa. “La roccia delle Langhe” da Cortemilia all’Argentina sulla vita della nonna di Papa Francesco.